domenica 19 novembre 2017

What kind of mother? (11+2)

Di ritorno dopo 3 giorni alla mia home town.
Tre giorni sono più che sufficienti per ricordarmi perchè me ne sono andata e perchè amo tanto la mia vita al norde. Non fraintendetemi, mi manca mio padre e ogni tanto anche fare quattro chiacchiere con mia madre. Sono stata felice di rivedere i miei nonni e i miei zii (anche se ho poco apprezzato i loro clichè sui gatti e la toxo, ma immagino faccia parte dell'essere incinta) e molto felice di aver potuto parlare con mia zia E., la sorella di mio padre, che ho sempre ritenuto tra tutto il mio parentado quella più vicina al mio modo di pensare. Mi piace rivedere i luoghi in cui sono cresciuta e la città che ho amato per così tanto tempo. Ma quando ci torno sento che i miei legami col mio passato si sono fatti più deboli e che quando torno a casa mia (quella che è casa per me da sette anni) mi sento a mio agio e sempre più felice e sicura della scelta che feci.
Come dicevo, ho passato del tempo con mio padre con cui sto sempre con piacere. Siamo andati a trovare mia nonna, che è morta a fine ottobre, al cimitero di Capodichino e mi sono commossa pensando che lei e nonno ora sono insieme e ho chiesto loro di vegliare su di noi.
Sono uscita un paio di volte con mia madre che ha detto a tutti i suoi conoscenti che incontravamo che sono incinta ed enfatizzava la cosa toccandomi la pancia. Come al solito, parlare con mia madre non è proprio facile, per cui quando le ho detto che ero molto felice di diventare madre ma che avevo anche una buona dose si paura lei ha detto che non c'era nulla da avere paura e che lei non ne aveva avuta (beh certo, non aveva un mutuo da pagare, aveva un marito che poteva benissimo mantenere lei e i figli - e così è stato -, aveva 4 nonni a cui lasciare i figli quando voleva - infatti io sono stata cresciuta dai miei nonni materni e paterni, si può dire). Quindi il discorso è finito lì per la sua mancanza di empatia sull'argomento.
Ecco, una cosa che temo e spero che non sia nei miei geni, è l'essere una madre poco empatica. Mia madre è stata una madre con cui potevo parlare di ragazzi, di anticoncezionali e in genere di tutto, e questo lato credo di averlo ereditato perchè sono una persona di larghissime vedute, ma spero di essere più sensibile e affettuosa verso i miei figli di quanto non lo sia stato lei con me e mio fratello... soprattutto dopo la separazione con mio padre.
Mi piacerebbe essere una madre come Lorely di Gilmore Girls (il mio telefilm preferito) ma mi rendo conto che quella è finzione ed è molto difficile crescere un figlio in quel modo. Diciamo che spero di avere la giusta dose di severità e di amore verso i miei figli e di insegnare loro tutti i valori che ho ereditato dalla mia famiglia regalandogli dei bei ricordi sulla loro infanzia e adolescenza, facendoli crescere in un clima caldo e amorevole, cosa che a me a volte è mancato, e soprattutto spero di lasciarli poi andare nel mondo come adulti fatti e finiti che sono in grado di vivere in società e di rispettare gli altri.

E' quando scrivo queste cose che mi rendo conto che non potrò mai rendere pubblico ad amici e parenti questo blog. Dovrò scriverlo sempre in anonimato perchè so che queste cose arriverebbero inevitabilmente all'orecchio di mia madre, anche se è un'analfabeta digitale, e finirebbe solo per incrinare il nostro già fragile rapporto.

Ho rivisto Charmy grazie all'ecografia super approfondita fatta da una collega di mio padre. Ha guardato ogni parte con super attenzione mi ha gia anticipato che la TN sembra essere ok! Vedremo poi cosa ci dicono il 29 al policlinico all'eco ufficiale del btest. Si è vista la spina dorsale, i reni, le quattro camere del cuore, gli occhietti, il suo bel profilo, il cervello... anche se l'ecografo era scrauso si è visto tutto tutto :) E' sempre emozionante vedere le manine e i piedini che si muovono e sentire il cuoricino che batte. Ovviamente ora non vedo l'ora che sia il 29, ma soprattutto che finisca il primo trimestre. Oggi sono a 11+2 quindi sono nella 12ma settimana. Mi ha detto che a 13+0 si entra nel secondo trimestre. Non vedo l'ora. Non dico che abbasserò la guardia ma almeno starò un po' più serena.

mercoledì 8 novembre 2017

E il Natale si avvicina (9+5)

Ieri ho rivisto Charmy <3
Ho fatto l'ecografia pre TN e il prelievo per il btest. Lui era cresciuto tantissimo! Ora è 2.6cm e ha sembianze di un mini bebè.
L'ho visto muovere le braccine e ho visto tutto quello che era possibile vedere: braccia (ovviamente), gambe, testa con profilo e cordone ombelicale.
Purtroppo mi hanno fatto sempre un'eco interna perchè, per via della retroflessione del mio utero, con la sonda esterna non si vedeva ancora nulla.
Ho anche sentito il cuoricino battere per la prima volta.
Vederlo lì crescere e pensare che vive dentro di me è un'emozione unica. E non posso credere di essere finalmente incinta.

