Sia nel Natale 2015 che nel Natale 2016 ho scritto una letterina a "Babbo Natale" (in realtà era una preghiera a Dio) dove gli chiedevo di esaudire il nostro desiderio più grande: farci dono di un figlio.
Il primo Natale che scrissi la lettera ero abbastanza fiduciosa, ma essendo passati già 5 mesi dall'inizio della ricerca serrata, dentro di me sentivo che quella fiducia e speranza cozzavano con quel dubbio che si era insinuato: le cose non sarebbero state affatto facili. Solo un mese dopo, la sentenza di oligoastenozoospermia di mio marito mi dava la conferma dei miei dubbi.
Il secondo Natale, cioè quello dell'anno scorso, ho scritto al Babbo ancora una volta. Ormai i mesi erano diventati 17. Gli ho scritto che speravo che ci portasse un figlio al più presto, magari senza fecondazione assistita... un figlio fatto con l'amore della carne oltre che del cuore. Credo di aver poi preso la decisione di fare la pma solo pochi giorni dopo.
Oggi ho riletto quella lettera e finalmente, "Babbo Natale" ha realizzato il nostro sogno. Mia figlia cresce dentro di me e non potrei esserne più grata. Anche se ci sono voluti 26 mesi per arrivare a vedere il primo segno della sua presenza. Ma su una cosa devo correggermi: nostra figlia è comunque frutto dell'amore della carne oltre che del cuore.
E' vero, non è stata concepita tra le lenzuola del nostro letto. Non è stata sempre al caldo dentro il mio ventre... ma è nata prima nei nostri pensieri. E' nata nei nostri abbracci e nei nostri baci, prima di essere poi creata da una bravissima biologa all'interno di un laboratorio. Questo ora per me è un dettaglio insignificante.
E' incredibile come cambino le prospettive. Se fino ad un anno fa mi sembrava ingiusto e mi faceva male pensare che noi non fossimo riusciti a concepire solo con le nostre forze, adesso penso che c'è voluta una grande forza, un grande amore e una grande determinazione (ed una buona dose di esami, visite ed ormoni) per averla con noi e ciò oscura tutto il resto. La sua sola presenza, la sua salute, la sua crescita, cancella tutta la fatica, la sofferenza e la tristezza che l'ha preceduta. E davvero, non ha più importanza il come è arrivata fino a noi. Conta solo che sia arrivata a noi.
Vittoria ora è lunga da capo a piedi circa 18 cm. Incredibile pensare che ci sia un esserino tanto grande dentro di me e che continuerà a crescere!!
La mia pancia è visibile. Non è enorme, ma si vede.
Ho iniziato a percepire i suoi primi movimenti, ormai da una settimana circa. Sento delle piccole bollicine, una ogni tanto, nell'utero. Spesso a sinistra, ma a volte anche al centro e a destra. la ginecologa mi ha confermato che è lei che sento, e non il mio intestino. Uso comunque molto l'angel sound, perchè sono comunque movimenti leggeri e non li sento sempre sempre, e quindi l'angel mi fa sentire più serena.
Mi ero ripromessa di non comprare nulla per lei fino almeno al sesto mese... ma ho visto una lampada tanto carina alla feltrinelli, e non ho potuto fare a meno di seguire l'impulso a metterla sotto l'albero. E' una di quelle balene con il corno. La trovo dolcissima.
Questo Natale voglio augurare a tutti ciò che il loro cuore desidera di più. Vi auguro di essere felici però anche mentre cercate di realizzare quel desiderio, perchè la vita è bella e fatta di tante piccole cose che vanno vissute e assaporate.
Vi auguro il meglio per voi e per le vostre famiglie, e se desiderate un figlio, vi auguro con tutto il cuore che questo desiderio si avveri al più presto possibile. Non lasciate mai andare quel barlume di speranza che avete dentro di voi! Aggrappatevi ad esso con tutte le vostre forze e lasciatevi guidare attraverso le scelte che sembrano più difficili, perchè sono anche quelle che vi porteranno le soddisfazioni più grandi. Non arrendetevi mai. So che lo dico spesso, ma lo intendo sul serio. Arrendersi equivale a fermarsi, a smettere di provare... finchè avete forza nel vostro corpo, nella vostra mente e nel vostro cuore, lottate. Vi auguro che questo Natale ricarichi i vostri animi per qualsiasi sfida vi attenda.
Vi abbraccio forte.
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martedì 26 dicembre 2017
venerdì 27 ottobre 2017
L'infertilità e la mia storia di Fede
Quello di oggi è un post che tratta di Fede. Del mio rapporto con Dio negli ultimi due anni e mezzo e di come, ancora una volta, ho capito che Lui ha un piano per noi, un piano buono, un piano prospero, e che se anche ci sembra di star andando incontro alla tempesta, Dio è lì che ci protegge e chi chiede di credere in Lui, che sa quel che fa. E questa, credetemi, è la parte più difficile.
All'inizio del nostro viaggio verso un figlio, avevo un livello di Fede altissimo. Eravamo reduci da un periodo tremendo della nostra vita, e ve ne ho parlato in questo post, e Dio aveva davvero risposto in modo perfetto alle mie preghiere (mio marito è ateo), non solo eliminando la fonte del disturbo ma aiutandoci a vendere un immobile del valore di 162.000 euro senza perdere un euro, in un tempo record (4 mesi) e aiutandoci a comprare la casa dove viviamo attualmente.
Quindi, il periodo in cui abbiamo iniziato la ricerca, mi sentivo spiritualmente molto forte, Dio mi aveva dato l'ennesima prova che era sempre con me e che se mi appoggiavo a Lui, sarei riuscita in tutto. In oltre, a 28 anni freschi, nemmeno compiuti, chi è che crede di non riuscire a procreare in tempo record? Nessuno...
Dopo i primi due mesi di tentativi a vuoto (miratissimi, con stick, osservazione del muco e dolori ovulatori) ovviamente mi si inizia ad insinuare un precocissimo dubbio che qualcosa non andasse, ma con chiunque ne parlassi mi faceva sentire stupida, due, o tre mesi di tentativi sono troppo pochi per dire ce c'è qualcosa che non va. In tutto questo io continuavo a pregare e a chiedere a Dio di donarci un figlio, ma iniziavo a sentire che l'alto livello di Fede si stava abbassando, perchè mi sembrava di parlare con Dio ma di non essere ascoltata. E purtroppo questa sensazione è solo peggiorata quando dopo altri 3 mesi di insuccessi, a gennaio 2016, convinco mio marito ad andare a fare uno spermiogramma.
Come di certo immaginate o sapete (perchè ci siete passati pure voi) leggere che tuo marito ha solo il 10% di spermatozoi mobili, per giunta lenti, è come essere travolti da una valaga che scende giù a velocità supersonica. Io e Marito eravamo distrutti, bloccati e svuotati di qualsiasi energia positiva.
Furono giorni bui. Giorni in cui ripensavo a tutti quelli che mi avevano detto che mi dovevo solo rilassare, che era colpa mia che ci pensavo troppo, che era troppo presto per preoccuparsi e indagare e avrei voluto sputargli in faccia, anche se erano nostri parenti o amici. Loro non capivano come ci si sente quando scopri che avere un figlio per te e tuo marito può essere una chimera, un'utopia o addirittura... impossibile.
In quel periodo ho pregato Dio di aiutarci ad affrontare questo infausto verdetto. L'ho pregato di fare un miracolo, di aiutarci a concepire naturalmente come aveva fatto per tanti altri cristiani che avevano rimesso nelle Sue mani la loro infertilità.
Ricordo che un collega a cui mio padre aveva raccontato la nostra situazione ci aveva suggerito di rivolgerci subito alla pma. E col senno di poi... aveva ragione da vendere. Ma io ero troppo orgogliosa. Ero troppo ferita da poter scegliere quell'opzione. Infondo erano passati solo 6 mesi! E anche il ginecologo che avevo visto di recente, dopo aver prescritto a mio marito una cura naturale a base di vitamina D e curcuma (a cui io poi aggiunsi la maca), ci aveva detto che secondo lui avremmo concepito da lì a sei mesi. Ve ne ho parlato in questo post.
Forti di questa cosa, continuiamo a provarci naturalmente, sempre con l'aiuto degli stick e mettiamoci pure la temperatura basale. Nel frattempo io mi ammalo di una candia recidiva fortissima, di cui mi porto gli stralci ancora oggi.
Il mio rapporto con Dio proseguiva in questa sorta di monologo in cui io gli parlavo, gli chiedevo di aiutarci a concepire, di farci questo dono, e dove invece continuavo a ricevere rispote negative, tipo la candida che scoppiò proprio a cavallo della settimana fertile di febbraio 2016 e continuò in modo aggressivo e pesante per mesi e mesi (tanto che a maggio di quell'anno nemmeno ci provammo perchè era impossibile per me avere rapporti). Mi sentivo come se Dio mi stesse ostacolando invece di aiutarmi! E invece, stranamente, nel campo medico tutto filava liscissimo! Ricevevamo gli appuntamenti in tempi brevi, le visite andavano sempre bene, con esiti incoraggianti (come l'ecodoppler di mio marito che rilevò solo un piccolo varicocele ma non inficiante).
Ad aprile 2016, l'andrologo di mio marito, dopo aver visto il miglioramento che aveva ottenuto grazie alla cura naturale... non disse di proseguirla, perchè lui alle cure naturali non ci credeva, e prescrisse a mio marito un integratore chiamato genadis che assunse fino ad agosto! Risultato? Un disastro. Lo spermiogramma peggiore di sempre! Le sue forme normali che erano sempre state almeno il 5% ora erano solo 2%. Aveva un volume di spermatozoi aumentato, di certo, ma la motilità era calata a picco praticamente non migliorando affatto la situazione.
NB: questo dottore è rinomato per essere uno dei migliori nel suo campo qui a Modena!
Aveva fatto più per noi il mio ginecoloco C. in 2 mesi che lui e il suo integratore chimico che in 4 mesi aveva distrutto tutto il progresso che mio marito aveva fatto. E aveva avuto pure il coraggio di dirmi che la maca aveva funzionato solo sui topi, stando ad uno studio che aveva trovato sui suoi preziosi siti di ricerca medica. A lui non importava di tutta la gente la fuori che aveva avuto risultati grazie alla maca... ma vabbè, sto divagando.
In quel monento, parlando dal punto di vista spirituale, mi sono sentita come se Dio mi avesse detto "adesso, vuoi starmi a sentire?". E' stato il primo momento, in un anno di tentativi, dove ho capito che mi stavo incaponendo così tanto su quello che IO volevo e su COME lo volevo che avevo perso di vista il vero significato della Fede: affidare i propri progetti nelle mani di Dio e lasciare che sia lui a guidarci per conseguirli.
Io dicevo di ascoltare Dio, ma di fatto non lo stavo facendo. Io non so perchè, ma Dio ci stava indicando la sempre la strada della pma. E può sembrare assurdo perchè, voi direte (e lo dicevo pure io) perchè, Tu che puoi curare la gente con un dito, non ci curi e invece ci indichi una soluzione medica? Ma poi ho pensato a tutti i malati di tumore (mia madre in primis) che probabilmente chiedono a Dio una guarigione miracolosa e poi, dopo la chemioterapia, la radio o le cure ormonali, guariscono e sono cancer free. Loro non ringraziano Dio per essere sopravvissuti? Lo incolpano per essere passati attraverso la chemio ecc? Io cosa farei al loro posto? Ringrazierei Dio per avermi dato la forza di passare tutto ciò e di poter raccontare la mia esperienza dopo, da viva e da libera dal cancro! Come poi ha fatto mia madre.
Piano piano, da agosto a dicembre 2016, dentro di me è avvenuta una lenta rinascita spirituale. Ho buttato via tutti i libri cristiani che avevo letto in cui le autrici e i loro mariti avevano ricevuto guarigioni miracolose in situazioni di sterilità maschile assoluta e ho capito che, se per loro aveva funzionato, Dio aveva in serbo la pma per noi. E oggi credo di aver capito anche il perchè, ma ve lo dico dopo.
Il 25 dicembre 2016 mi sono svegliata e ho sentito dentro di me che la pma era la nostra strada, che sarebbe stata dura, ma era la strada giusta per raggiungere il nostro obbiettivo: avere un figlio (potete leggerne qui). Ho pregato Dio di guidarci lunga questa strada che sapevo non sarebbe stata facile, di darmi la forza di superare i mille esami che dovevamo fare e di darmi la forza di farmi da sola tutte le punture che avrei dovuto fare e soprattutto, essendo io totalmente a digiuno di pma e di qualsiasi info a riguardo, a partire dai centri, le medicine ecc, ho chiesto a Dio di indirizzarci al centro giusto dove i tempi d'attesa erano nulli e dove avremmo pagato poco.
NB: io allora non sapevo nulla della Zucchi. Avevo guardato un po' qui e lì su internet ed ero orientata per un centro privato convenzionato, ma stavo guardando per il Florence o il Demetra, in Toscana, dove avremmo pagato il super ticket di 500 euro, più le medicine non passate dal ssn (tipo orgalutran, fertypeptil, gonasi).
Ancora oggi, dal giorno in cui abbiamo deciso di fare la pma, penso alla velocità con cui le cose si sono mosse, e soprattutto alla fluidità con cui sono andate!
