giovedì 13 luglio 2017

E allora?

Quando nasci e cresci con un genitore medico cresci male abituato.
Mi spiego: tutte le volte che stai male o che hai qualche cosa che non va, non devi andare dal medico di base o districarti tra ricette rosse, ambulatori ecc... il genitore medico fa tutto lui.
Da sempre mio padre si è occupato di farmi il prelievo del sangue e di portarlo personalmente al laboratorio. Da sempre, se avevo un qualche sintomo (tipo cistite, mal di pancia, mal di testa) chiedevo a mio padre e lui o mi prescriveva il farmaco risolutore o, se non era il suo campo, mi portava dai colleghi che potevano aiutarti.
Bello! Direte voi.
Sì, bello. Peccato che mio padre ha sempre teso a sottovalutare i miei sintomi e a volte ha fatto bene, altre volte no perchè effettivamente lamentavo un problema più grave di quello che lui pensava.

Se comunque fino a un paio di anni fa avevo sempre risolto i miei malesseri, grandi e piccoli, chiedendo a mio padre, quando ho iniziato a dubitare che ci fosse qualcosa che non andava in me e/o mio marito e l'ho detto a mio padre, lui ha attuato la sua tecnica del "non hai niente; sei tu che ti stai fissando e per quello non resti incinta", dimostrandosi tale e quale all'80% delle persone che si interfacciano con una donna che non riesce a rimanere incinta.
La cosa mi ferì molto e ne accennai anche qui e da allora, finchè poi non ho avuto la certezza che le mie paure fossero fondate, non gli ho più accennato delle mie preoccupazioni.

In quel caso quindi, agendo di testa mia e facendo fare a mio marito il suo primo spermiogramma, e rivolgendomi al mio primo ginecologo qui in Emilia (e non più alla collega di mio padre di Salerno, che devo però dire è sempre stata bravissima) ho capito che mio padre non ha la verità in tasca, e che non vuol dire che sei lui pensa che io sia sana come un pesce, che poi lo sia effettivamente.

Facendo un balzo in avanti e venendo ad oggi... come vi ho accennato, dai miei esami di marzo è risultato che ho gli anticorpi anticardiolipina positivi. Non è un valore alto, sui 24; quindi sono leggermente positivi, ma lo sono.
Quando lo dissi a mio padre, prima ancora di parlare con il dottor B., lui disse che  non sapeva cosa fossero e che secondo lui non avevo nessun problema perchè tutti gli esami sulle trombosi erano negativi.
Io, avendo imparato la lezione, sono andata a cercare su internet per capire cosa fosse questi anticorpi e cosa comportassero. Ho imparato che sono degli anticorpi che normalmente non dovrebbero esistere nel corpo delle persone, ma che se ci sono possono portare a trombosi della placenta e quindi all'aborto. Per evitare ciò i dottori ti prescrivono la cardio aspirina, e nei casi più gravi anche l'eparina e il cortisone.
Pochi giorni dopo andai all'incontro con il mio caro dottore che infatti, vedendo questi anticorpi, mi ha prescritto la cardioaspirina come avevo immaginato.

Oggi, e da qualche giorno, mi è venuto il dubbio se la cardioaspirina possa bastare o meno (io penso di sì, ma il dubbio mi resta) poichè a molte ragazze ho letto che è stata data anche l'eparina anche se avevano solo gli anticorpi bassi come i miei. A farmi venire la paranoia è stata una ragazza che ora è incinta, che ha detto di aver abortito alla 20ma settimana a causa della sospensione dell'eparina alla fine del terzo trimestre, come da protocollo, e ciò ha portato al disastro. Lei dice di non aver nulla che non andava nelle analisi, tranne una mutazione MTHFR che però non ha ingerenza con l'aborto per trombi nella placenta. Quando ha sospeso l'eparina la sua proteina S è colata a picco.