La sensazione che sia un maschio è sempre più forte. Spero che si veda già alla TN che farò il 29. Ovviamente a noi importa che stia bene e sia sano, il resto sono inezie. 
Ho prenotato anche la premorfo per il 6 dicembre, così da stare ancora più sereni.

Le mie analisi sono risultate tutte ok, tranne quelle delle urine da cui è uscito che ho l'eschericchia coli :( Ma immaginavo di avere qualcosa, visti i miei trascorsi di cistite e il fatto di vedere sempre le urine torbide. Vedrò cosa mi dice la gine venerdì a riguardo.

L'acidità e il reflusso mi ammazzano proprio di sera e spero vivamente che la cosa scemi verso il quarto mese, perchè è davvero brutto sentire questo acido nell'esofago che mi brucia. Mi sembra di esplodere da dentro. Però il pensiero che sia la gravidanza tanto attesa a provocarmelo, mi rende il tutto più sopportabile.

Per il resto, sono già in modalità "Non vedo l'ora che sia Natale!". Respiro già l'aria natalizia della città e dei negozi che si addobbano a festa. La mia festa preferita si sta avvicinando e quest'anno il regalo più grande e per cui ho pregato tanto negli ultimi due anni, cresce dentro di me. 
Il primo Natale della ricerca ero davvero giù. Non riuscivo a godermi la festa. Pensavo se ero incinta o meno. Ero al quinto tentativo. Ricordo che qualche giorno dopo Natale andammo al giapponese e io avevo una nausea fortissima e speravo davvero di avercela fatta! E invece, pochi giorni dopo, il ciclo arrivò. Il mio sesto senso mi diceva che dovevo indagare e quindi non riuscii a trascorrere un Natale sereno.
Invece l'anno scorso, dopo aver scelto per la pma, mi sono sentita rinascere e affrontato le feste con il mio solito amore per il Natale. Sono stata strafelice di avere gli ospiti a casa a Capodanno. Abbiamo lanciato le lanterne con dei desideri attaccati (e il nostro aveva preso fuoco mentre era in volo e io l'avevo preso come cosa negativa...). Avevo respirato di più il Natale anche se mio marito è stato poco a casa a causa del suo lavoro.
Quest'anno invece voglio godere del Natale a pieno e ringraziare tanto per il Dono che Dio ci ha affidato.
Ma ovviamente faccio un passo alla volta e per ora punto alla TN il 29 che mi pare lontanissima!
Per fortuna tra qualche giorno torno a Salerno a trovare i miei e dovrei fare un'eco con la mia gine storica :p
In oltre sto valutando di prendere l'angel sound (non ricordo se ve l'ho già detto) e credo che al ritorno da Salerno farò l'acquisto. Voi lo avete?
Evviva il 21mo secolo e le sue tecnologie! 

venerdì 27 ottobre 2017

L'infertilità e la mia storia di Fede

Quello di oggi è un post che tratta di Fede. Del mio rapporto con Dio negli ultimi due anni e mezzo e di come, ancora una volta, ho capito che Lui ha un piano per noi, un piano buono, un piano prospero, e che se anche ci sembra di star andando incontro alla tempesta, Dio è lì che ci protegge e chi chiede di credere in Lui, che sa quel che fa. E questa, credetemi, è la parte più difficile.

All'inizio del nostro viaggio verso un figlio, avevo un livello di Fede altissimo. Eravamo reduci da un periodo tremendo della nostra vita, e ve ne ho parlato in questo post, e Dio aveva davvero risposto in modo perfetto alle mie preghiere (mio marito è ateo), non solo eliminando la fonte del disturbo ma aiutandoci a vendere un immobile del valore di 162.000 euro senza perdere un euro, in un tempo record (4 mesi) e aiutandoci a comprare la casa dove viviamo attualmente.
Quindi, il periodo in cui abbiamo iniziato la ricerca, mi sentivo spiritualmente molto forte, Dio mi aveva dato l'ennesima prova che era sempre con me e che se mi appoggiavo a Lui, sarei riuscita in tutto. In oltre, a 28 anni freschi, nemmeno compiuti, chi è che crede di non riuscire a procreare in tempo record? Nessuno...