Mi spiego: prima di scegliere di fare la pma, vi ho detto che pregavo Dio ma era come se non lo sentissi... che le cose sembravano sempre mettermi i bastoni fra le ruote invece di aiutarmi... e questo perchè non è che Dio non mi stesse parlando, ma non lo ascoltavo! Lui ha cercato di dirmi per tutto il tempo di fare la pma, ma io ero troppo orgogliosa per dargli retta... non ero pronta.
Invece, dopo aver abbracciato l'idea della pma, tutti gli esami, gli appuntamenti, le informazioni sul centro, sui tempi ecc... tutte le mie paure, sono state dissipate nell'arco di poche ore. Se fino a prima mi sembrava di viaggiare su un calesse su una strada piena di buche e fango, adesso mi sembrava di stare su una lamborghini su di un'autostrada libera!
Grazie ad una mia cara amica del forum (santo forum dove mi sono iscritta nel lontano 2015 per cercare con le altre cacciatrici mensili la mia cicogna) che era stava affrontando lei stessa la pma (e ora è felicemente mamma) sono stata indirizzata alla zucchi dove praticamente il ticket era di soli 36 euro, contro i 500 della toscana. In oltre ho scoperto che tante altre persone del forum e non solo si erano rivolte lì e avevano avuto i loro bimbi proprio grazie al dottor Br. (sant'uomo a cui farò una statua). Decido quindi su due piedi di rivolgermi alla zucchi e loro mi mandano via mail tutti gli esami da fare.
Gennaio 2017 è stato dedicato interamente agli esami (infettivi, genetici, tamponi, spermiogramma). Il 3 febbraio facciamo il primo incontro con il dottor Br., che però ci da altri esami da fare :( Lì per lì la cosa mi scoccia un po', ma col senno di poi ho apprezzato questo zelo di Br. perchè è proprio questa sua scrupolosità che dopo mi ha fatta sentire al sicuro e considerata una persona e non un numero.
Intanto il mio rapporto con Dio è migliorato molto. Mi sembrava di nuovo di avere un dialogo con Lui. Gli chiedevo di guidarci, di aiutarci nella pma, di far si che andasse bene. Anche se non volevo fare l'ivm avevo fede che avrebbe funzinato. E infatti, ad aprile 2017 faccio l'ivm da cui estraggono 2 ovuli che diventano 2 embiorni top quality! Eppure, le beta sono a 0.
Ma, stranamente, non mi sono arrabbiata con Dio. Ho pianto, sì, ero triste, certo! Eppure sentivo che Dio mi stava dicendo "ti sto mostrando la strada". Hai fatto una prova e hai visto che le cose possono andare molto bene. Ho chiesto di fare una ICSI classica, perchè sentivo che era la cosa giusta da fare. Non me ne fregava nulla dell'iperstimolo. Non mi spaventava. Io sapevo che potevo produrre molto di più e che potevo avere dei blastocisti. Ne ero certa! E il dottore era d'accordo con me.
Dopo l'ivm ho iniziato ad avere uno stato di grazia... mi sentivo felice, grata e piena. Non sapevo ancora cosa sarebbe successo, come sarebbe andata la seconda stimolazione, ma sentivo che stavo bene e che la mia vita era completa. Credo che questo sia quello che la legge di attrazione chiama la fase del "let go", lasciare accadere... ho chiesto a Dio, all'Universo, di avere un figlio e ora sto seguendo i consigli che Lui mi manda, senza stringere la presa ma lasciandomi trasportare da questo vento tiepido e rassicurante.
A luglio i miei bellissimi Charmender, Bulbasaurus e Squirtle vengono alla luce e vengono crioconservati.
E poi, da lì la storia è quella recente che sapete....
Il mio è stato un lungo cammino di Fede. Un cammino dove ho, di nuovo, dovuto imparare a lasciare le cose nelle mani di Dio, che lui sa meglio di me come le cose devono andare e volgere al meglio. Dio non cospira contro di noi, non ci fa dei tranelli, e non ci prepara vite orrende. Lui ha solo proggetti d'amore per noi. Solo che non sempre la strada per arrivarci è quella larga e bella, ma spesso è quella stretta e tortuosa. Ma nonostante ciò, lui è il nostro bastone per tutto il cammino.
E ho capito perchè Dio mi ha fatto passare tutto ciò (come ho capito perchè all'epoca della casa passai quello che ho passato): perchè per indole, io sono una che ama passare la propria esperienza agli altri per aiutarli, e adesso, sul forum, sul gruppo della zucchi, o anche in futuro se un'amica ne avrà bisogno, saprò come aiutarla non solo dal punto di vista pratico ma dal punto di vista morale e psicologico, perchè io per prima ci sono passata e so cosa vuol dire. E vi giuro, quando le ragazze a cui do consigli mi dicono che sono forte, che sono una guerriera, che sono un cratere di ottimismo, ci resto un attimo perchè io non mi sento affatto così forte, ma capisco che il mio supporto le aiuta ad affrontare quantomeno con un po' di tranquillità in più un percorso difficile.
Ora prego Dio tutti i giorni, non solo per la mia salute e quella del mio bambino (che l'altro giorno era 1,2cm e gli si vedevano i piedini nell'eco) ma per tutte le persone che affrontano la pma, che sono madri in divenire come me, perchè SO, per certo, che il potere della preghiera è potente e che se chiediamo a Dio qualcosa, nel suo nome, lo riceveremo. E il mio Charmy ne è la prova.
Spero che la mia testimonianza possa aiutare qualcuna che come me ha avuto dei dubbi di Fede, o chi magari non crede proprio e può vedere Dio attraverso la mia storia, o anche dare ancora più Fede a chi già ne ha da vendere.
"E l’Eterno cammina egli stesso davanti a te; egli sarà con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non ti perdere d’animo"
Deuteronomio 31:8
E vi ripropongo questa canzone perchè è stata la colonna sonora di questi ultimi mesi e il momento in cui ho stretto tra le mani il test positivo mi risuonava come una marcia trionfale nella testa:
You split the sea so I can walk right through it. My fear were drowned in perfect love.
You rescued me and I will stand and Sing:
I am a child of God
(Hai separato il mare così che potessi attraversarlo. Le mie paura sono state spazzate via dal tuo amore perfetto. Mi hai salvato e io sono qui a cantare:
Sono un figlio di Dio)
You rescued me and I will stand and Sing:
I am a child of God
(Hai separato il mare così che potessi attraversarlo. Le mie paura sono state spazzate via dal tuo amore perfetto. Mi hai salvato e io sono qui a cantare:
Sono un figlio di Dio)
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lunedì 9 ottobre 2017
Il racconto dal pt ad oggi
Eccomi qui ragazze.
Allora, prima di tutto, ho rifatto le beta venerdì, quindi a 6 giorni di distanza dalle prime, ed erano a 1998. Il dottor Br. mi ha detto che vanno bene e che posso stare serena e mi ha fissato la prima (ed ultima con lui) eco di Charmy al 18 ottobre. Potete immaginare quanto mi paia lontano questo giorno, quando invece è solo mercoledì della settimana prossima.
Vi racconto un po' quindi come ho vissuto il transfer, che cosa ho sentito e il fatidico momento del test...
Ho fatto il transfer il 20 settembre. Era una giornata tersissima e con un bellissimo sole. Io e Marito abbiamo guidato con molta calma fino a Monza, pranzando in autogrill.
Il mio transfer era programmato per le 14.45, quindi siamo andati in clinica verso le 14 e mano mano, la saletta d'attesa, si è riempita di coppie in attesa anche loro di ricongiungersi con i loro piccoli.
Io sono stata la prima.
Il dottor Br, ha atteso appositamente che fosse il mio turno, anche se erano in ritardo folle sulla tabella di marcia e credo lui dovesse andare via.
Mi fanno le domande di rito accertandosi che la blasto sia proprio la mia. Mi stendo sul lettino e la vescica era già piena (colpa del fatto che l'avevo svuotata un'oretta prima e mi sono bevuta di corsa 500 ml d'acqua fino a poco prima di scendere in sala operatoria). Il dottore mi infila lo speculum e poco dopo il catetere, mentre l'altra dottoressa spinge la sonda sulla mia povera vescica.
Il dottore esegue tutta la proceduta, tira fuori il catetere e le speculum e mi dice che i biologi devono un secondo controllare che l'embrione sia sceso effettivamente in utero.
Poco dopo torna... e mi dice che Charmy è rimasto attaccato al catetere. Avete capito bene: è rimasto nel tubicino e non è sceso col liquido!!!
PANICO!!! Ovviamente ho subito temuto che si fosse danneggiato, che gli fosse accaduto qualcosa... ma i dottori mi hanno subito tranquillizzato che lui stava bene e che semplicemente era molto appiccicoso "Il che è una buona cosa. Di solito sono quegli embrioni che poi ci danno delle belle notizie" ha aggiunto la dottoressa.
Io mi sono tranquillizzata un pochino, e intanto il dottore ha rifatto la procedura: speculum, infila catetere, vescica schiacciata, dolorini tipo mestruale. Fine.
Sta volta la blasto è approdata nel mio utero. Poco dopo mi fanno passare sulla barella e mi portano in camera. Io tremo sempre un sacco quando finisco il transfer perchè giù fa freddo! Quindi cerco di controllare il tremore più che posso.
Il dottor Br. mi infonde speranza facendomi arrivare a credere che questa può essere la volta buona. Mi rilascia i documenti di dimissione e poi lascia che le infermiere mi riportino in camera.
E qui inizia la tortura della vescica... Io volevo già farla. Mi contorcevo e non riuscivo più a resistere. Per cui suono il pulsante e un'infermiera slava, con una mazza di scopa ficcata su per il culo mi dice "ma non è già passata un'ora, può andare da sola al bagno" e io "no, sono tornata da quindici minuti. Per favore mi prende la padella?" lei stizzita e scocciata fa come le ho chiesto e finalmente mi libero della mia pena. Ma solo per poco. Poco dopo, circa 30 minuti dopo la prima scarica, mi arriva di nuovo lo stimolo impellente. Sta volta un'ora era passata e la tipa me lo fa notare dicendo che posso andarci da sola al bagno, e se ne va.
La cosa bella è che i dottori già ti dicono di stare stesa 2 ore. Le infermiere dicono che dopo un'ora puoi andare al bagno. Io non mi volevo alzare! Per cui sono rimasta stesa altri 20 minuti non riuscendo a pensare a nulla che alla pipì XD Quando mancavano circa 15 minuti allo scoccare della seconda ora mi sono alzata dal letto, mi sono precipitata al bagno e poi piano piano mi sono rivestita e siamo tornati a casa.
Non so dirvi, ma sin da subito, dal momento del transfer, la sensazione che ho avuto è stata diversa. La prima volta ero più tesa, meno fiduciosa. Questa volta invece ero un crogiuolo di buon'umore.
Mi sono messa sul divano e il primo e il secondo giorno mi sono alzata solo per mangiare, fare la pipì e andare verso letto. Era mercoledì, e nonostante io lavori da casa, anche a lavoro mi sono data malata fino a venerdì (e poi ho continuato il riposo fino a domenica). Solo sabato siamo usciti per una passeggiatina al mercato. Io mi sentivo molto affaticata. Dopo un'oretta che giravamo mi sentivo davvero stanca!
La sera del transfer ho fatto un sogno vividissimo. Ora non me lo ricordo, ma ricordo benissimo di aver sentito nel sogno un dolore mestruale molto forte (ma non so se lo stessi avvertendo davvero nella realtà). Il giorno dopo e per un po' di giorni a seguire ho avvertito una fitta localizzata nell'utero, sulla destra. Intermittente e insistente. Poi ci sono stati svariati dolorini e fittine tipo mestruali.
Questi dolorini sono proseguiti fino al giorno del test e anche dopo, ovviamente variando un po' in posizione e intensità.
Il giovedì prima del test ho avuto un mal di testa fortissimo che mi era partito dalla sera prima (e io soffro di cervicale, soprattutto in prossimità del ciclo). La mattina mi sono presa un caffè schietto, poi mi sono messa sul divano col cappello calato sugli occhi per cercare di farmelo passare. A pranzo un po' si è attenuato ma continuava ad esserci e in più avevo una nausea fortissima, credo per colpa della suddetta emicrania.
Decido quindi, non so manco perchè, di andarmi a misurare la pressione e ce l'avevo alta! 129 su 96 e i battiti erano 102. L'episodio è stato circoscritto a quella volta lì. Infatti il giorno dopo stavo bene e la pressione era normale. Solo i battiti erano sempre sui 107. Quella sera ho avvertito dei dolori alla gamba sinistra anche molto intensi. Me la sentivo gonfia internamente e il fastidio mi è durato per due giorni, tanto che mi sono spaventata che la cosa fosse legata alla pressione alta e sia mio padre che Br. mi hanno consigliato di fare un'ecodoppler per escludere una trombosi venosa profonda.
Col sennò di poi probabilmente erano tutti sintomi della gravidanza appena iniziata...
E arriviamo a sabato 30. Quindi avevo l'ansia di questi dolori di cui non sapevo l'origine e lo spettro della trombosi che incombeva su di me (ipocondria portami via). Avevo paura che la pressione alta fosse stata un brutto segno e che avevo danneggiato in qualche modo l'embrione. Mi sono alzata dal letto alle 7.10 perchè avevo detto a mio Marito che volevo comunque fare il test e poi, indipendentemente dal risultato, le beta, così se erano le medicine che stavo assumendo nel pt a causarmi questi disturbi avrei potuto interromperle subito in caso di negativo.
Prendo il confidelle che mi sono conservata a posta per questo transfer! Niente più Clear blue che sappiamo già che non fanno per me.
