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domenica 19 novembre 2017

What kind of mother? (11+2)

Di ritorno dopo 3 giorni alla mia home town.
Tre giorni sono più che sufficienti per ricordarmi perchè me ne sono andata e perchè amo tanto la mia vita al norde. Non fraintendetemi, mi manca mio padre e ogni tanto anche fare quattro chiacchiere con mia madre. Sono stata felice di rivedere i miei nonni e i miei zii (anche se ho poco apprezzato i loro clichè sui gatti e la toxo, ma immagino faccia parte dell'essere incinta) e molto felice di aver potuto parlare con mia zia E., la sorella di mio padre, che ho sempre ritenuto tra tutto il mio parentado quella più vicina al mio modo di pensare. Mi piace rivedere i luoghi in cui sono cresciuta e la città che ho amato per così tanto tempo. Ma quando ci torno sento che i miei legami col mio passato si sono fatti più deboli e che quando torno a casa mia (quella che è casa per me da sette anni) mi sento a mio agio e sempre più felice e sicura della scelta che feci.
Come dicevo, ho passato del tempo con mio padre con cui sto sempre con piacere. Siamo andati a trovare mia nonna, che è morta a fine ottobre, al cimitero di Capodichino e mi sono commossa pensando che lei e nonno ora sono insieme e ho chiesto loro di vegliare su di noi.
Sono uscita un paio di volte con mia madre che ha detto a tutti i suoi conoscenti che incontravamo che sono incinta ed enfatizzava la cosa toccandomi la pancia. Come al solito, parlare con mia madre non è proprio facile, per cui quando le ho detto che ero molto felice di diventare madre ma che avevo anche una buona dose si paura lei ha detto che non c'era nulla da avere paura e che lei non ne aveva avuta (beh certo, non aveva un mutuo da pagare, aveva un marito che poteva benissimo mantenere lei e i figli - e così è stato -, aveva 4 nonni a cui lasciare i figli quando voleva - infatti io sono stata cresciuta dai miei nonni materni e paterni, si può dire). Quindi il discorso è finito lì per la sua mancanza di empatia sull'argomento.
Ecco, una cosa che temo e spero che non sia nei miei geni, è l'essere una madre poco empatica. Mia madre è stata una madre con cui potevo parlare di ragazzi, di anticoncezionali e in genere di tutto, e questo lato credo di averlo ereditato perchè sono una persona di larghissime vedute, ma spero di essere più sensibile e affettuosa verso i miei figli di quanto non lo sia stato lei con me e mio fratello... soprattutto dopo la separazione con mio padre.
Mi piacerebbe essere una madre come Lorely di Gilmore Girls (il mio telefilm preferito) ma mi rendo conto che quella è finzione ed è molto difficile crescere un figlio in quel modo. Diciamo che spero di avere la giusta dose di severità e di amore verso i miei figli e di insegnare loro tutti i valori che ho ereditato dalla mia famiglia regalandogli dei bei ricordi sulla loro infanzia e adolescenza, facendoli crescere in un clima caldo e amorevole, cosa che a me a volte è mancato, e soprattutto spero di lasciarli poi andare nel mondo come adulti fatti e finiti che sono in grado di vivere in società e di rispettare gli altri.

E' quando scrivo queste cose che mi rendo conto che non potrò mai rendere pubblico ad amici e parenti questo blog. Dovrò scriverlo sempre in anonimato perchè so che queste cose arriverebbero inevitabilmente all'orecchio di mia madre, anche se è un'analfabeta digitale, e finirebbe solo per incrinare il nostro già fragile rapporto.