Dopo i primi due mesi di tentativi a vuoto (miratissimi, con stick, osservazione del muco e dolori ovulatori) ovviamente mi si inizia ad insinuare un precocissimo dubbio che qualcosa non andasse, ma con chiunque ne parlassi mi faceva sentire stupida, due, o tre mesi di tentativi sono troppo pochi per dire ce c'è qualcosa che non va. In tutto questo io continuavo a pregare e a chiedere a Dio di donarci un figlio, ma iniziavo a sentire che l'alto livello di Fede si stava abbassando, perchè mi sembrava di parlare con Dio ma di non essere ascoltata. E purtroppo questa sensazione è solo peggiorata quando dopo altri 3 mesi di insuccessi, a gennaio 2016, convinco mio marito ad andare a fare uno spermiogramma.
Come di certo immaginate o sapete (perchè ci siete passati pure voi) leggere che tuo marito ha solo il 10% di spermatozoi mobili, per giunta lenti, è come essere travolti da una valaga che scende giù a velocità supersonica. Io e Marito eravamo distrutti, bloccati e svuotati di qualsiasi energia positiva.
Furono giorni bui. Giorni in cui ripensavo a tutti quelli che mi avevano detto che mi dovevo solo rilassare, che era colpa mia che ci pensavo troppo, che era troppo presto per preoccuparsi e indagare e avrei voluto sputargli in faccia, anche se erano nostri parenti o amici. Loro non capivano come ci si sente quando scopri che avere un figlio per te e tuo marito può essere una chimera, un'utopia o addirittura... impossibile.
In quel periodo ho pregato Dio di aiutarci ad affrontare questo infausto verdetto. L'ho pregato di fare un miracolo, di aiutarci a concepire naturalmente come aveva fatto per tanti altri cristiani che avevano rimesso nelle Sue mani la loro infertilità.
Ricordo che un collega a cui mio padre aveva raccontato la nostra situazione ci aveva suggerito di rivolgerci subito alla pma. E col senno di poi... aveva ragione da vendere. Ma io ero troppo orgogliosa. Ero troppo ferita da poter scegliere quell'opzione. Infondo erano passati solo 6 mesi! E anche il ginecologo che avevo visto di recente, dopo aver prescritto a mio marito una cura naturale a base di vitamina D e curcuma (a cui io poi aggiunsi la maca), ci aveva detto che secondo lui avremmo concepito da lì a sei mesi. Ve ne ho parlato in questo post.
Forti di questa cosa, continuiamo a provarci naturalmente, sempre con l'aiuto degli stick e mettiamoci pure la temperatura basale. Nel frattempo io mi ammalo di una candia recidiva fortissima, di cui mi porto gli stralci ancora oggi.
Il mio rapporto con Dio proseguiva in questa sorta di monologo in cui io gli parlavo, gli chiedevo di aiutarci a concepire, di farci questo dono, e dove invece continuavo a ricevere rispote negative, tipo la candida che scoppiò proprio a cavallo della settimana fertile di febbraio 2016 e continuò in modo aggressivo e pesante per mesi e mesi (tanto che a maggio di quell'anno nemmeno ci provammo perchè era impossibile per me avere rapporti). Mi sentivo come se Dio mi stesse ostacolando invece di aiutarmi! E invece, stranamente, nel campo medico tutto filava liscissimo! Ricevevamo gli appuntamenti in tempi brevi, le visite andavano sempre bene, con esiti incoraggianti (come l'ecodoppler di mio marito che rilevò solo un piccolo varicocele ma non inficiante). 
Ad aprile 2016, l'andrologo di mio marito, dopo aver visto il miglioramento che aveva ottenuto grazie alla cura naturale... non disse di proseguirla, perchè lui alle cure naturali non ci credeva, e prescrisse a mio marito un integratore chiamato genadis che assunse fino ad agosto! Risultato? Un disastro. Lo spermiogramma peggiore di sempre! Le sue forme normali che erano sempre state almeno il 5% ora erano solo 2%. Aveva un volume di spermatozoi aumentato, di certo, ma la motilità era calata a picco praticamente non migliorando affatto la situazione. 
NB: questo dottore è rinomato per essere uno dei migliori nel suo campo qui a Modena!
Aveva fatto più per noi il mio ginecoloco C. in 2 mesi che lui e il suo integratore chimico che in 4 mesi aveva distrutto tutto il progresso che mio marito aveva fatto. E aveva avuto pure il coraggio di dirmi che la maca aveva funzionato solo sui topi, stando ad uno studio che aveva trovato sui suoi preziosi siti di ricerca medica. A lui non importava di tutta la gente la fuori che aveva avuto risultati grazie alla maca... ma vabbè, sto divagando.

In quel monento, parlando dal punto di vista spirituale, mi sono sentita come se Dio mi avesse detto "adesso, vuoi starmi a sentire?". E' stato il primo momento, in un anno di tentativi, dove ho capito che mi stavo incaponendo così tanto su quello che IO volevo e su COME lo volevo che avevo perso di vista il vero significato della Fede: affidare i propri progetti nelle mani di Dio e lasciare che sia lui a guidarci per conseguirli.
Io dicevo di ascoltare Dio, ma di fatto non lo stavo facendo. Io non so perchè, ma Dio ci stava indicando la sempre la strada della pma. E può sembrare assurdo perchè, voi direte (e lo dicevo pure io) perchè, Tu che puoi curare la gente con un dito, non ci curi e invece ci indichi una soluzione medica? Ma poi ho pensato a tutti i malati di tumore (mia madre in primis) che probabilmente chiedono a Dio una guarigione miracolosa e poi, dopo la chemioterapia, la radio o le cure ormonali, guariscono e sono cancer free. Loro non ringraziano Dio per essere sopravvissuti? Lo incolpano per essere passati attraverso la chemio ecc? Io cosa farei al loro posto? Ringrazierei Dio per avermi dato la forza di passare tutto ciò e di poter raccontare la mia esperienza dopo, da viva e da libera dal cancro! Come poi ha fatto mia madre.