Faccio pipì nel bicchierino, scarto il test, lo immergo per 5 secondi e vado via perchè non lo voglio guardare.
Vado in cucina da Marito. Metto un timer di 3 minuti e ci abbracciamo mentre aspettiamo. Gli dico che non so come posso prendere un altro negativo. Che ho fatto tutto ciò che potevo. Ho assunto (e sto assumendo) anche un sacco di integratori rispetto alla volta scorsa che mi ero limitata agli ormoni e all'acido folico prescritti dal centro.
Il timer suona e riluttante vado in bagno seguita da Marito. Gli occhi mi cadono sul test e per la prima volta, due bellissime linee rosse sono lì ad aspettarmi e a dirmi che dentro di me c'è vita!
Io e marito ci abbracciamo in bagno. Io senza parole e in preda a stupore/emozione/pianto. Lui che mi abbraccia forte forte ed è iper felice del risultato. Che finalmente Dio ha esaudito la nostra preghiera.
Corriamo a fare le beta con un sorrisone stampato in faccia e io poco dopo vado da sola al pronto soccorso a farmi fare la famosa ecodoppler per escludere la trombosi. Ci ho perso mezza giornata, ma alla fine ero tranquilla che era tutto ok.
Alla fine all'ospedale mi dicono che sto bene e che il mio disturbo è una cosa nervosa e legata ai muscoli ma che posso stare serena.
Per ora mi godo la mia gioia convivendo con un'ansia perenne che si sposta da un traguardo all'altro: prima era il test, poi le seconde beta, ora l'eco del 18... ma sono felice e ancora incredula.
Ogni tanto ho delle fitte inguinali sempre a sinistra e a volte diventano più diffuse, ma in molte mi hanno detto che è l'utero che si modifica.
Pregate che arrivi sana di mente a mercoldì prossimo e che Charmy stia bene e che si veda lui e il suo cuoricino pulsante.
Vi abbraccio tutte. Grazie per aver letto fino a qui e per aver fatto il tifo per noi <3 Vi aggiorno nelle prossime puntate.
Allora, prima di tutto, ho rifatto le beta venerdì, quindi a 6 giorni di distanza dalle prime, ed erano a 1998. Il dottor Br. mi ha detto che vanno bene e che posso stare serena e mi ha fissato la prima (ed ultima con lui) eco di Charmy al 18 ottobre. Potete immaginare quanto mi paia lontano questo giorno, quando invece è solo mercoledì della settimana prossima.
Vi racconto un po' quindi come ho vissuto il transfer, che cosa ho sentito e il fatidico momento del test...
Ho fatto il transfer il 20 settembre. Era una giornata tersissima e con un bellissimo sole. Io e Marito abbiamo guidato con molta calma fino a Monza, pranzando in autogrill.
Il mio transfer era programmato per le 14.45, quindi siamo andati in clinica verso le 14 e mano mano, la saletta d'attesa, si è riempita di coppie in attesa anche loro di ricongiungersi con i loro piccoli.
Io sono stata la prima.
Il dottor Br, ha atteso appositamente che fosse il mio turno, anche se erano in ritardo folle sulla tabella di marcia e credo lui dovesse andare via.
Mi fanno le domande di rito accertandosi che la blasto sia proprio la mia. Mi stendo sul lettino e la vescica era già piena (colpa del fatto che l'avevo svuotata un'oretta prima e mi sono bevuta di corsa 500 ml d'acqua fino a poco prima di scendere in sala operatoria). Il dottore mi infila lo speculum e poco dopo il catetere, mentre l'altra dottoressa spinge la sonda sulla mia povera vescica.
Il dottore esegue tutta la proceduta, tira fuori il catetere e le speculum e mi dice che i biologi devono un secondo controllare che l'embrione sia sceso effettivamente in utero.
Poco dopo torna... e mi dice che Charmy è rimasto attaccato al catetere. Avete capito bene: è rimasto nel tubicino e non è sceso col liquido!!!
PANICO!!! Ovviamente ho subito temuto che si fosse danneggiato, che gli fosse accaduto qualcosa... ma i dottori mi hanno subito tranquillizzato che lui stava bene e che semplicemente era molto appiccicoso "Il che è una buona cosa. Di solito sono quegli embrioni che poi ci danno delle belle notizie" ha aggiunto la dottoressa.
Io mi sono tranquillizzata un pochino, e intanto il dottore ha rifatto la procedura: speculum, infila catetere, vescica schiacciata, dolorini tipo mestruale. Fine.
Sta volta la blasto è approdata nel mio utero. Poco dopo mi fanno passare sulla barella e mi portano in camera. Io tremo sempre un sacco quando finisco il transfer perchè giù fa freddo! Quindi cerco di controllare il tremore più che posso.
Il dottor Br. mi infonde speranza facendomi arrivare a credere che questa può essere la volta buona. Mi rilascia i documenti di dimissione e poi lascia che le infermiere mi riportino in camera.
E qui inizia la tortura della vescica... Io volevo già farla. Mi contorcevo e non riuscivo più a resistere. Per cui suono il pulsante e un'infermiera slava, con una mazza di scopa ficcata su per il culo mi dice "ma non è già passata un'ora, può andare da sola al bagno" e io "no, sono tornata da quindici minuti. Per favore mi prende la padella?" lei stizzita e scocciata fa come le ho chiesto e finalmente mi libero della mia pena. Ma solo per poco. Poco dopo, circa 30 minuti dopo la prima scarica, mi arriva di nuovo lo stimolo impellente. Sta volta un'ora era passata e la tipa me lo fa notare dicendo che posso andarci da sola al bagno, e se ne va.
La cosa bella è che i dottori già ti dicono di stare stesa 2 ore. Le infermiere dicono che dopo un'ora puoi andare al bagno. Io non mi volevo alzare! Per cui sono rimasta stesa altri 20 minuti non riuscendo a pensare a nulla che alla pipì XD Quando mancavano circa 15 minuti allo scoccare della seconda ora mi sono alzata dal letto, mi sono precipitata al bagno e poi piano piano mi sono rivestita e siamo tornati a casa.
Non so dirvi, ma sin da subito, dal momento del transfer, la sensazione che ho avuto è stata diversa. La prima volta ero più tesa, meno fiduciosa. Questa volta invece ero un crogiuolo di buon'umore.
Mi sono messa sul divano e il primo e il secondo giorno mi sono alzata solo per mangiare, fare la pipì e andare verso letto. Era mercoledì, e nonostante io lavori da casa, anche a lavoro mi sono data malata fino a venerdì (e poi ho continuato il riposo fino a domenica). Solo sabato siamo usciti per una passeggiatina al mercato. Io mi sentivo molto affaticata. Dopo un'oretta che giravamo mi sentivo davvero stanca!
La sera del transfer ho fatto un sogno vividissimo. Ora non me lo ricordo, ma ricordo benissimo di aver sentito nel sogno un dolore mestruale molto forte (ma non so se lo stessi avvertendo davvero nella realtà). Il giorno dopo e per un po' di giorni a seguire ho avvertito una fitta localizzata nell'utero, sulla destra. Intermittente e insistente. Poi ci sono stati svariati dolorini e fittine tipo mestruali.
Questi dolorini sono proseguiti fino al giorno del test e anche dopo, ovviamente variando un po' in posizione e intensità.
Il giovedì prima del test ho avuto un mal di testa fortissimo che mi era partito dalla sera prima (e io soffro di cervicale, soprattutto in prossimità del ciclo). La mattina mi sono presa un caffè schietto, poi mi sono messa sul divano col cappello calato sugli occhi per cercare di farmelo passare. A pranzo un po' si è attenuato ma continuava ad esserci e in più avevo una nausea fortissima, credo per colpa della suddetta emicrania.
Decido quindi, non so manco perchè, di andarmi a misurare la pressione e ce l'avevo alta! 129 su 96 e i battiti erano 102. L'episodio è stato circoscritto a quella volta lì. Infatti il giorno dopo stavo bene e la pressione era normale. Solo i battiti erano sempre sui 107. Quella sera ho avvertito dei dolori alla gamba sinistra anche molto intensi. Me la sentivo gonfia internamente e il fastidio mi è durato per due giorni, tanto che mi sono spaventata che la cosa fosse legata alla pressione alta e sia mio padre che Br. mi hanno consigliato di fare un'ecodoppler per escludere una trombosi venosa profonda.
Col sennò di poi probabilmente erano tutti sintomi della gravidanza appena iniziata...
E arriviamo a sabato 30. Quindi avevo l'ansia di questi dolori di cui non sapevo l'origine e lo spettro della trombosi che incombeva su di me (ipocondria portami via). Avevo paura che la pressione alta fosse stata un brutto segno e che avevo danneggiato in qualche modo l'embrione. Mi sono alzata dal letto alle 7.10 perchè avevo detto a mio Marito che volevo comunque fare il test e poi, indipendentemente dal risultato, le beta, così se erano le medicine che stavo assumendo nel pt a causarmi questi disturbi avrei potuto interromperle subito in caso di negativo.
Prendo il confidelle che mi sono conservata a posta per questo transfer! Niente più Clear blue che sappiamo già che non fanno per me.
Faccio pipì nel bicchierino, scarto il test, lo immergo per 5 secondi e vado via perchè non lo voglio guardare.
Vado in cucina da Marito. Metto un timer di 3 minuti e ci abbracciamo mentre aspettiamo. Gli dico che non so come posso prendere un altro negativo. Che ho fatto tutto ciò che potevo. Ho assunto (e sto assumendo) anche un sacco di integratori rispetto alla volta scorsa che mi ero limitata agli ormoni e all'acido folico prescritti dal centro.
Il timer suona e riluttante vado in bagno seguita da Marito. Gli occhi mi cadono sul test e per la prima volta, due bellissime linee rosse sono lì ad aspettarmi e a dirmi che dentro di me c'è vita!
Io e marito ci abbracciamo in bagno. Io senza parole e in preda a stupore/emozione/pianto. Lui che mi abbraccia forte forte ed è iper felice del risultato. Che finalmente Dio ha esaudito la nostra preghiera.
Corriamo a fare le beta con un sorrisone stampato in faccia e io poco dopo vado da sola al pronto soccorso a farmi fare la famosa ecodoppler per escludere la trombosi. Ci ho perso mezza giornata, ma alla fine ero tranquilla che era tutto ok.
Alla fine all'ospedale mi dicono che sto bene e che il mio disturbo è una cosa nervosa e legata ai muscoli ma che posso stare serena.
Per ora mi godo la mia gioia convivendo con un'ansia perenne che si sposta da un traguardo all'altro: prima era il test, poi le seconde beta, ora l'eco del 18... ma sono felice e ancora incredula.
Ogni tanto ho delle fitte inguinali sempre a sinistra e a volte diventano più diffuse, ma in molte mi hanno detto che è l'utero che si modifica.
Pregate che arrivi sana di mente a mercoldì prossimo e che Charmy stia bene e che si veda lui e il suo cuoricino pulsante.
Vi abbraccio tutte. Grazie per aver letto fino a qui e per aver fatto il tifo per noi <3 Vi aggiorno nelle prossime puntate.
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domenica 1 ottobre 2017
La seconda linea rossa
Finalmente, il post che aspettavo di scrivere dopo tanto tempo è arrivato...
Il 30 settembre 2017, la seconda linea rossa è finalmente apparsa e con lei il nostro bellissimo sogno è diventato realtà.
Ho fatto le beta e sono a 284. Ho trasferito il nostro Charmender il 20 settembre.
Volevo aggiornarvi perchè so che in tante aspettavate mie notizie.
I miracoli avvengono <3 Grazie Dio.
E grazie a tutte voi che mi avete supportato in questi mesi.
Prossimamente vi aggiorno. Promesso. Per ora vado ancora coi piedi di piombo, che ancora non mi pare vero!
Vi abbraccio
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mercoledì 6 settembre 2017
No longer slave of fear
Ciao a tutte/i,
non vi ho detto nulla in questo periodo, ma oggi ho avuto una notizia che mi ha sollevata tantissimo dall'ansia e dalla paura che mi ha attanagliato nell'ultimo mese.
Un mesetto fa, appunto, tornata da una giornata alle terme, mi sono accorta di avere un dolore che partiva dall'ascella e andava a finire dentro una protuberanza sopra il capezzolo, che si sentiva se alzavo il braccio, e mi faceva male.
Dopo un paio di giorni di dolore acuto, il dolore all'ascella è passato, ma il rigonfiamento nel seno no, e nemmeno il dolore ad esso associato.
Ho iniziato ad aver paura.
Abbiamo fatto tanta tanta fatica per arrivare a questo punto e ora ci mancava solo lo spettro del tumore al seno... cosa che come sapete per me è più di uno spettro, grazie (purtroppo) al brca1.
Ho aspettato un po', nella speranza che si riassorbisse da solo, ma così non è stato, per cui un paio di settimane fa ho chiamato il centro di oncologia per cercare di farmi dare l'appuntamento prima del 19 settembre, data in cui presumibilmente avrei fatto il criotransfer, e quindi sarebbe stato decisamente troppo tardi. Loro, dopo aver sentito la spiegazione sul mio dolore, hanno detto che sembrava più un'infiammazione che altro e che comunque non avevano posto prima del 19, per cui mi dovevo arrangiare.
Il dottor B. mi ha consigliato di fare un'eco privatamente al seno per accertarsi che non fosse nulla di grave e da poter proseguire con la terapia senza pensieri.