Ho rivisto Charmy grazie all'ecografia super approfondita fatta da una collega di mio padre. Ha guardato ogni parte con super attenzione mi ha gia anticipato che la TN sembra essere ok! Vedremo poi cosa ci dicono il 29 al policlinico all'eco ufficiale del btest. Si è vista la spina dorsale, i reni, le quattro camere del cuore, gli occhietti, il suo bel profilo, il cervello... anche se l'ecografo era scrauso si è visto tutto tutto :) E' sempre emozionante vedere le manine e i piedini che si muovono e sentire il cuoricino che batte. Ovviamente ora non vedo l'ora che sia il 29, ma soprattutto che finisca il primo trimestre. Oggi sono a 11+2 quindi sono nella 12ma settimana. Mi ha detto che a 13+0 si entra nel secondo trimestre. Non vedo l'ora. Non dico che abbasserò la guardia ma almeno starò un po' più serena.

lunedì 21 agosto 2017

AAA cercasi pareri su questione amorosa

Salve a tutti/e!
I miei post su questo blog sono calati vertiginosamente, ma non temete, recupererò!
Prima di procedere all'argomento del post su cui ho urgente bisogno di un riscontro femminile, ma perchè no, anche maschile se ci sono ometti che leggono, vi aggiorno su di noi.
Io e Marito stiamo bene. Abbiamo trascorso una bella estate fino ad ora, e il pensiero di avere le nostre blastine congelate ci ha reso il tutto più sereno.
Anzi, Maritino ha un po' d'ansia al pensiero che presto io potrei essere incinta e che la nostra vita verrà stravolta. A dire il vero anche io ho un po' d'ansia, ma penso sia normale. Voglio essere madre, da sempre! Ma amo la nostra vita di ora, o meglio, amo il rapporto che c'è tra noi due e un po' temo che l'arrivo di nostro figlio possa sconvolgere qualcosa.
Però poi penso che tutte le volte che abbiamo fatto qualcosa di grande avevamo un po' paura, perchè stavamo facendo un salto nel vuoto... eppure tutte le nostre scelte si sono rivelate buone, o comunque ci hanno sempre avvicinati.

Il motivo per cui oggi scrivo questo post è prima di tutto perchè DEVO parlarne con qualcuno (a parte Marito) per avere un parere esterno e capire se sono io che sto fraintendendo o se quello che sento è reale.

Dunque, da un anno a questa parte abbiamo stretto molto amicizia con una coppia molto simile a noi a livello di hobby e interessi. Passiamo insieme molto tempo, andiamo spesso da loro e loro da noi e siamo pure andati in vacanza insieme per qualche giorno (siamo appunto tornati ieri).
Un mese fa siamo andati con loro e altri amici ad un parco acquatico e lì, soprattutto la sera a cena, ho iniziato a percepire una strana sensazione.
Lei, che chiamerò Claudia (nome fittizio) guardava mio marito  con uno sguardo intenso mentre lui parlava. Ho notato che quando gli altri ragazzi presenti (compreso il suo) parlavano, lei non li guardava con quello stesso sguardo, un po' languido, con cui invece guardava mio marito.
Il giorno dopo faccio notare questa cosa a mio marito e gli dico di starci all'occhio, e di vedere se lei aveva altri atteggiamenti strani.
Nelle uscire successive non mi è parso di notare nulla, o almeno nulla di esplicito.
Fast forward ad un mese dopo (cioè a quattro giorni fa): andiamo in vacanza insieme per quattro giorni, con loro ed un altro amico.
Durante la vacanza ci sono stati diversi atteggiamenti che mi hanno rifatto suonare i campanelli d'allarme e vi elenco gli episodi di seguito, così che possiate dirmi anche voi se secondo voi sono equivoci o sono io che sto fraintendendo tutto.

- Quando mio marito parla, lei interviene o cerca sempre di partecipare alla conversazione, anche quando non è rivolta a lei o è su argomenti che non la interessano, e cerca sempre di far capire che sta ascoltando quello che dice facendo risolini in risposta. Oltre a guardarlo sempre con occhi un po' dolci. Ma questa può essere anche solo una mia impressione.