Piano piano, da agosto a dicembre 2016, dentro di me è avvenuta una lenta rinascita spirituale. Ho buttato via tutti i libri cristiani che avevo letto in cui le autrici e i loro mariti avevano ricevuto guarigioni miracolose in situazioni di sterilità maschile assoluta e ho capito che, se per loro aveva funzionato, Dio aveva in serbo la pma per noi. E oggi credo di aver capito anche il perchè, ma ve lo dico dopo.
Il 25 dicembre 2016 mi sono svegliata e ho sentito dentro di me che la pma era la nostra strada, che sarebbe stata dura, ma era la strada giusta per raggiungere il nostro obbiettivo: avere un figlio (potete leggerne qui). Ho pregato Dio di guidarci lunga questa strada che sapevo non sarebbe stata facile, di darmi la forza di superare i mille esami che dovevamo fare e di darmi la forza di farmi da sola tutte le punture che avrei dovuto fare e soprattutto, essendo io totalmente a digiuno di pma e di qualsiasi info a riguardo, a partire dai centri, le medicine ecc, ho chiesto a Dio di indirizzarci al centro giusto dove i tempi d'attesa erano nulli e dove avremmo pagato poco.
NB: io allora non sapevo nulla della Zucchi. Avevo guardato un po' qui e lì su internet ed ero orientata per un centro privato convenzionato, ma stavo guardando per il Florence o il Demetra, in Toscana, dove avremmo pagato il super ticket di 500 euro, più le medicine non passate dal ssn (tipo orgalutran, fertypeptil, gonasi).

Ancora oggi, dal giorno in cui abbiamo deciso di fare la pma, penso alla velocità con cui le cose si sono mosse, e soprattutto alla fluidità con cui sono andate! 
Mi spiego: prima di scegliere di fare la pma, vi ho detto che pregavo Dio ma era come se non lo sentissi... che le cose sembravano sempre mettermi i bastoni fra le ruote invece di aiutarmi... e questo perchè non è che Dio non mi stesse parlando, ma non lo ascoltavo! Lui ha cercato di dirmi per tutto il tempo di fare la pma, ma io ero troppo orgogliosa per dargli retta... non ero pronta.
Invece, dopo aver abbracciato l'idea della pma, tutti gli esami, gli appuntamenti, le informazioni sul centro, sui tempi ecc... tutte le mie paure, sono state dissipate nell'arco di poche ore. Se fino a prima mi sembrava di viaggiare su un calesse su una strada piena di buche e fango, adesso mi sembrava di stare su una lamborghini su di un'autostrada libera!
Grazie ad una mia cara amica del forum (santo forum dove mi sono iscritta nel lontano 2015 per cercare con le altre cacciatrici mensili la mia cicogna) che era stava affrontando lei stessa la pma (e ora è felicemente mamma) sono stata indirizzata alla zucchi dove praticamente il ticket era di soli 36 euro, contro i 500 della toscana. In oltre ho scoperto che tante altre persone del forum e non solo si erano rivolte lì e avevano avuto i loro bimbi proprio grazie al dottor Br. (sant'uomo a cui farò una statua). Decido quindi su due piedi di rivolgermi alla zucchi e loro mi mandano via mail tutti gli esami da fare.
Gennaio 2017 è stato dedicato interamente agli esami (infettivi, genetici, tamponi, spermiogramma). Il 3 febbraio facciamo il primo incontro con il dottor Br., che però ci da altri esami da fare :( Lì per lì la cosa mi scoccia un po', ma col senno di poi ho apprezzato questo zelo di Br. perchè è proprio questa sua scrupolosità che dopo mi ha fatta sentire al sicuro e considerata una persona e non un numero.
Intanto il mio rapporto con Dio è migliorato molto. Mi sembrava di nuovo di avere un dialogo con Lui. Gli chiedevo di guidarci, di aiutarci nella pma, di far si che andasse bene. Anche se non volevo fare l'ivm avevo fede che avrebbe funzinato. E infatti, ad aprile 2017 faccio l'ivm da cui estraggono 2 ovuli che diventano 2 embiorni top quality! Eppure, le beta sono a 0.
Ma, stranamente, non mi sono arrabbiata con Dio. Ho pianto, sì, ero triste, certo! Eppure sentivo che Dio mi stava dicendo "ti sto mostrando la strada". Hai fatto una prova e hai visto che le cose possono andare molto bene. Ho chiesto di fare una ICSI classica, perchè sentivo che era la cosa giusta da fare. Non me ne fregava nulla dell'iperstimolo. Non mi spaventava. Io sapevo che potevo produrre molto di più e che potevo avere dei blastocisti. Ne ero certa! E il dottore era d'accordo con me. 
Dopo l'ivm ho iniziato ad avere uno stato di grazia... mi sentivo felice, grata e piena. Non sapevo ancora cosa sarebbe successo, come sarebbe andata la seconda stimolazione, ma sentivo che stavo bene e che la mia vita era completa. Credo che questo sia quello che la legge di attrazione chiama la fase del "let go", lasciare accadere... ho chiesto a Dio, all'Universo, di avere un figlio e ora sto seguendo i consigli che Lui mi manda, senza stringere la presa ma lasciandomi trasportare da questo vento tiepido e rassicurante.

A luglio i miei bellissimi Charmender, Bulbasaurus e Squirtle vengono alla luce e vengono crioconservati.
E poi, da lì la storia è quella recente che sapete....

Il mio è stato un lungo cammino di Fede. Un cammino dove ho, di nuovo, dovuto imparare a lasciare le cose nelle mani di Dio, che lui sa meglio di me come le cose devono andare e volgere al meglio. Dio non cospira contro di noi, non ci fa dei tranelli, e non ci prepara vite orrende. Lui ha solo proggetti d'amore per noi. Solo che non sempre la strada per arrivarci è quella larga e bella, ma spesso è quella stretta e tortuosa. Ma nonostante ciò, lui è il nostro bastone per tutto il cammino.