Così ho preso un appuntamento ad un poliambulatorio della mia zona e ho aspettato altri 15 giorni, dove nella ma mente si sono affacciati scenari drastici che cercavo di allontanare con scarso successo.
Non so se potete capire, ma avevo il terrore di avere un tumore, e che questo avrebbe non solo interrotto tutto il percorso di pma, ma mi avrebbe sottoposta a terapie alle cui conseguenze non voglio nemmeno pensare, facendomi perdere non solo tempo ma anche risorse fondamentali per il mio corpo. Ho vissuto un mese con questo dolore di cui non sapevo l'origine e che mi ricordava costantemente che sono un essere umano, per giunta con una mutazione genetica che porta il cancro alla mammella e all'ovaio, e che i programmi che ci facciamo nella vita possono andare a gambe all'aria in una frazione di secondo.
Ad ogni modo oggi sono andata a fare la visita e ho beccato una dottoressa deliziosa. Avrò avuto sessant'anni, forse di più. Aveva modi dolcissimi e mi ha spiegato tutto quello che vedeva senza tralasciare nulla.
Alla fine il dolore che ho è il risultato ovviamente di tutti questi ormoni che mi sono sparata negli ultimi mesi. Due cisti, una sopra l'altra, sono cresciute sotto una ghiandola del seno portandomi questo dolore, ma non ho nulla di grave e soprattutto posso proseguire con la terapia, che è la cosa più importante di tutte, oltre al fatto che sono sana e non ho nulla.
Ho pregato Dio di aiutarmi, di far sì che fosse tutto a posto. Di lasciare che il nostro viaggio, già così travagliato, verso nostro figlio prosegua e che questa volta sia la volta buona. E quando ho saputo che era tutto ok, mi sono sentita sollevata, come se un enorme macigno fosse stato sollevato dal mio petto. Grazie Dio, davvero, per questa bellissima notizia e per i nostri tre pinguini che ci aspettano.
Da domenica sto prendendo il progynova che mi sta provocando della nausea, soprattutto al mattino (è successo anche a voi?) e domani ho il primo monitoraggio al centro.
Non so ancora se sta volta documenterò così assiduamente il transfer e il PT, ma cercherò comunque di tenervi aggiornate sugli sviluppi.
Vi abbraccio forte.
non vi ho detto nulla in questo periodo, ma oggi ho avuto una notizia che mi ha sollevata tantissimo dall'ansia e dalla paura che mi ha attanagliato nell'ultimo mese.
Un mesetto fa, appunto, tornata da una giornata alle terme, mi sono accorta di avere un dolore che partiva dall'ascella e andava a finire dentro una protuberanza sopra il capezzolo, che si sentiva se alzavo il braccio, e mi faceva male.
Dopo un paio di giorni di dolore acuto, il dolore all'ascella è passato, ma il rigonfiamento nel seno no, e nemmeno il dolore ad esso associato.
Ho iniziato ad aver paura.
Abbiamo fatto tanta tanta fatica per arrivare a questo punto e ora ci mancava solo lo spettro del tumore al seno... cosa che come sapete per me è più di uno spettro, grazie (purtroppo) al brca1.
Ho aspettato un po', nella speranza che si riassorbisse da solo, ma così non è stato, per cui un paio di settimane fa ho chiamato il centro di oncologia per cercare di farmi dare l'appuntamento prima del 19 settembre, data in cui presumibilmente avrei fatto il criotransfer, e quindi sarebbe stato decisamente troppo tardi. Loro, dopo aver sentito la spiegazione sul mio dolore, hanno detto che sembrava più un'infiammazione che altro e che comunque non avevano posto prima del 19, per cui mi dovevo arrangiare.
Il dottor B. mi ha consigliato di fare un'eco privatamente al seno per accertarsi che non fosse nulla di grave e da poter proseguire con la terapia senza pensieri.
Così ho preso un appuntamento ad un poliambulatorio della mia zona e ho aspettato altri 15 giorni, dove nella ma mente si sono affacciati scenari drastici che cercavo di allontanare con scarso successo.
Non so se potete capire, ma avevo il terrore di avere un tumore, e che questo avrebbe non solo interrotto tutto il percorso di pma, ma mi avrebbe sottoposta a terapie alle cui conseguenze non voglio nemmeno pensare, facendomi perdere non solo tempo ma anche risorse fondamentali per il mio corpo. Ho vissuto un mese con questo dolore di cui non sapevo l'origine e che mi ricordava costantemente che sono un essere umano, per giunta con una mutazione genetica che porta il cancro alla mammella e all'ovaio, e che i programmi che ci facciamo nella vita possono andare a gambe all'aria in una frazione di secondo.
Ad ogni modo oggi sono andata a fare la visita e ho beccato una dottoressa deliziosa. Avrò avuto sessant'anni, forse di più. Aveva modi dolcissimi e mi ha spiegato tutto quello che vedeva senza tralasciare nulla.
Alla fine il dolore che ho è il risultato ovviamente di tutti questi ormoni che mi sono sparata negli ultimi mesi. Due cisti, una sopra l'altra, sono cresciute sotto una ghiandola del seno portandomi questo dolore, ma non ho nulla di grave e soprattutto posso proseguire con la terapia, che è la cosa più importante di tutte, oltre al fatto che sono sana e non ho nulla.
Ho pregato Dio di aiutarmi, di far sì che fosse tutto a posto. Di lasciare che il nostro viaggio, già così travagliato, verso nostro figlio prosegua e che questa volta sia la volta buona. E quando ho saputo che era tutto ok, mi sono sentita sollevata, come se un enorme macigno fosse stato sollevato dal mio petto. Grazie Dio, davvero, per questa bellissima notizia e per i nostri tre pinguini che ci aspettano.
Da domenica sto prendendo il progynova che mi sta provocando della nausea, soprattutto al mattino (è successo anche a voi?) e domani ho il primo monitoraggio al centro.
Non so ancora se sta volta documenterò così assiduamente il transfer e il PT, ma cercherò comunque di tenervi aggiornate sugli sviluppi.
Vi abbraccio forte.
You split the sea, so I could walk right through it
All my fears were drowned in perfect love
You rescued me, so I could stand and sing
I am a child of God
All my fears were drowned in perfect love
You rescued me, so I could stand and sing
I am a child of God
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venerdì 5 maggio 2017
6pt - avere Fede
E' iniziata quella fase dove piango per un non nulla.
Ieri sera, da una cavolata che nemmeno pensavo davvero, ho discusso con mio marito e ho pianto un casino prima di andare a letto. Risultato: ho da stamattina un mal di testa pazzesco che solo ora si sta un po' affievolendo (dopo 2 tachipirine).
Pure oggi a pranzo, parlavo del fatto che non posso non aver Fede che Dio ci abbia portati fino a qui per un motivo. E mentre lo dicevo mi veniva da piangere.
Sono andata in redazione a prendere della roba per il lavoro, e non vedevo l'ora di tornare a casa per stare sola con i miei pensieri, che mi veniva (provate a indovinare) da piangere.
Oggi va così.
Sarà che ieri sera e stamattina avevo dei dolorini lievi al basso ventre che mi ricordano il PO. Sarà che ho visto del muchetto mischiato all'ovulo di progesterone un po' striato di color caffelatte.
Ho mille pensieri che mi frullano in testa.
Lo so che sono stata ottimista fino ad ora, e cerco dentro di me un anelito di quella positività. Parlo con Dio e gli chiedo costantemente di aiutarmi/ci. Di custodire i miei piccolini. Gli dico che so che Lui è in controllo e che il Suo pregetto per noi è perfetto (anche se io non lo conosco ancora). Parlare con Dio mi ha sempre fatto sentire meglio. Sapere che Lui c'è e ricordare tutte le situazioni in cui mi ha aiutata, anche le più disperate, mi da speranza che sa quello che sta facendo.
Gli ho chiesto di non farmi soffrire troppo, che questi quasi due anni di attesa sono stati difficili, ma che un fallimento a questo punto può farmi ancora più male. Che lo acceterei, non avrei scelta, ma che non so come ne uscirei. Ed è solo il nostro primo tentativo.
"Prendi il tuo diletto nell'Eterno, ed egli ti darà i desideri del tuo cuore. Rimetti la tua sorte nell'Eterno, confida in Lui, ed Egli opererà" Salmo 37:4-5
Ho questa frase attaccata allo schermo del mio mac. La guardo e penso che è esattamente quello che sto tentando di fare. Mi sto aggrappando alla mia Fede come farebbe un naufrago ad una zattera nella tempesta. La Fede è l'unica cosa che mi ha fatta restare a galla in tante situazioni in cui mi sentiva sola e disperata.
Cerco di essere grata a Dio per quello che ho già. Anche solo per la possibilità di questo tentativo. Per non aver dovuto attendere per provare, per la poca stimolazione e la buona resa che abbiamo avuto. Per la competenza dei dottori che ci hannno seguito. Per le persone che ho incontrato (tra cui ci siete anche voi, ragazze) in questo cammino.
La Fede è quella speranza che tutto andrà bene, quando tutto attorno a noi sembra volerci buttare giù. E io me la tengo stretta la mia Fede. Tengo le mani ben aperte e chiedo a Dio di disporre di ciò che ho come meglio crede. In questo caso dei miei embrioni.
Non so se sono vivi, se ci sono tutti e due o solo uno. Se stanno crescendo, se stanno bene, se sono incinta o no. Non so nulla.
So solo che Dio sa cosa accadrà e che devo avere fiducia in Lui. Che ho fatto il massimo che potevo, ho datto il 100%. Ora sta a Lui fare il resto. Crederò in Lui sempre e comunque, qualsiasi sia l'esito. Chiedo solo a Dio di essere clemente e di darmi la forza non solo di resistere questi altri 6 giorni (magari con un umore migliore), ma di essere la mia forza lì dove a me manca.
Scusate tanto per i toni tristi del post, ma avevo bisogno di mettere nero su bianco i miei sentimenti proprio per potermene liberare un po'.
Ieri sera, da una cavolata che nemmeno pensavo davvero, ho discusso con mio marito e ho pianto un casino prima di andare a letto. Risultato: ho da stamattina un mal di testa pazzesco che solo ora si sta un po' affievolendo (dopo 2 tachipirine).
Pure oggi a pranzo, parlavo del fatto che non posso non aver Fede che Dio ci abbia portati fino a qui per un motivo. E mentre lo dicevo mi veniva da piangere.
Sono andata in redazione a prendere della roba per il lavoro, e non vedevo l'ora di tornare a casa per stare sola con i miei pensieri, che mi veniva (provate a indovinare) da piangere.
Oggi va così.
Sarà che ieri sera e stamattina avevo dei dolorini lievi al basso ventre che mi ricordano il PO. Sarà che ho visto del muchetto mischiato all'ovulo di progesterone un po' striato di color caffelatte.
Ho mille pensieri che mi frullano in testa.
Lo so che sono stata ottimista fino ad ora, e cerco dentro di me un anelito di quella positività. Parlo con Dio e gli chiedo costantemente di aiutarmi/ci. Di custodire i miei piccolini. Gli dico che so che Lui è in controllo e che il Suo pregetto per noi è perfetto (anche se io non lo conosco ancora). Parlare con Dio mi ha sempre fatto sentire meglio. Sapere che Lui c'è e ricordare tutte le situazioni in cui mi ha aiutata, anche le più disperate, mi da speranza che sa quello che sta facendo.
Gli ho chiesto di non farmi soffrire troppo, che questi quasi due anni di attesa sono stati difficili, ma che un fallimento a questo punto può farmi ancora più male. Che lo acceterei, non avrei scelta, ma che non so come ne uscirei. Ed è solo il nostro primo tentativo.
"Prendi il tuo diletto nell'Eterno, ed egli ti darà i desideri del tuo cuore. Rimetti la tua sorte nell'Eterno, confida in Lui, ed Egli opererà" Salmo 37:4-5
Ho questa frase attaccata allo schermo del mio mac. La guardo e penso che è esattamente quello che sto tentando di fare. Mi sto aggrappando alla mia Fede come farebbe un naufrago ad una zattera nella tempesta. La Fede è l'unica cosa che mi ha fatta restare a galla in tante situazioni in cui mi sentiva sola e disperata.
Cerco di essere grata a Dio per quello che ho già. Anche solo per la possibilità di questo tentativo. Per non aver dovuto attendere per provare, per la poca stimolazione e la buona resa che abbiamo avuto. Per la competenza dei dottori che ci hannno seguito. Per le persone che ho incontrato (tra cui ci siete anche voi, ragazze) in questo cammino.
La Fede è quella speranza che tutto andrà bene, quando tutto attorno a noi sembra volerci buttare giù. E io me la tengo stretta la mia Fede. Tengo le mani ben aperte e chiedo a Dio di disporre di ciò che ho come meglio crede. In questo caso dei miei embrioni.
Non so se sono vivi, se ci sono tutti e due o solo uno. Se stanno crescendo, se stanno bene, se sono incinta o no. Non so nulla.
So solo che Dio sa cosa accadrà e che devo avere fiducia in Lui. Che ho fatto il massimo che potevo, ho datto il 100%. Ora sta a Lui fare il resto. Crederò in Lui sempre e comunque, qualsiasi sia l'esito. Chiedo solo a Dio di essere clemente e di darmi la forza non solo di resistere questi altri 6 giorni (magari con un umore migliore), ma di essere la mia forza lì dove a me manca.
Scusate tanto per i toni tristi del post, ma avevo bisogno di mettere nero su bianco i miei sentimenti proprio per potermene liberare un po'.