Allora stamattina ho scritto a mio padre chiedendogli se conosceva un ematologo e se poteva chiedergli se la cardioaspirina basta nel mio caso, per avere un secondo parere. Lui prima ha detto che era meglio che cercavo un ematologo alla clinica dove sono seguita. Poi ha detto che un secondo parere poteva portare più confusione che altro.
Allora io gli ho detto che di solito sono i centri pma a indirizzarti a chiedere il parere di un ematologo e che sicuramente, anche quello che conosceva lui, aveva visto un po' di casi nella mia situazione o peggio.
Allora lui ha detto che io non ero a rischio trombosi e io gli ho detto che era vero, ma che comunque ero risultata positiva a questi famosi anticorpi. E lui "e allora?" ... ma come, e allora? Ti ho detto più di una volta che possono causare l'aborto e mi dici, e allora?
Prosegue dicendomi che lui non vede il senso di prendere cortisone o eparina allo stato attuale (perchè mica ha capito che non li prenderei ora ma quando sto per iniziare il ciclo del transfer), che mi causerebbero lividi ed ematomi ad ogni botta che prendo, e poi dice che è un problema che si affronterà se ci sarà una placenta eventualmente.
Ecco, a me sta frase qui mi ha proprio ferita. Piango anche ora che ne sto scrivendo. Non si rende conto che quando ci sarà una placenta potrebbe essere già troppo tardi? Che queste sono terapie che si iniziano col ciclo del pick up/transfer? Ovviamente no, perchè non è il suo campo. Ma io volevo solo un parere da un ematologo senza dovermelo andare a cercare e magari risparmiando quel centino che ora come ora mi pesa dopo il salasso del mese scorso. Magari mi diceva che basta la cardioaspirina, io mi tranquillizzo e siamo tutti più contenti. Ma no! Lui deve sempre minimizzare tutto. Tanto che ne sa? Che ne capisce lui cosa vuol dire cercare per due anni una gravidanza. Cosa vuol dire farsi le punture, avere dolori assurdi perchè c'hai le ovaie gonfie e contorcesi dal dolore dopo il pick up e per 3-4  giorni a seguire. Che ne capisce lui della speranza che metti in quelle 3 blasto che sono congelate e con loro anche tu. Che sarà mai se voglia Dio ce la facciamo, resto incinta e poi per una medicina in meno il bambino non ce la fa?!
Scusate lo sfogo, ma non essere compresa dal proprio padre che tra l'altro è un medico e potrebbe aiutarti... mi fa sentire proprio giù.

Il 25 torno comunque dal dottor B. e chiederò a lui di nuovo se è sicuro che basti solo la cardioaspirina. Eventualmente cercherò un ematologo qui in zona. Stupida me ad aver creduto che mio padre potesse darmi una mano senza minimizzare la situazione come al solito.

3 commenti:

  1. Ho preso cardioaspirina a partire dal giorno del transfer, non perché avessi problemi di carattere coagulativo o altro, ma aver scoperto una mutazione MTHFR in eterozigote (che non comporta però rischi per la gravidanza)mi sono sentita più tranquilla a parlarne con il centro PMA che ci ha seguiti e loro hanno appoggiato.
    Mi ero fissata, dopo aver letto degli studi esteri; effettivamente con la cardioaspirina c'è una maggiore ossigenazione ed irrorazione sanguigna, basti pensare che molti medici ritengono andrebbe presa per prevenzione da molte persone.

    Beh, il mio transfer di blastocisti andò bene, oggi c'è una meravigliosa bambina nella nostra vita. Non so se fu merito della cardioaspirina, ma sono felice di aver chiesto e di averla poi presa.

    Nessun livido, nessun ematoma, se non quello che ti verrebbe a prescindere dopo una botta.
    Mi ricordo ancora il panico che mi venne quando la ginecologa me la fece sospendere alla 32ima settimana.

    Vai avanti, vai in fondo ai tuoi dubbi, ma la cardioaspirina se non hai problemi coagulatori accertati potrebbe bastare.

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  2. Ho letto del bellissimo risultato delle tre blasto, bravissima! !!!!! Capisco la tua delusione verso tuo padre, dalla mia esperienza ho visto che i genitori sono quelli che meno possono sostenerci nelle storie di infertilità. .. forse per loro è un dolore troppo grande e preferiscono minimizzarlo. ...anch'io ho preso la cardioaspirina per Cesare e la sto prendendo anche ora, pur non avendo problemi di anticorpi il mio ginecologo me l'ha sempre prescritta per i primi tre mesi. ..fai bene ad informarti meglio, hai il tempo per essere preparata al meglio quando farai il tranfert! !!!

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  3. Blue cara mi dispiace tanto. Le delusioni date dai genitori sono quelle più grandi. Tu vai avanti con quello che credi ti farà stare meglio. Loro non possono capire quello che provi tu. Un abbraccione!

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