E ho capito perchè Dio mi ha fatto passare tutto ciò (come ho capito perchè all'epoca della casa passai quello che ho passato): perchè per indole, io sono una che ama passare la propria esperienza agli altri per aiutarli, e adesso, sul forum, sul gruppo della zucchi, o anche in futuro se un'amica ne avrà bisogno, saprò come aiutarla non solo dal punto di vista pratico ma dal punto di vista morale e psicologico, perchè io per prima ci sono passata e so cosa vuol dire. E vi giuro, quando le ragazze a cui do consigli mi dicono che sono forte, che sono una guerriera, che sono un cratere di ottimismo, ci resto un attimo perchè io non mi sento affatto così forte, ma capisco che il mio supporto le aiuta ad affrontare quantomeno con un po' di tranquillità in più un percorso difficile.

Ora prego Dio tutti i giorni, non solo per la mia salute e quella del mio bambino (che l'altro giorno era 1,2cm e gli si vedevano i piedini nell'eco) ma per tutte le persone che affrontano la pma, che sono madri in divenire come me, perchè SO, per certo, che il potere della preghiera è potente e che se chiediamo a Dio qualcosa, nel suo nome, lo riceveremo. E il mio Charmy ne è la prova.

Spero che la mia testimonianza possa aiutare qualcuna che come me ha avuto dei dubbi di Fede, o chi magari non crede proprio e può vedere Dio attraverso la mia storia, o anche dare ancora più Fede a chi già ne ha da vendere.

"E l’Eterno cammina egli stesso davanti a te; egli sarà con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non ti perdere d’animo"
 Deuteronomio 31:8

E vi ripropongo questa canzone perchè è stata la colonna sonora di questi ultimi mesi e il momento in cui ho stretto tra le mani il test positivo mi risuonava come una marcia trionfale nella testa:

You split the sea so I can walk right through it. My fear were drowned in perfect love.
You rescued me and I will stand and Sing:
I am a child of God

(Hai separato il mare così che potessi attraversarlo. Le mie paura sono state spazzate via dal tuo amore perfetto. Mi hai salvato e io sono qui a cantare:
Sono un figlio di Dio)


giovedì 19 ottobre 2017

Ho visto il tuo cuore (1a eco)

Dopo aver scoperto di essere incinta, quindi dopo il PT, il tempo ha ripreso a scorrere quasi normalmente.
Infatti, dopo le seconde beta, i 12 giorni che ci separavano dalla prima eco sono passati abbastanza normalmente, certo non senza paranoie e ansie di ogni tipo.
Ogni giorno mi sono svegliata (oggi compreso) tastandomi la pancia e il seno, quest'ultimo per vedere se mi faceva ancora male. L'altro giorno, dopo la doccia calda, mi sono accorta che non mi faceva più male. Attimi di panico in cui ho googlato se c'erano altre donne gravide che come me dicevano che la doccia calda rendeva il seno meno dolente. Ne ho trovata solo una, ma tanto mi è bastato a tranquillizzarmi. E poi, dopo un'oretta, è tornato a farmi male, per cui signore, se dopo la doccia le tette non vi fanno più male, state tranquille! E' solo l'acqua calda che rilassa i muscoli.

La nausea... allora, a parte alcuni casi specifici, tipo domenica scorso che l'odore del cibo cinese mi ha stomacato, ho problemi di digestione. Mi è tornato il reflusso gastroesofageo, ed è tremendo perchè ti senti come una pressione nell'esofago che viene su, e poi rutti... tanto! E non puoi sederti sul divano, che se non stai perfettamente eretta, il dolore inizia. Solo il magaltop (gastroprotettore) mi da un po' di sollievo.

Poi ho i soliti dolori mestruali che vanno e vengono, ma anche qui la letteratura di google mi dice che è normale che è l'utero che si assesta.

Essere incinta è territorio tutto nuovo per me. Sono estremamente felice, e ho anche paura di svegliarmi tutto di colpo!

Comunque ieri siamo andati a fare la prima eco. Devo dire che fino a ieri ho vissuto l'attesa abbastanza serena. Ieri invece l'ansia mi ha stirata come un treno. Metteteci poi che il dottor Br. mi ha ricevuto con mezz'ora di ritardo... avevo il cuore che praticamente stava per balzarmi fuori dal petto.