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martedì 2 maggio 2017
3Pt - Are you there?
3 pt.
Sono passati SOLO 3 giorni? Miii, a me sembrano molto di più.
Io mi sento bene, non ho sintomi particolari se non la candida regalata dai fantastici ovuli di progesterone, come era prevedibile. Il seno mi fa male a volte sì a volte no, come prima del mestruo, quindi niente di nuovo sotto il sole.
Io mi domando se loro ci sono, se sono lì ad arredarsi l'appartamento. Io lo spero.
Prego Dio che sia così, che li custodisca e li tenga al sicuro.
Sono serena comunque. Se dovessi descrivere il mio umore al momento è abbastanza buono, cerco di essere positiva e di dirmi che è tutto ok. Che loro ci sono, che noi siamo nel posto dove dobbiamo essere e che sto facendo tutto ciò che è in mio potere.
Per il riposo, mi sto riposando ma non nel senso che sto completamente ferma sul divano.
Il primo giorno, siamo tornati da Monza e mi sono messa sul divano a guardare la tv, se non per la cena o per andare al bagno.
Il giorno dopo siamo andati a casa di una coppia di amici e io sono rimasta seduta a chiacchierare mentre loro montavano i mobili dell'ikea. Poi alla sera abbiamo mangiato una pizza sempre lì e abbiamo giocato a giochi da tavola.
Ieri invece sono venuti loro da noi per un brunch. Abbiamo mangiato pancakes e giocato alla switch. Poi ho continuato a guardare un po' la tv e sono rimasta a poltrire, come avrei fatto anche normalmente se non fossi stata nel pt. Ho pure schiacciato un pisolino di un'oretta!
Oggi sto lavorando (da casa come sempre) e nel pomeriggio uscirò per alcune cose. Per cui, non posso dire che sono stata a completo riposo. Ma mi sento bene, e ho seguito quello che mi diceva il mio corpo. Quindi sono contenta così.
L'unica preoccupazione che ho avuto, poi fugata il giorno dopo, è stata che sabato, siccome abbiamo fatto tardi a casa dei nostri amici, siamo tornati a casa verso mezzanotte e mezza, e di solito mettevo gli ovuli di prometrium verso le 23, prima della nanna, quindi avevo paura che avendoli messi così in ritardo rispetto agli altri giorni avessi compromesso qualcosa.
Prontamente il dottore Br. ha detto che non fa alcuna differenza l'orario a cui li metto. Basta che passi circa mezza giornata fra una dose e l'altra.
Adesso torno al mio silenzio stampa :p
A voi come procede la cova (se vi va di dirlo; non siete obbligate!)?
Sono passati SOLO 3 giorni? Miii, a me sembrano molto di più.
Io mi sento bene, non ho sintomi particolari se non la candida regalata dai fantastici ovuli di progesterone, come era prevedibile. Il seno mi fa male a volte sì a volte no, come prima del mestruo, quindi niente di nuovo sotto il sole.
Io mi domando se loro ci sono, se sono lì ad arredarsi l'appartamento. Io lo spero.
Prego Dio che sia così, che li custodisca e li tenga al sicuro.
Sono serena comunque. Se dovessi descrivere il mio umore al momento è abbastanza buono, cerco di essere positiva e di dirmi che è tutto ok. Che loro ci sono, che noi siamo nel posto dove dobbiamo essere e che sto facendo tutto ciò che è in mio potere.
Per il riposo, mi sto riposando ma non nel senso che sto completamente ferma sul divano.
Il primo giorno, siamo tornati da Monza e mi sono messa sul divano a guardare la tv, se non per la cena o per andare al bagno.
Il giorno dopo siamo andati a casa di una coppia di amici e io sono rimasta seduta a chiacchierare mentre loro montavano i mobili dell'ikea. Poi alla sera abbiamo mangiato una pizza sempre lì e abbiamo giocato a giochi da tavola.
Ieri invece sono venuti loro da noi per un brunch. Abbiamo mangiato pancakes e giocato alla switch. Poi ho continuato a guardare un po' la tv e sono rimasta a poltrire, come avrei fatto anche normalmente se non fossi stata nel pt. Ho pure schiacciato un pisolino di un'oretta!
Oggi sto lavorando (da casa come sempre) e nel pomeriggio uscirò per alcune cose. Per cui, non posso dire che sono stata a completo riposo. Ma mi sento bene, e ho seguito quello che mi diceva il mio corpo. Quindi sono contenta così.
L'unica preoccupazione che ho avuto, poi fugata il giorno dopo, è stata che sabato, siccome abbiamo fatto tardi a casa dei nostri amici, siamo tornati a casa verso mezzanotte e mezza, e di solito mettevo gli ovuli di prometrium verso le 23, prima della nanna, quindi avevo paura che avendoli messi così in ritardo rispetto agli altri giorni avessi compromesso qualcosa.
Prontamente il dottore Br. ha detto che non fa alcuna differenza l'orario a cui li metto. Basta che passi circa mezza giornata fra una dose e l'altra.
Adesso torno al mio silenzio stampa :p
A voi come procede la cova (se vi va di dirlo; non siete obbligate!)?
mercoledì 8 marzo 2017
Ritorno a Monza e piano terapeutico
Ieri quindi, esami alla mano, siamo tornati a Monza.
Oltre alla famosa visita genetica, io ho dovuto fare degli esami sulla coagulazione (proteina C, proteina S, lac, Antitrombina, Mutazione II e V, anticorpi anticardiolipina) e mio marito un test di capacitazione, che è risultato molto buono.
La visita genetica è stata solo lunghissima, ma alla fine come vi ho detto il rischio di un bambino affetto da fibrosi per noi è di 1:300 e passa, quindi abbiamo deciso di non fare ulteriori indagini.
I miei esami della coagulazione sono ottimi. L'unico neo sono stati questi anticorpi anticardiolipina che io ho a 22, che è un valore molto basso, ma positivo.
Questi anticorpi normalmente non dovrebbero esserci nel nostro organismo. se ci sono è a) perchè è in corso un infezione che li fa salire (quindi, è temporaneo come evento); b) hai la sindrome da antifosfolipidi che è una cosa che ti fa insorgere il rischio di aborti, e altre robe legate alle trombosi.
Ovviamente io appena avevo visto il valore strano ero subito andata a controllare cosa fosse. Si dovrebbe risolvere tutto con la cardioaspirina e, in casi più estremi, con punture di eparina e/o cortisone.
La mia paura era che tornavamo a Monza, sganciavamo altri 150 euro e il dottore mi dava altri esami di approfondimento per colpa di questi anticorpi.
Inutile dirvi che ho passato giorni a dire a mio marito che avrei potuto uccidere il dottore se ci faceva ritornare di nuovo per altri esami senza darci il piano terapeutico.
Per fortuna non è accaduto. Il dottor B, questa volta ci ha fatto firmare tutte le liberatorie del caso e finalmente mi ha dato il piano terapeutico (con l'aspirinetta da assumere a scopo precauzionale per via degli anticorpi incriminati. Problema risolto).
Siccome farò l'IVM che prevede una stimolazione molto blanda, mi ha prescritto una sola penna di Gonalf, che consumerò presumo in più dosi.
Mi ha prescritto la pillola, così pure il problema del ciclo che mi arriverà mentre sono in Giappone facendoci perdere un altro mese è stato risolto.
Quindi è ufficiale: il 15 aprile smetterò la pillola, arriverò il ciclo nel giro di 2 o 3 giorni e finalmente inizierò la stimolazione!
Il 3pm dovrò tornare a Monza per fare eco e analisi ormonali. Essendo la mia procedura poco conosciuta, il dottor B. mi ha consigliato di farmi seguire dal centro poichè sanno perfettamente che grandezza devono avere i follicoli al momento del pick up.
Quindi mi sto già studiando come arrivarci in treno, perchè non me la sento di guidare da sola fino a Monza.
Alla fine, a conti fatti, l'eco e le analisi qui da noi mi sarebbero costate sugli 80 euro in totale, mentre lì sono gratuite. Per cui dovrei anche risparmiare se ci vado in treno!
Sono troppo felice ed emozionata. E mi sento decisamente più tranquilla e serena.
Ora possiamo goderci il viaggio in Giappone (mancano 18 giorni!) già sapendo che quando torneremo, subito dopo Pasqua, ci saranno i 20 giorni più emozionanti della nostra vita.
Sapete, dopo aver visto i miei ultimi esami mi sono sentita sollevata.
Dal punto di vista spirituale, mi sono sempre chiesta perchè Dio sembrasse ascoltare le mie preghiere ma, riguardo alla gravidanza, sembrava fare orecchie da mercante... Mi sono sempre chiesta perchè sembrava che ci stesse spingendo verso la pma quando nella Bibbia è pieno di persone sterili che concepiscono e partoriscono.
E poi, dopo aver visto i miei anticorpi cardiolipina un pensiero mi ha attraversato: quanto di più avrei sofferto se fossi rimasta incinta e avessi perso il mio bambino senza sapere il perchè? I dottori, solitamente, tendono a farti fare le analisi sugli aborti solo dopo che ne hai avuti un po' (2 o 3), perchè il caso isolato di aborto può voler dire semplicemente che qualcosa è andato storto, ma non necessariamente che ci siano problemi a livello di sangue della madre.
Una frase continua a tornarmi alla mente "Dio non ti da pesi che non puoi portare". Credo che Lui abbia voluto risparmiarmi una sofferenza più grande di quella che ho affrontato. Se non avessimo intrapreso il percorso della pma, probabilmente non avrei scoperto questa cosa e nessun dottore mi avrebbe dato una terapia preventiva prima di iniziare il trattamento. Sono grata che Lui mi abbia guidata fino a qui. Sono grata che mi abbia guidata proprio a Monza, da questo dottore specifico (quando la nostra idea iniziale era di andare a Firenze, e poi abbiamo cambiato idea dopo aver sentito diversi pareri sulla clinica di Monza e sul dottor B. in particolar modo).
Ora sento che tutto questo cammino, che tutti questi mesi pieni di negativi e di domande, hanno avuto una risposta.
Ho Fede che siamo sulla strada giusta e che andrà tutto bene.
Oltre alla famosa visita genetica, io ho dovuto fare degli esami sulla coagulazione (proteina C, proteina S, lac, Antitrombina, Mutazione II e V, anticorpi anticardiolipina) e mio marito un test di capacitazione, che è risultato molto buono.
La visita genetica è stata solo lunghissima, ma alla fine come vi ho detto il rischio di un bambino affetto da fibrosi per noi è di 1:300 e passa, quindi abbiamo deciso di non fare ulteriori indagini.
I miei esami della coagulazione sono ottimi. L'unico neo sono stati questi anticorpi anticardiolipina che io ho a 22, che è un valore molto basso, ma positivo.
Questi anticorpi normalmente non dovrebbero esserci nel nostro organismo. se ci sono è a) perchè è in corso un infezione che li fa salire (quindi, è temporaneo come evento); b) hai la sindrome da antifosfolipidi che è una cosa che ti fa insorgere il rischio di aborti, e altre robe legate alle trombosi.
Ovviamente io appena avevo visto il valore strano ero subito andata a controllare cosa fosse. Si dovrebbe risolvere tutto con la cardioaspirina e, in casi più estremi, con punture di eparina e/o cortisone.
La mia paura era che tornavamo a Monza, sganciavamo altri 150 euro e il dottore mi dava altri esami di approfondimento per colpa di questi anticorpi.
Inutile dirvi che ho passato giorni a dire a mio marito che avrei potuto uccidere il dottore se ci faceva ritornare di nuovo per altri esami senza darci il piano terapeutico.
Per fortuna non è accaduto. Il dottor B, questa volta ci ha fatto firmare tutte le liberatorie del caso e finalmente mi ha dato il piano terapeutico (con l'aspirinetta da assumere a scopo precauzionale per via degli anticorpi incriminati. Problema risolto).
Siccome farò l'IVM che prevede una stimolazione molto blanda, mi ha prescritto una sola penna di Gonalf, che consumerò presumo in più dosi.
Mi ha prescritto la pillola, così pure il problema del ciclo che mi arriverà mentre sono in Giappone facendoci perdere un altro mese è stato risolto.
Quindi è ufficiale: il 15 aprile smetterò la pillola, arriverò il ciclo nel giro di 2 o 3 giorni e finalmente inizierò la stimolazione!
Il 3pm dovrò tornare a Monza per fare eco e analisi ormonali. Essendo la mia procedura poco conosciuta, il dottor B. mi ha consigliato di farmi seguire dal centro poichè sanno perfettamente che grandezza devono avere i follicoli al momento del pick up.
Quindi mi sto già studiando come arrivarci in treno, perchè non me la sento di guidare da sola fino a Monza.
Alla fine, a conti fatti, l'eco e le analisi qui da noi mi sarebbero costate sugli 80 euro in totale, mentre lì sono gratuite. Per cui dovrei anche risparmiare se ci vado in treno!
Sono troppo felice ed emozionata. E mi sento decisamente più tranquilla e serena.
Ora possiamo goderci il viaggio in Giappone (mancano 18 giorni!) già sapendo che quando torneremo, subito dopo Pasqua, ci saranno i 20 giorni più emozionanti della nostra vita.
Sapete, dopo aver visto i miei ultimi esami mi sono sentita sollevata.