Il dottore era molto felice di vederci e ci ha detto che il nostro bel risultato lo abbiamo ottenuto perchè sono incinta e che ora si spera solo che la gravidanza proceda bene (hai detto nulla). Io gli ho detto che avevo un'ansia che mi stava divorando e lui allora mi ha fatto subito accomodare sul lettino per vedere la situazione.
La gravidanza deve aver accentuato la mia percezione del dolore, perchè l'osso pubico gridava vendetta quando l'ecografo si muoveva, e il dottore è pure molto delicato!
Poco dopo che guardava lo schermo, lo gira verso di me (Marito intanto guarda il tutto a cauta distanza da dietro il dottore) e mi dice "ecco qui la sua camera gestazionale che è bella grande, e dentro c'è il sacco vitellino e questo qui è il suo embrione" e lì l'ho visto: un piccolo sfarfallio... il suo cuore!
Mi sono venute le lacrime agli occhi e tutta l'ansia accumulata è scivolata via da me in un secondo. Charmy è di 5mm e sta andando tutto bene.
Il dottore mi ha poi detto di proseguire la terapia con progynova e prometrium e di prendere la cardio aspirina fino al 4° mese, e di assumere solo 400mg di acido folico e non di più perchè il ministero della salute ha diffuso un documento dove consiglia di non eccedere. Io dal pt fino ad oggi ne ho presi 600 (contando che in America hanno l'acido folico pure negli alimenti da supermercato proprio per evitarne la carenza,e in più lo prendono anche in compresse) non credo di aver fatto danni. Comunque da oggi assumo solo le vitamine per le donne incinte con solo 400mg di acido folico, così sto serena.
Il dottore poi ci ha congedati dicendoci di fargli sapere come procede e io gli ho detto che è il mio Eroe, e lo penso davvero. Se non era per lui oggi non sarei incinta.
Mi è dispiaciuto un po' non essere più seguita da lui, ma effettivamente farsi seguire a Monza è un po' scomodo. Posso comunque sempre scrivergli via email se ho dei dubbi :)

Il 24 invece andrò a fare la prima visita con questa ginecologa (in libera professione) ma presso l'ospedale qui vicino casa, così da essere seguita da lei e averla come punto di riferimento al parto. Quindi rivedrò Charmy. Sta volta però ci vado solo io che marito lavora. Magari alla prossima invece, dicendoglielo con un po' di preavviso, riesce ad esserci anche lui.

E quindi, eccoci qui, finalmente incinti e felici, non che spaventati da come cambieranno le nostre vite. Ci godiamo cauti questa gioia e ringraziamo Dio del grande dono che ci ha affidato.
quello nel cerchiolino verde è Charmy :)


lunedì 9 ottobre 2017

Il racconto dal pt ad oggi

Eccomi qui ragazze.
Allora, prima di tutto, ho rifatto le beta venerdì, quindi a 6 giorni di distanza dalle prime, ed erano a 1998. Il dottor Br. mi ha detto che vanno bene e che posso stare serena e mi ha fissato la prima (ed ultima con lui) eco di Charmy al 18 ottobre. Potete immaginare quanto mi paia lontano questo giorno, quando invece è solo mercoledì  della settimana prossima.

Vi racconto un po' quindi come ho vissuto il transfer, che cosa ho sentito e il fatidico momento del test...

Ho fatto il transfer il 20 settembre. Era una giornata tersissima e con un bellissimo sole. Io e Marito abbiamo guidato con molta calma fino a Monza, pranzando in autogrill.
Il mio transfer era programmato per le 14.45, quindi siamo andati in clinica verso le 14 e mano mano, la saletta d'attesa, si è riempita di coppie in attesa anche loro di ricongiungersi con i loro piccoli.
Io sono stata la prima.
Il dottor Br, ha atteso appositamente che fosse il mio turno, anche se erano in ritardo folle sulla tabella di marcia e credo lui dovesse andare via.
Mi fanno le domande di rito accertandosi che la blasto sia proprio la mia. Mi stendo sul lettino e la vescica era già piena (colpa del fatto che l'avevo svuotata un'oretta prima e mi sono bevuta di corsa 500 ml d'acqua fino a poco prima di scendere in sala operatoria). Il dottore mi infila lo speculum e poco dopo il catetere, mentre l'altra dottoressa spinge la sonda sulla mia povera vescica.
Il dottore esegue tutta la proceduta, tira fuori il catetere e le speculum e mi dice che i biologi devono un secondo controllare che l'embrione sia sceso effettivamente in utero.
Poco dopo torna... e mi dice che Charmy è rimasto attaccato al catetere. Avete capito bene: è rimasto nel tubicino e non è sceso col liquido!!!
PANICO!!! Ovviamente ho subito temuto che si fosse danneggiato, che gli fosse accaduto qualcosa... ma i dottori mi hanno subito tranquillizzato che lui stava bene e che semplicemente era molto appiccicoso "Il che è una buona cosa. Di solito sono quegli embrioni che poi ci danno delle belle notizie" ha aggiunto la dottoressa.
Io mi sono tranquillizzata un pochino, e intanto il dottore ha rifatto la procedura: speculum, infila catetere, vescica schiacciata, dolorini tipo mestruale. Fine.
Sta volta la blasto è approdata nel mio utero. Poco dopo mi fanno passare sulla barella e mi portano in camera. Io tremo sempre un sacco quando finisco il transfer perchè giù fa freddo! Quindi cerco di controllare il tremore più che posso.
Il dottor Br. mi infonde speranza facendomi arrivare a credere che questa può essere la volta buona. Mi rilascia i documenti di dimissione e poi lascia che le infermiere mi riportino in camera.
E qui inizia la tortura della vescica... Io volevo già farla. Mi contorcevo e non riuscivo più a resistere. Per cui suono il pulsante e un'infermiera slava, con una mazza di scopa ficcata su per il culo mi dice "ma non è già passata un'ora, può andare da sola al bagno" e io "no, sono tornata da quindici minuti. Per favore mi prende la padella?" lei stizzita e scocciata fa come le ho chiesto e finalmente mi libero della mia pena. Ma solo per poco. Poco dopo, circa 30 minuti dopo la prima scarica, mi arriva di nuovo lo stimolo impellente. Sta volta un'ora era passata e la tipa me lo fa notare dicendo che posso andarci da sola al bagno, e se ne va.
La cosa bella è che i dottori già ti dicono di stare stesa 2 ore. Le infermiere dicono che dopo un'ora puoi andare al bagno. Io non mi volevo alzare! Per cui sono rimasta stesa altri 20 minuti non riuscendo a pensare a nulla che alla pipì XD Quando mancavano circa 15 minuti allo scoccare della seconda ora mi sono alzata dal letto, mi sono precipitata al bagno e poi piano piano mi sono rivestita e siamo tornati a casa.
Non so dirvi, ma sin da subito, dal momento del transfer, la sensazione che ho avuto è stata diversa. La prima volta ero più tesa, meno fiduciosa. Questa volta invece ero un crogiuolo di buon'umore.
Mi sono messa sul divano e il primo e il secondo giorno mi sono alzata solo per mangiare, fare la pipì e andare verso letto. Era mercoledì, e nonostante io lavori da casa, anche a lavoro mi sono data malata fino a venerdì (e poi ho continuato il riposo fino a domenica). Solo sabato siamo usciti per una passeggiatina al mercato. Io mi sentivo molto affaticata. Dopo un'oretta che giravamo mi sentivo davvero stanca!
La sera del transfer ho fatto un sogno vividissimo. Ora non me lo ricordo, ma ricordo benissimo di aver sentito nel sogno un dolore mestruale molto forte (ma non so se lo stessi avvertendo davvero nella realtà). Il giorno dopo e per un po' di giorni a seguire ho avvertito una fitta localizzata nell'utero, sulla destra. Intermittente e insistente. Poi ci sono stati svariati dolorini e fittine tipo mestruali.
Questi dolorini sono proseguiti fino al giorno del test e anche dopo, ovviamente variando un po' in posizione e intensità.
Il giovedì prima del test ho avuto un mal di testa fortissimo che mi era partito dalla sera prima (e io soffro di cervicale, soprattutto in prossimità del ciclo). La mattina mi sono presa un caffè schietto, poi mi sono messa sul divano col cappello calato sugli occhi per cercare di farmelo passare. A pranzo un po' si è attenuato ma continuava ad esserci e in più avevo una nausea fortissima, credo per colpa della suddetta emicrania.
Decido quindi, non so manco perchè, di andarmi a misurare la pressione e ce l'avevo alta! 129 su 96 e i battiti erano 102. L'episodio è stato circoscritto a quella volta lì. Infatti il giorno dopo stavo bene e la pressione era normale. Solo i battiti erano sempre sui 107. Quella sera ho avvertito dei dolori alla gamba sinistra anche molto intensi. Me la sentivo gonfia internamente e il fastidio mi è durato per due giorni, tanto che mi sono spaventata che la cosa fosse legata alla pressione alta e sia mio padre che Br. mi hanno consigliato di fare un'ecodoppler per escludere una trombosi venosa profonda.
Col sennò di poi probabilmente erano tutti sintomi della gravidanza appena iniziata...

E arriviamo a sabato 30. Quindi avevo l'ansia di questi dolori di cui non sapevo l'origine e lo spettro della trombosi che incombeva su di me (ipocondria portami via). Avevo paura che la pressione alta fosse stata un brutto segno e che avevo danneggiato in qualche modo l'embrione. Mi sono alzata dal letto alle 7.10 perchè avevo detto a mio Marito che volevo comunque fare il test e poi, indipendentemente dal risultato, le beta, così se erano le medicine che stavo assumendo nel pt a causarmi questi disturbi avrei potuto interromperle subito in caso di negativo.

Prendo il confidelle che mi sono conservata a posta per questo transfer! Niente più Clear blue che sappiamo già che non fanno per me.
Faccio pipì nel bicchierino, scarto il test, lo immergo per 5 secondi e vado via perchè non lo voglio guardare.
Vado in cucina da Marito. Metto un timer di 3 minuti e ci abbracciamo mentre aspettiamo. Gli dico che non so come posso prendere un altro negativo. Che ho fatto tutto ciò che potevo. Ho assunto (e sto assumendo) anche un sacco di integratori rispetto alla volta scorsa che mi ero limitata agli ormoni e all'acido folico prescritti dal centro.
Il timer suona e riluttante vado in bagno seguita da Marito. Gli occhi mi cadono sul test e per la prima volta, due bellissime linee rosse sono lì ad aspettarmi e a dirmi che dentro di me c'è vita!
Io e marito ci abbracciamo in bagno. Io senza parole e in preda a stupore/emozione/pianto. Lui che mi abbraccia forte forte ed è iper felice del risultato. Che finalmente Dio ha esaudito la nostra preghiera.
Corriamo a fare le beta con un sorrisone stampato in faccia e io poco dopo vado da sola al pronto soccorso a farmi fare la famosa ecodoppler per escludere la trombosi. Ci ho perso mezza giornata, ma alla fine ero tranquilla che era tutto ok.
Alla fine all'ospedale mi dicono che sto bene e che il mio disturbo è una cosa nervosa e legata ai muscoli ma che posso stare serena.