Dal punto di vista spirituale, mi sono sempre chiesta perchè Dio sembrasse ascoltare le mie preghiere ma, riguardo alla gravidanza, sembrava fare orecchie da mercante... Mi sono sempre chiesta perchè sembrava che ci stesse spingendo verso la pma quando nella Bibbia è pieno di persone sterili che concepiscono e partoriscono.
E poi, dopo aver visto i miei anticorpi cardiolipina un pensiero mi ha attraversato: quanto di più avrei sofferto se fossi rimasta incinta e avessi perso il mio bambino senza sapere il perchè? I dottori, solitamente, tendono a farti fare le analisi sugli aborti solo dopo che ne hai avuti un po' (2 o 3), perchè il caso isolato di aborto può voler dire semplicemente che qualcosa è andato storto, ma non necessariamente che ci siano problemi a livello di sangue della madre.
Una frase continua a tornarmi alla mente "Dio non ti da pesi che non puoi portare". Credo che Lui abbia voluto risparmiarmi una sofferenza più grande di quella che ho affrontato. Se non avessimo intrapreso il percorso della pma, probabilmente non avrei scoperto questa cosa e nessun dottore mi avrebbe dato una terapia preventiva prima di iniziare il trattamento. Sono grata che Lui mi abbia guidata fino a qui. Sono grata che mi abbia guidata proprio a Monza, da questo dottore specifico (quando la nostra idea iniziale era di andare a Firenze, e poi abbiamo cambiato idea dopo aver sentito diversi pareri sulla clinica di Monza e sul dottor B. in particolar modo).
Ora sento che tutto questo cammino, che tutti questi mesi pieni di negativi e di domande, hanno avuto una risposta.
Ho Fede che siamo sulla strada giusta e che andrà tutto bene.
martedì 20 dicembre 2016
Almeno c'è la PMA
Torno qui dopo sei mesi.
No, non sono rimasta incinta, e anzi, abbiamo scoperto il 17 agosto che l'astenospermia di mio marito è peggiorata con l'assunzione dell'integratore datogli dal suo andrologo.
Per cui lo ha sospeso e per quattro mesi circa non ha preso nulla, fino ad ora dove ha ripreso ad assumere la Maca che almeno pareva aver sortito un certo effetto.
Io oscillo da momenti di euforia del tipo "ma sì; prima o poi ce la faremo; siamo giovani; Dio è dalla nostra; almeno c'è la PMA" a momenti di totale sconforto che di solito coincidono con il mestruo, in cui mi sento schiacciata dalla nostra situazione. E questo è uno di quei momenti.
La PMA è sempre più una spiaggia possibile, e pensarci non mi fa sentire meglio, ma anzi mi getta in uno sconforto enorme. Oltre al fatto che la scelta del centro è difficilissima poichè ci sono in ballo non solo dei soldi, ma anche il tempo, il cui scorrere mi spaventa tantissimo, è proprio il pensiero di non essere riusciti a concepire nostro figlio con i soli nostri mezzi a tormentarmi.
Mi domando se davvero il problema siano solo gli spermatozoi di mio marito, o se sia io a interferire in qualche modo anche solo con la mente... ormai nulla mi sembra più improbabile. Se prima avrei cavato gli occhi a chi mi diceva che la mi ansia inteferiva, oggi forse mi farebbe comunque arrabbiare, ma penserei poi che forse tutti i torti non ha. Anche se devo ammettere che ormai non ho più l'ansia del rapporto perfetto al monento perfetto, e nemmeno dell'"oddio questo è IL mese". Semplicemente sono più realista sul fatto che probabilmente per noi ci vuole più di un rapporto o di una serie di rapporti ben assestati.
Anche la mia fede vacilla in questo periodo. Forse perchè dopo l'ultimo referto ad agosto, avevo interpretato la cosa come un modo di Dio di richiamarmi a sè e di dirmi "vedi? hai passato un anno a preoccuparti di cosa potevi fare o non fare per raggiungere il tuo obbiettivo, e non hai lasciato che io facessi". Quindi ho adottato un altro modo di fare. Ho smesso appunto di preoccuparmi di cosa assumevamo (vitamine, integratori, medicine ecc), o di fare stick o di prendere la TB e fare altre cose simili. Siamo stati molto più sereni da quel punto di vista, e in generale, devo ammettere. Per alcuni di voi può sembrare assurdo, ma ho pregato, affidando a Dio e solo a lui l'outcome di questa storia. Ci siamo dati 6 mesi di tempo prima di procedere con la PMA. Ebbene, è scaduto il 4° mese qualche giorno fa con l'arrivo del mio ciclo. E il fatto di trovarci sempre nella stessa situazione mi fa sentire abbandonata anche da Dio, in cui ho sempre creduto fermamente.
Dio mi ha davvero sempre aiutata nel corso della mia vita. Se c'era un problema, io mi rivolgevo a lui affidandogli la situazione, e le cose si risolvevano. Spesso in tempi brevi, altre volte ci hanno messo più tempo, come per il lavoro. La soluzione migliore è sempre avvenuta, anche quando io avrei voluto che le cose andassero in modo diverso. ed è quello che sto cercando di dirmi ora... Che anche se io non vedo tutto il percorso che ho davanti, ma solo un pezzetto alla volta, Dio sa che desideriamo un figlio. Dio sa che voglio essere madre, e mi guiderà fino alla risposta alle mie preghiere.
Il fatto che fino ad ora non abbiamo avuto successo in modo naturale, mi fa pensare che la strada possa essere la PMA, anche se la cosa mi spaventa per tante ragioni. Il fallimento in primis. Ho paura di fare un buco nell'acqua e di aver fatto tutto per nulla. Il tempo che scorre inesorabile e le liste d'attesa che non aiutano mi fanno paura...
Ieri mio marito mi ha chiesto cosa sarebbe successo fra noi se tra X anni saremmo ancora stati senza figli. Ha paura che questo desiderio che è così grande per me possa allontanarci o rompere il nostro rapporto. Non so perchè lo abbia pensato. Forse perchè sa che io mi sentirei non completa nel mio percorso come donna se non dovessi riuscire a coronare il mio sogno, e teme che io possa voler cercare altrove quello che lui non può darmi.
Le sue parole mi hanno scavato un buco dentro. Non potrei mai lasciare mio marito per una cosa simile. L'unica cosa che potrei imputargli e di non aver fatto tutto ciò che è in suo potere per raggiungere il nostro obbiettivo. Però mi sono immaginata in uno scenario senza figli, e al momento l'idea mi fa stare malissimo. Come se non riuscissi ad accettare una fine del genere. Quando ci penso mi manca il respiro. Mi si stringe il cuore e sento il petto esplodermi mentre gli occhi si riempiono di lacrime in modo incontrollato.
Se ne parlo con qualcuno che non sia mio marito, anche se cerco di fare la dura o l'indifferente, sento distintamente che è solo un muro quello che ho messo su, che può crollare da un momento all'altro. Per questo cerco di evitare l'argomento più che posso con amici o parenti.
Mi domando sempre perchè è toccata a noi questa sorte. Se per colpa del fatto che ne ho sempre avuto così paura, di essere infertili dico, che alla fine si è materializzata. O se è il karma che controbilancia il fatto che io e mio marito ci amiamo, che abbiamo tutti e due dei bei lavori, che stiamo in una casa dove ci sentiamo bene, insomma... le famiglie del mulino bianco non possono esistere, dico bene? Ci deve essere sempre un neo. Qualcosa che disturba la gioia.
E io glielo permetto. Perchè se fossi più forte potrei concentrarmi su quello che ho, come fa mio marito. Se fossi meno egoista penserei che ho già mille fortune e il non poter avere un figlio è poca cosa in confronto alle sofferenze di tante altre persone. Io sono grata per quello che la vita mi ha riservato. E vorrei tanto infischiarmente di questo problema. O almeno vedere il lato positivo che c'è la medicina a venirci incontro... eppure non riesco. Paradossalmente mi fa stare meglio il pensiero che un giorno, per una BDC (botta di c**o) potrei rimanere incinta, che il fatto di dovermi affidare alla medicina per realizzare il mio sogno. Non so perchè... forse la spiegazione è che trovo ingiusto che ci venga impedito di fare dei figli nel modo classico, e ci resti solo il freddo laboratorio e tutta la sua burocrazia ed esami come scelta. Forse è questo che mi fa star male più di tutti. Eppure so che devo essere grata perchè almeno c'è la PMA.
No, non sono rimasta incinta, e anzi, abbiamo scoperto il 17 agosto che l'astenospermia di mio marito è peggiorata con l'assunzione dell'integratore datogli dal suo andrologo.
Per cui lo ha sospeso e per quattro mesi circa non ha preso nulla, fino ad ora dove ha ripreso ad assumere la Maca che almeno pareva aver sortito un certo effetto.
Io oscillo da momenti di euforia del tipo "ma sì; prima o poi ce la faremo; siamo giovani; Dio è dalla nostra; almeno c'è la PMA" a momenti di totale sconforto che di solito coincidono con il mestruo, in cui mi sento schiacciata dalla nostra situazione. E questo è uno di quei momenti.
La PMA è sempre più una spiaggia possibile, e pensarci non mi fa sentire meglio, ma anzi mi getta in uno sconforto enorme. Oltre al fatto che la scelta del centro è difficilissima poichè ci sono in ballo non solo dei soldi, ma anche il tempo, il cui scorrere mi spaventa tantissimo, è proprio il pensiero di non essere riusciti a concepire nostro figlio con i soli nostri mezzi a tormentarmi.
Mi domando se davvero il problema siano solo gli spermatozoi di mio marito, o se sia io a interferire in qualche modo anche solo con la mente... ormai nulla mi sembra più improbabile. Se prima avrei cavato gli occhi a chi mi diceva che la mi ansia inteferiva, oggi forse mi farebbe comunque arrabbiare, ma penserei poi che forse tutti i torti non ha. Anche se devo ammettere che ormai non ho più l'ansia del rapporto perfetto al monento perfetto, e nemmeno dell'"oddio questo è IL mese". Semplicemente sono più realista sul fatto che probabilmente per noi ci vuole più di un rapporto o di una serie di rapporti ben assestati.
Anche la mia fede vacilla in questo periodo. Forse perchè dopo l'ultimo referto ad agosto, avevo interpretato la cosa come un modo di Dio di richiamarmi a sè e di dirmi "vedi? hai passato un anno a preoccuparti di cosa potevi fare o non fare per raggiungere il tuo obbiettivo, e non hai lasciato che io facessi". Quindi ho adottato un altro modo di fare. Ho smesso appunto di preoccuparmi di cosa assumevamo (vitamine, integratori, medicine ecc), o di fare stick o di prendere la TB e fare altre cose simili. Siamo stati molto più sereni da quel punto di vista, e in generale, devo ammettere. Per alcuni di voi può sembrare assurdo, ma ho pregato, affidando a Dio e solo a lui l'outcome di questa storia. Ci siamo dati 6 mesi di tempo prima di procedere con la PMA. Ebbene, è scaduto il 4° mese qualche giorno fa con l'arrivo del mio ciclo. E il fatto di trovarci sempre nella stessa situazione mi fa sentire abbandonata anche da Dio, in cui ho sempre creduto fermamente.
Dio mi ha davvero sempre aiutata nel corso della mia vita. Se c'era un problema, io mi rivolgevo a lui affidandogli la situazione, e le cose si risolvevano. Spesso in tempi brevi, altre volte ci hanno messo più tempo, come per il lavoro. La soluzione migliore è sempre avvenuta, anche quando io avrei voluto che le cose andassero in modo diverso. ed è quello che sto cercando di dirmi ora... Che anche se io non vedo tutto il percorso che ho davanti, ma solo un pezzetto alla volta, Dio sa che desideriamo un figlio. Dio sa che voglio essere madre, e mi guiderà fino alla risposta alle mie preghiere.
Il fatto che fino ad ora non abbiamo avuto successo in modo naturale, mi fa pensare che la strada possa essere la PMA, anche se la cosa mi spaventa per tante ragioni. Il fallimento in primis. Ho paura di fare un buco nell'acqua e di aver fatto tutto per nulla. Il tempo che scorre inesorabile e le liste d'attesa che non aiutano mi fanno paura...
Ieri mio marito mi ha chiesto cosa sarebbe successo fra noi se tra X anni saremmo ancora stati senza figli. Ha paura che questo desiderio che è così grande per me possa allontanarci o rompere il nostro rapporto. Non so perchè lo abbia pensato. Forse perchè sa che io mi sentirei non completa nel mio percorso come donna se non dovessi riuscire a coronare il mio sogno, e teme che io possa voler cercare altrove quello che lui non può darmi.
Le sue parole mi hanno scavato un buco dentro. Non potrei mai lasciare mio marito per una cosa simile. L'unica cosa che potrei imputargli e di non aver fatto tutto ciò che è in suo potere per raggiungere il nostro obbiettivo. Però mi sono immaginata in uno scenario senza figli, e al momento l'idea mi fa stare malissimo. Come se non riuscissi ad accettare una fine del genere. Quando ci penso mi manca il respiro. Mi si stringe il cuore e sento il petto esplodermi mentre gli occhi si riempiono di lacrime in modo incontrollato.
Se ne parlo con qualcuno che non sia mio marito, anche se cerco di fare la dura o l'indifferente, sento distintamente che è solo un muro quello che ho messo su, che può crollare da un momento all'altro. Per questo cerco di evitare l'argomento più che posso con amici o parenti.
Mi domando sempre perchè è toccata a noi questa sorte. Se per colpa del fatto che ne ho sempre avuto così paura, di essere infertili dico, che alla fine si è materializzata. O se è il karma che controbilancia il fatto che io e mio marito ci amiamo, che abbiamo tutti e due dei bei lavori, che stiamo in una casa dove ci sentiamo bene, insomma... le famiglie del mulino bianco non possono esistere, dico bene? Ci deve essere sempre un neo. Qualcosa che disturba la gioia.
E io glielo permetto. Perchè se fossi più forte potrei concentrarmi su quello che ho, come fa mio marito. Se fossi meno egoista penserei che ho già mille fortune e il non poter avere un figlio è poca cosa in confronto alle sofferenze di tante altre persone. Io sono grata per quello che la vita mi ha riservato. E vorrei tanto infischiarmente di questo problema. O almeno vedere il lato positivo che c'è la medicina a venirci incontro... eppure non riesco. Paradossalmente mi fa stare meglio il pensiero che un giorno, per una BDC (botta di c**o) potrei rimanere incinta, che il fatto di dovermi affidare alla medicina per realizzare il mio sogno. Non so perchè... forse la spiegazione è che trovo ingiusto che ci venga impedito di fare dei figli nel modo classico, e ci resti solo il freddo laboratorio e tutta la sua burocrazia ed esami come scelta. Forse è questo che mi fa star male più di tutti. Eppure so che devo essere grata perchè almeno c'è la PMA.
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mercoledì 16 marzo 2016
Stop the madness!
A volte, a giudicare sia dai miei comportamenti che da quelli che leggo nelle mie compagne di forum, penso che la ricerca di un figlio ti porti a sfiorare livelli di follia.
A volte però secondo me si esagera un po'...
Una ragazza ha la febbre alta e avrebbe bisogno di prendere la tachipirina per farla scendere. Non è ancora nei giorni del po dove può fare il test, quindi tecnicamente non sa se è incinta e se pure lo fosse, il feto è talmente all'inizio che non si nutre ancora dalla madre...
Il medico le ha detto di non prendere più di 1 o 2 tachipirine al giorno, ma ovviamente la febbre non le scende, anzi le sale e lei, imperterrita continua a farsi salire la febbre pur sapendo che a) potrebbe star prendendo un granchio e tra qualche giorno le arriverà il ciclo e si sentirà un'emerita scema. b) se è davvero incinta non penso che al suo fagiolino faccia bene stare attaccato a un corpo bruciante di febbre...
Io, per esempio, soffro spesso di emicrania. Prima di cercare un figlio prendevo oki e moment act alla minima avvisaglia di mal di testa perchè non c'è verso di farmelo passare. Nemmeno se ci dormo su. Anzi, mi sveglio che ho una bomba nella testa...
Ieri ho avuto l'emicrania tutto il giorno. Dalla mattina appena sveglia, fino alla sera quando sono andata a letto. Secondo Fertility friend ero al 10po.
Non ho preso oki o moment, perchè so che fanno male; quindi, in un certo senso, il problema me lo pongo anche io... ma non mi sono posta il problema di prendere la tachipirina 1000 nella speranza che il mal di testa si affievolisse e mi passasse.
La prima tachipirina non mi ha fatto quasi effetto. Non ho potuto lavorare e mi sono dovuta rimettere a letto dopo colazione. Questo mi ha causato il reflusso, e ho avuto nausea e brividi fino alle 13-14 di pomeriggio, perchè quando il mal di testa mi prende di brutto mi riduce al fantasma di me stessa. Alle 14.30 ho preso un'altra tachipirina perchè il dolore era ancora presente e pure fortino.
Per fortuna quest avolta ha fatto effetto, complice pure il caffè che ci ho bevuto su.
Verso sera, anzi verso mezzanotte mi è tornato, non molto forte, ma c'era. Per cui ho preso una tachipirina 500 e mi sono messa a letto, ma si vede che non era sufficiente perchè dopo un'ora il dolore si era intensificato e io non riuscivo ad addormentarmi. Per cui ho preso un'altra tachipirina 500 e sono riuscita a domarlo.
Ora, sarò pure una sconsiderata, però penso che non posso stressarmi e perdere la salute perchè "forse" e dico "forse" sono incinta. Ci sono donne che non sanno di essere incinte fino al 2 o 3 mese e fanno una vita normalissima, prendendo medicine, mangiando di tutto e bevendo anche alcolici, eppure hanno poi bambini sanissimi.
Con questo non voglio dire che va bene bere, assumere droghe o medicine in modo sconsiderato, ma penso che se sei nelle due settimane di attesa e stai male, ma davvero male (e se una ha la febbre a 39 secondo me sta male!) allora è meglio curarsi che farsi del male per un ipotetico bambino che molto probabilomente nemmeno è lì!
Ci sono giorni che stare sul forum mi piace. Si scherza, si scambiano opinioni, non si è sole ad affrontare questa ricerca. Ma ci sono giorni in cui il pessimismo e la follia delle altre è urticante e ti domandi "ma siamo normali?". E la mia risposta è no.
Ho deciso quindi di staccarmi un po' dal forum.
Da quando abbiamo scoperto la condizione di mio marito sono già più serena, nel senso che so contro cosa combattiamo e che è una condizione che si può migliorare. E' una serenità che sta in equilibrio su di un filo. Per noi sarà più complicato rispetto ad altri restare incinti, e questa consapevolezza mi fa vedere il tempo che passa con più tranquillità e non come un "perdere tempo perchè non sappiamo perchè non ci siamo riusciti". E' stata dura per me, e lo è ancora, non lo nego, ma di certo adesso vedo il mio dolore al seno come un sintomo di arrivo del ciclo, e non come un possibile sintomo di gravidanza. E questo per me è un traguardo, perchè mi sento con i piedi per terra ed è qui che voglio essere. Speranzosa ma realista.
Invece le ansie, i fantasintomi e le pazzie che leggo sul forum mi contagiano e mi mettono a loro volta ansia e paura e mi fanno immaginare cose. E non voglio più che sia così.
Per cui voglio sempre fare il tifo per le ragazze che ho conosciuto lì, che sono tutte persone con le palle! Ma ho bisogno di staccarmi e di vivere la mia ricerca non come una corsa, ma come una sorpresa.
Non voglio più stare nella cella, ma voglio uscire e vivere la mia vita, il mio matrimonio, voglio essere felice ogni giorno di quello che vivo e sento, e se un giorno Dio vorrà avremo un figlio. Ma non voglio più deprimermi a riguardo, o chiedermi se diventerò madre prima o poi, e perchè alle altre sì e a me no. Dio ha un progetto per tutti noi, e lo ha anche per me. Fino ad ora il suo progetto è stato perfetto anche nelle sfumature più buie, quindi sono sicura che una risposta al momento attuale c'è.
Ho deciso che continueremo a cercare, a fare gli esami che dobbiamo fare, ma nello stesso tempo voglio vivere con serenità la mia vita, perchè io non so quando e se questo bambino arriverà, e io non posso mettere in stop la mia vita per qualcosa che non so quando accadrà.
Diventerò madre quando quel test sarà positivo, ma fino ad allora continuerò a vivere come ho sempre fatto, senza lasciarmi condizionare, per quanto possibile.
Questo è il mio proposito e spero di riuscire a mantenerlo.
Con questo non voglio dire che non scriverò più il blog, vi romperò ancora le scatole, non temete :p
A volte però secondo me si esagera un po'...
Una ragazza ha la febbre alta e avrebbe bisogno di prendere la tachipirina per farla scendere. Non è ancora nei giorni del po dove può fare il test, quindi tecnicamente non sa se è incinta e se pure lo fosse, il feto è talmente all'inizio che non si nutre ancora dalla madre...
Il medico le ha detto di non prendere più di 1 o 2 tachipirine al giorno, ma ovviamente la febbre non le scende, anzi le sale e lei, imperterrita continua a farsi salire la febbre pur sapendo che a) potrebbe star prendendo un granchio e tra qualche giorno le arriverà il ciclo e si sentirà un'emerita scema. b) se è davvero incinta non penso che al suo fagiolino faccia bene stare attaccato a un corpo bruciante di febbre...
Io, per esempio, soffro spesso di emicrania. Prima di cercare un figlio prendevo oki e moment act alla minima avvisaglia di mal di testa perchè non c'è verso di farmelo passare. Nemmeno se ci dormo su. Anzi, mi sveglio che ho una bomba nella testa...
Ieri ho avuto l'emicrania tutto il giorno. Dalla mattina appena sveglia, fino alla sera quando sono andata a letto. Secondo Fertility friend ero al 10po.
Non ho preso oki o moment, perchè so che fanno male; quindi, in un certo senso, il problema me lo pongo anche io... ma non mi sono posta il problema di prendere la tachipirina 1000 nella speranza che il mal di testa si affievolisse e mi passasse.
La prima tachipirina non mi ha fatto quasi effetto. Non ho potuto lavorare e mi sono dovuta rimettere a letto dopo colazione. Questo mi ha causato il reflusso, e ho avuto nausea e brividi fino alle 13-14 di pomeriggio, perchè quando il mal di testa mi prende di brutto mi riduce al fantasma di me stessa. Alle 14.30 ho preso un'altra tachipirina perchè il dolore era ancora presente e pure fortino.
Per fortuna quest avolta ha fatto effetto, complice pure il caffè che ci ho bevuto su.
Verso sera, anzi verso mezzanotte mi è tornato, non molto forte, ma c'era. Per cui ho preso una tachipirina 500 e mi sono messa a letto, ma si vede che non era sufficiente perchè dopo un'ora il dolore si era intensificato e io non riuscivo ad addormentarmi. Per cui ho preso un'altra tachipirina 500 e sono riuscita a domarlo.
Ora, sarò pure una sconsiderata, però penso che non posso stressarmi e perdere la salute perchè "forse" e dico "forse" sono incinta. Ci sono donne che non sanno di essere incinte fino al 2 o 3 mese e fanno una vita normalissima, prendendo medicine, mangiando di tutto e bevendo anche alcolici, eppure hanno poi bambini sanissimi.
Con questo non voglio dire che va bene bere, assumere droghe o medicine in modo sconsiderato, ma penso che se sei nelle due settimane di attesa e stai male, ma davvero male (e se una ha la febbre a 39 secondo me sta male!) allora è meglio curarsi che farsi del male per un ipotetico bambino che molto probabilomente nemmeno è lì!
Ci sono giorni che stare sul forum mi piace. Si scherza, si scambiano opinioni, non si è sole ad affrontare questa ricerca. Ma ci sono giorni in cui il pessimismo e la follia delle altre è urticante e ti domandi "ma siamo normali?". E la mia risposta è no.
Ho deciso quindi di staccarmi un po' dal forum.
Da quando abbiamo scoperto la condizione di mio marito sono già più serena, nel senso che so contro cosa combattiamo e che è una condizione che si può migliorare. E' una serenità che sta in equilibrio su di un filo. Per noi sarà più complicato rispetto ad altri restare incinti, e questa consapevolezza mi fa vedere il tempo che passa con più tranquillità e non come un "perdere tempo perchè non sappiamo perchè non ci siamo riusciti". E' stata dura per me, e lo è ancora, non lo nego, ma di certo adesso vedo il mio dolore al seno come un sintomo di arrivo del ciclo, e non come un possibile sintomo di gravidanza. E questo per me è un traguardo, perchè mi sento con i piedi per terra ed è qui che voglio essere. Speranzosa ma realista.
Invece le ansie, i fantasintomi e le pazzie che leggo sul forum mi contagiano e mi mettono a loro volta ansia e paura e mi fanno immaginare cose. E non voglio più che sia così.
Per cui voglio sempre fare il tifo per le ragazze che ho conosciuto lì, che sono tutte persone con le palle! Ma ho bisogno di staccarmi e di vivere la mia ricerca non come una corsa, ma come una sorpresa.
Non voglio più stare nella cella, ma voglio uscire e vivere la mia vita, il mio matrimonio, voglio essere felice ogni giorno di quello che vivo e sento, e se un giorno Dio vorrà avremo un figlio. Ma non voglio più deprimermi a riguardo, o chiedermi se diventerò madre prima o poi, e perchè alle altre sì e a me no. Dio ha un progetto per tutti noi, e lo ha anche per me. Fino ad ora il suo progetto è stato perfetto anche nelle sfumature più buie, quindi sono sicura che una risposta al momento attuale c'è.
Ho deciso che continueremo a cercare, a fare gli esami che dobbiamo fare, ma nello stesso tempo voglio vivere con serenità la mia vita, perchè io non so quando e se questo bambino arriverà, e io non posso mettere in stop la mia vita per qualcosa che non so quando accadrà.
Diventerò madre quando quel test sarà positivo, ma fino ad allora continuerò a vivere come ho sempre fatto, senza lasciarmi condizionare, per quanto possibile.
Questo è il mio proposito e spero di riuscire a mantenerlo.
Con questo non voglio dire che non scriverò più il blog, vi romperò ancora le scatole, non temete :p
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mercoledì 24 febbraio 2016
La legge dell'attrazione. Piccola testimonianza.
Gratitudine.
Una parola che sembra fare parte della nostra vita quotidiana, eppure va oltre il semplice grazie che diciamo quando qualcuno ci tiene aperta la porta o al commesso che ci porge il nostro acquisto.
Gratitudine è un sentimento che ho imparato davvero cosa voglia dire nell'ultimo anno e mezzo.
Non che prima fossi un'ingrata, non fraintendetemi. Ma diciamo che ero più prona a lamentarmi anche e soprattutto delle piccole cose, senza rendermi conto di quante benedizioni mi erano state concesse fino a quel momento.