Per ora mi godo la mia gioia convivendo con un'ansia perenne che si sposta da un traguardo all'altro: prima era il test, poi le seconde beta, ora l'eco del 18... ma sono felice e ancora incredula.
Ogni tanto ho delle fitte inguinali sempre a sinistra e a volte diventano più diffuse, ma in molte mi hanno detto che è l'utero che si modifica.
Pregate che arrivi sana di mente a mercoldì prossimo e che Charmy stia bene e che si veda lui e il suo cuoricino pulsante.

Vi abbraccio tutte. Grazie per aver letto fino a qui e per aver fatto il tifo per noi <3 Vi aggiorno nelle prossime puntate.


domenica 1 ottobre 2017

La seconda linea rossa

Finalmente, il post che aspettavo di scrivere dopo tanto tempo è arrivato...

Il 30 settembre 2017, la seconda linea rossa è finalmente apparsa e con lei il nostro bellissimo sogno è diventato realtà.

Ho fatto le beta e sono a 284. Ho trasferito il nostro Charmender il 20 settembre.

Volevo aggiornarvi perchè so che in tante aspettavate mie notizie.

I miracoli avvengono <3 Grazie Dio.

E grazie a tutte voi che mi avete supportato in questi mesi.
Prossimamente vi aggiorno. Promesso. Per ora vado ancora coi piedi di piombo, che ancora non mi pare vero!
Vi abbraccio

mercoledì 6 settembre 2017

No longer slave of fear

Ciao a tutte/i,
non vi ho detto nulla in questo periodo, ma oggi ho avuto una notizia che mi ha sollevata tantissimo dall'ansia e dalla paura che mi ha attanagliato nell'ultimo mese.
Un mesetto fa, appunto, tornata da una giornata alle terme, mi sono accorta di avere un dolore che partiva dall'ascella e andava a finire dentro una protuberanza sopra il capezzolo, che si sentiva se alzavo il braccio, e mi faceva male.
Dopo un paio di giorni di dolore acuto, il dolore all'ascella è passato, ma il rigonfiamento nel seno no, e nemmeno il dolore ad esso associato.
Ho iniziato ad aver paura.
Abbiamo fatto tanta tanta fatica per arrivare a questo punto e ora ci mancava solo lo spettro del tumore al seno... cosa che come sapete per me è più di uno spettro, grazie (purtroppo) al brca1.
Ho aspettato un po', nella speranza che si riassorbisse da solo, ma così non è stato, per cui un paio di settimane fa ho chiamato il centro di oncologia per cercare di farmi dare l'appuntamento prima del 19 settembre, data in cui presumibilmente avrei fatto il criotransfer, e quindi sarebbe stato decisamente troppo tardi. Loro, dopo aver sentito la spiegazione sul mio dolore, hanno detto che sembrava più un'infiammazione che altro e che comunque non avevano posto prima del 19, per cui mi dovevo arrangiare.
Il dottor B. mi ha consigliato di fare un'eco privatamente al seno per accertarsi che non fosse nulla di grave e da poter proseguire con la terapia senza pensieri.
Così ho preso un appuntamento ad un poliambulatorio della mia zona e ho aspettato altri 15 giorni, dove nella ma mente si sono affacciati scenari drastici che cercavo di allontanare con scarso successo.
Non so se potete capire, ma avevo il terrore di avere un tumore, e che questo avrebbe non solo interrotto tutto il percorso di pma, ma mi avrebbe sottoposta a terapie alle cui conseguenze non voglio nemmeno pensare, facendomi perdere non solo tempo ma anche risorse fondamentali per il mio corpo. Ho vissuto un mese con questo dolore di cui non sapevo l'origine e che mi ricordava costantemente che sono un essere umano, per giunta con una mutazione genetica che porta il cancro alla mammella e all'ovaio, e che i programmi che ci facciamo nella vita possono andare a gambe all'aria in una frazione di secondo.

Ad ogni modo oggi sono andata a fare la visita e ho beccato una dottoressa deliziosa. Avrò avuto sessant'anni, forse di più. Aveva modi dolcissimi e mi ha spiegato tutto quello che vedeva senza tralasciare nulla.
Alla fine il dolore che ho è il risultato ovviamente di tutti questi ormoni che mi sono sparata negli ultimi mesi. Due cisti, una sopra l'altra, sono cresciute sotto una ghiandola del seno portandomi questo dolore, ma non ho nulla di grave e soprattutto posso proseguire con la terapia, che è la cosa più importante di tutte, oltre al fatto che sono sana e non ho nulla.

Ho pregato Dio di aiutarmi, di far sì che fosse tutto a posto. Di lasciare che il nostro viaggio, già così travagliato, verso nostro figlio prosegua e che questa volta sia la volta buona. E quando ho saputo che era tutto ok, mi sono sentita sollevata, come se un enorme macigno fosse stato sollevato dal mio petto. Grazie Dio, davvero, per questa bellissima notizia e per i nostri tre pinguini che ci aspettano.

Da domenica sto prendendo il progynova che mi sta provocando della nausea, soprattutto al mattino (è successo anche a voi?) e domani ho il primo monitoraggio al centro.
Non so ancora se sta volta documenterò così assiduamente il transfer e il PT, ma cercherò comunque di tenervi aggiornate sugli sviluppi.
Vi abbraccio forte.

 

You split the sea, so I could walk right through it
All my fears were drowned in perfect love
You rescued me, so I could stand and sing
I am a child of God