Due anni fa io e mio marito abbiamo acquistato una casa che si è rivelata non essere la casa giusta per noi per tante ragioni. Una di queste abbastanza seria. Anzi, diciamo molto seria.
Fino a quel momento eravamo vissuti in una casa in affitto dove eravamo stati per 3 anni. È vero, la casa tremava ogni volta che passava il treno (4-5 volte al giorno a mo' di terremoto); è vero, si sentivano i vicini che parlavano e facevano casino già di mattino presto; è vero, di fronte casa c'era un locale notturno dove vendevano cornetti e ci veniva tutta la movida della città; è vero, avevamo una caldaia che si rompeva ogni tre mesi. Ma lì eravamo felici. Avevamo il nostro nido. Nessuno ci disturbava. Quando tornavo a casa chiudevo il mondo fuori. Mi sentivo al sicuro. Racchiuderò sempre quella casa nel mio cuore perchè ha visto diverse fasi della nostra vita, come la prima convivenza, il nostro primo gatto, il matrimonio...
Però eravamo stanchi di pagare l'affitto e volevamo comprare per investire i soldi in modo migliore.
Purtroppo, dopo mesi di ricerca, abbiamo deciso di acquistare una casa che non ci è costata nè moltissimo ma nemmeno pochissimo, e che abbiamo ristrutturato con circa 25000 euro.
Non so perchè, ma dentro di me non sono mai stata entusiasta dell'acquisto. Anche dopo che la casa era terminata ed era oggettivamente molto bella, entrandoci non percepivo quella sensazione di calore e di amore che dovrebbe suggerirti casa tua. E andandoci poi a vivere la situazione non è migliorata.
Sono successe poi delle cose molto brutte legate alla casa e al condominio più in generale. E la mia sensazione di non amore (se così si può dire) per la casa si è trasformata in rigetto e odio.
Ho cominciato a rimpiangere la vita che avevamo solo pochi mesi prima e mi dannavo per quanto eravamo stati stupidi a dare via una situazione in cui tutto sommato stavamo da Dio, per una posto in cui avevamo le mani legate perchè, avendo acquistato, l'unico modo per andare via era rivendere. E non era facile (e nemmeno ora lo è) rivendere una casa con le condizioni socio economiche in cui versa l'Italia oggigiorno senza perderci.
Insomma, ho attraversato questo periodo di depressione che è durato circa 4-5 mesi e in cui la mia unica consolazione è stato Dio, perchè solo pregando e rivolgendomi a lui trovavo conforto che presto le cose sarebbero cambiate.
Di lì a poco, mentre vagavo in una libreria senza guardare davvero i libri attorno a me, la mia attenzione è stata attratta da un libro che tutt'oggi ringrazio il Signore di avermi fatto incontrare. Il libro è The Secret di Rhonda Byrne.
Il libro parla della legge di attrazione, di come essa governa il mondo e di come usarla per cambiare la propria realtà.
Lessi il libro in un solo giorno, e già 24 ore dopo avevo mutato il mio atteggiamento nei confronti della situazione.
Non sto qui a dilungarmi sui contenuti del libro, ma diciamo che avevo capito che se la mia negatività mi aveva portato a quel punto, la mia positività poteva tirarmi fuori da quella situazione.
Ho cominciato a forzarmi di essere felice IN QUEL MOMENTO preciso della mia vita. E vi assicuro che non è stato facile... la situazione era talmente nera che ho dovuto fare uno sforzo sovrumano per essere felice di quello che avevo e di non focalizzarmi su quello che non avevo (una casa in cui stare bene ed essere felice).
Per farlo ho iniziato a tenere un diario della gratitudine dove elencavo le mie fortune, che potevano essere piccole o grandi cose. Ringraziavo anche della casa in cui vivevo, nonostante non ci stessi bene, perchè era comunque una benedizione invece che non averla proprio!
Beh, fatto sta che dopo un mese di preghiere e di pratica della legge dell'attrazione, il motivo maggiore di ansia e di paura fu eliminato. Del tutto.
Non ci potevo credere!
Ora non ci restava che continuare con la vendita della casa, che era già in vendita da un mese, nella speranza che prima o poi qualcuno l'avrebbe acquistata e che noi saremmo potuti andare a vivere fuori città, in un'altra casa che avevamo già adocchiato e addirittura fermato (perchè la legge di attrazione funziona meglio se si cerca di agire come se avessimo già raggiunto il nostro obbiettivo). Per una serie di coincidenze (ma io non credo nel caso) fortunate avevamo già trovato la casa dei nostri sogni, nel posto dei nostro sogni.
Dopo altri due mesi, quindi dopo 3 mesi in totale di attesa, vendemmo la casa! E di lì a poco ci trasferimmo. E sapete cosa? Non solo rientrammo totalmente nella cifra che avevamo speso per acquistare e ristrutturare, ma ci ritrovammo con dei soldi inaspettati in più!
Da quell'esprienza ho imparato a praticare la vera gratitudine. Quindi cerco di apprezzare giorno per giorno le piccole e grandi cose che ho e che mi rendono felice. Tipo la mia casa nuova, mio marito, i miei gatti, la mia salute, il caffè che bevo la mattina. Se si è felici ora, questo attrarrà gioie anche più grandi.
Ovvio che negli ultimi 7 mesi ho pensato costantemente al fatto che non sono rimasta incinta e al mio desiderio di avere un figlio e la conseguente tristezza che mi ha presa, ma, soprattutto negli ultimi 2 mesi, ho ripreso a praticare la legge dell'attrazione e la gratitudine (senza mai smettere di credere in Dio) e mi dico che se un figlio deve arrivare, allora arriverà. Ma che io sono felice già ora di come è la mia vita. Ora la apprezzo molto di più di quanto potessi fare 2 anni fa.
Se avete un problema che vi affligge, o anche più di uno, se volete uscirne fuori e vedere dei risultati, dovete essere grati per quello che avete e focalizzarvi su quello che volete, ma non sulla sua mancanza. Per me ha funzionato.
Vi invito a leggere The Secret (e anche The Magic) di Rhonda Byrne, e Expecting Miracles e The key di Joe Vitale perchè davvero sono libri che vi cambiano la vita. Ovvio che prima di imbarcarvi in certe letture dovete lasciare fuori lo scettiscismo e l'incredulità. La prima regola per far funzionare la legge dell'attrazione è "Credere". Lo spirito con cui affrontate quest'argomento è tutto.
Spero che la mia testimonianza possa essere utile a qualcuno. E Magic dust a tutti!
Una parola che sembra fare parte della nostra vita quotidiana, eppure va oltre il semplice grazie che diciamo quando qualcuno ci tiene aperta la porta o al commesso che ci porge il nostro acquisto.
Gratitudine è un sentimento che ho imparato davvero cosa voglia dire nell'ultimo anno e mezzo.
Non che prima fossi un'ingrata, non fraintendetemi. Ma diciamo che ero più prona a lamentarmi anche e soprattutto delle piccole cose, senza rendermi conto di quante benedizioni mi erano state concesse fino a quel momento.
Due anni fa io e mio marito abbiamo acquistato una casa che si è rivelata non essere la casa giusta per noi per tante ragioni. Una di queste abbastanza seria. Anzi, diciamo molto seria.
Fino a quel momento eravamo vissuti in una casa in affitto dove eravamo stati per 3 anni. È vero, la casa tremava ogni volta che passava il treno (4-5 volte al giorno a mo' di terremoto); è vero, si sentivano i vicini che parlavano e facevano casino già di mattino presto; è vero, di fronte casa c'era un locale notturno dove vendevano cornetti e ci veniva tutta la movida della città; è vero, avevamo una caldaia che si rompeva ogni tre mesi. Ma lì eravamo felici. Avevamo il nostro nido. Nessuno ci disturbava. Quando tornavo a casa chiudevo il mondo fuori. Mi sentivo al sicuro. Racchiuderò sempre quella casa nel mio cuore perchè ha visto diverse fasi della nostra vita, come la prima convivenza, il nostro primo gatto, il matrimonio...
Però eravamo stanchi di pagare l'affitto e volevamo comprare per investire i soldi in modo migliore.
Purtroppo, dopo mesi di ricerca, abbiamo deciso di acquistare una casa che non ci è costata nè moltissimo ma nemmeno pochissimo, e che abbiamo ristrutturato con circa 25000 euro.
Non so perchè, ma dentro di me non sono mai stata entusiasta dell'acquisto. Anche dopo che la casa era terminata ed era oggettivamente molto bella, entrandoci non percepivo quella sensazione di calore e di amore che dovrebbe suggerirti casa tua. E andandoci poi a vivere la situazione non è migliorata.
Sono successe poi delle cose molto brutte legate alla casa e al condominio più in generale. E la mia sensazione di non amore (se così si può dire) per la casa si è trasformata in rigetto e odio.
Ho cominciato a rimpiangere la vita che avevamo solo pochi mesi prima e mi dannavo per quanto eravamo stati stupidi a dare via una situazione in cui tutto sommato stavamo da Dio, per una posto in cui avevamo le mani legate perchè, avendo acquistato, l'unico modo per andare via era rivendere. E non era facile (e nemmeno ora lo è) rivendere una casa con le condizioni socio economiche in cui versa l'Italia oggigiorno senza perderci.
Insomma, ho attraversato questo periodo di depressione che è durato circa 4-5 mesi e in cui la mia unica consolazione è stato Dio, perchè solo pregando e rivolgendomi a lui trovavo conforto che presto le cose sarebbero cambiate.
Di lì a poco, mentre vagavo in una libreria senza guardare davvero i libri attorno a me, la mia attenzione è stata attratta da un libro che tutt'oggi ringrazio il Signore di avermi fatto incontrare. Il libro è The Secret di Rhonda Byrne.
Il libro parla della legge di attrazione, di come essa governa il mondo e di come usarla per cambiare la propria realtà.
Lessi il libro in un solo giorno, e già 24 ore dopo avevo mutato il mio atteggiamento nei confronti della situazione.
Non sto qui a dilungarmi sui contenuti del libro, ma diciamo che avevo capito che se la mia negatività mi aveva portato a quel punto, la mia positività poteva tirarmi fuori da quella situazione.
Ho cominciato a forzarmi di essere felice IN QUEL MOMENTO preciso della mia vita. E vi assicuro che non è stato facile... la situazione era talmente nera che ho dovuto fare uno sforzo sovrumano per essere felice di quello che avevo e di non focalizzarmi su quello che non avevo (una casa in cui stare bene ed essere felice).
Per farlo ho iniziato a tenere un diario della gratitudine dove elencavo le mie fortune, che potevano essere piccole o grandi cose. Ringraziavo anche della casa in cui vivevo, nonostante non ci stessi bene, perchè era comunque una benedizione invece che non averla proprio!
Beh, fatto sta che dopo un mese di preghiere e di pratica della legge dell'attrazione, il motivo maggiore di ansia e di paura fu eliminato. Del tutto.
Non ci potevo credere!
Ora non ci restava che continuare con la vendita della casa, che era già in vendita da un mese, nella speranza che prima o poi qualcuno l'avrebbe acquistata e che noi saremmo potuti andare a vivere fuori città, in un'altra casa che avevamo già adocchiato e addirittura fermato (perchè la legge di attrazione funziona meglio se si cerca di agire come se avessimo già raggiunto il nostro obbiettivo). Per una serie di coincidenze (ma io non credo nel caso) fortunate avevamo già trovato la casa dei nostri sogni, nel posto dei nostro sogni.
Dopo altri due mesi, quindi dopo 3 mesi in totale di attesa, vendemmo la casa! E di lì a poco ci trasferimmo. E sapete cosa? Non solo rientrammo totalmente nella cifra che avevamo speso per acquistare e ristrutturare, ma ci ritrovammo con dei soldi inaspettati in più!
Da quell'esprienza ho imparato a praticare la vera gratitudine. Quindi cerco di apprezzare giorno per giorno le piccole e grandi cose che ho e che mi rendono felice. Tipo la mia casa nuova, mio marito, i miei gatti, la mia salute, il caffè che bevo la mattina. Se si è felici ora, questo attrarrà gioie anche più grandi.
Ovvio che negli ultimi 7 mesi ho pensato costantemente al fatto che non sono rimasta incinta e al mio desiderio di avere un figlio e la conseguente tristezza che mi ha presa, ma, soprattutto negli ultimi 2 mesi, ho ripreso a praticare la legge dell'attrazione e la gratitudine (senza mai smettere di credere in Dio) e mi dico che se un figlio deve arrivare, allora arriverà. Ma che io sono felice già ora di come è la mia vita. Ora la apprezzo molto di più di quanto potessi fare 2 anni fa.
Se avete un problema che vi affligge, o anche più di uno, se volete uscirne fuori e vedere dei risultati, dovete essere grati per quello che avete e focalizzarvi su quello che volete, ma non sulla sua mancanza. Per me ha funzionato.
Vi invito a leggere The Secret (e anche The Magic) di Rhonda Byrne, e Expecting Miracles e The key di Joe Vitale perchè davvero sono libri che vi cambiano la vita. Ovvio che prima di imbarcarvi in certe letture dovete lasciare fuori lo scettiscismo e l'incredulità. La prima regola per far funzionare la legge dell'attrazione è "Credere". Lo spirito con cui affrontate quest'argomento è tutto.
Spero che la mia testimonianza possa essere utile a qualcuno. E Magic dust a tutti!
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