- Ha cercato spesso di sedersi vicino a mio marito. A casa (sia a colazione che a cena) si è seduta sempre tra il suo fidanzato e mio marito, lasciandomi il posto libero dall'altro lato del tavolo, di fronte a lei, così che io fossi distante da Marito in tutti i sensi. Ha rifatto la stessa cosa diverse volte, finchè all'ultima colazione utile mi sono seduta io al suo posto, e lei ha per forza di cose dovuto sedersi da un'altra parte.

- Almeno in un paio di occasioni in cui io stavo parlando con mio marito magari si è intromessa nella conversazione dicendomi di lasciargli fare quel che voleva. Per esempio, a cena una sera mio marito stava valutando di prendere un piatto molto grasso e io, scherzando, gli ho detto di far attenzione al colesterolo. Allora Claudia è intervenuta dicendo che dovevo lasciargli mangiare quel che voleva e bere quanto voleva. Una seconda volta, e qui mi ha davvero urtata, è stata sempre a cena: mi ero girata verso mio marito (quindi non stavo parlando a lei) dicendogli che se avessi accompagnato una mia amica al gattile c'era il pericolo che fossi tornata a casa pure io con un gatto. Lei allora, sapendo che mio marito è restio a prendere un quarto gatto, ha detto "Non farlo. Tre gatti sono più che sufficienti." al che io le ho detto "Beh, ne dobbiamo parlare IO e mio marito" e lei ha ribattuto "Ma lui ha detto che non lo vuole, ne avete già parlato".
Ecco, diciamo che ho notato che in più di un'occasione si è infilata in mezzo ai nostri discorsi, come se la riguardassero o sapesse LEI cosa è meglio per NOI (me e mio marito).

Siccome mi è capitato già di avere a che fare con ragazze che avevano interesse verso il mio fidanzato (e io stessa mi sono comportata in un certo modo quando mi piaceva qualcuno) mi sono scattati questi campanelli, perchè ho nettamente percepito un suo interesse nei confronti di mio marito. Mettiamoci pure che qualche mese fa lei e il suo fidanzato hanno avuto una brutta crisi e stavano per lasciarsi perchè lei si era invaghita di un altro ragazzo... ho buoni presupposti per pensare che il suo cuore o comunque le sue attenzioni non siano del tutto volte al suo fidanzato.

Di fatti però io non so come mi devo comportare. Vogliamo molto bene a questa coppia e ci dispiacerebbe troncare i ponti con loro. D'altra parte io non so quanto potrò reggere a fingere che mi stia bene questo comportamento da parte sua se è vero che le piace mio marito.
Marito dice che lui non si è accorto di nulla, ma che è anche vero che lui non ci fa mai caso a queste cose, mentre io sono più acuta di lui da questo punto di vista e che cercherà di starci attento e di non darle occasione di fraintendere la sua gentilezza o i suoi comportamenti per altro.

Ragazze, voi che ne pensate? Secondo voi può esserci un interesse da parte di lei nei confronti di mio Marito? Come vi comportereste al mio posto?
Io di solito non mi sbaglio su queste cose, anche se vorrei tanto. Cercherò di osservare un altro po' la situazione e se mette di nuovo becco nei fatti nostri le dirò di darsi una calmata.

giovedì 13 luglio 2017

E allora?

Quando nasci e cresci con un genitore medico cresci male abituato.
Mi spiego: tutte le volte che stai male o che hai qualche cosa che non va, non devi andare dal medico di base o districarti tra ricette rosse, ambulatori ecc... il genitore medico fa tutto lui.
Da sempre mio padre si è occupato di farmi il prelievo del sangue e di portarlo personalmente al laboratorio. Da sempre, se avevo un qualche sintomo (tipo cistite, mal di pancia, mal di testa) chiedevo a mio padre e lui o mi prescriveva il farmaco risolutore o, se non era il suo campo, mi portava dai colleghi che potevano aiutarti.
Bello! Direte voi.
Sì, bello. Peccato che mio padre ha sempre teso a sottovalutare i miei sintomi e a volte ha fatto bene, altre volte no perchè effettivamente lamentavo un problema più grave di quello che lui pensava.

Se comunque fino a un paio di anni fa avevo sempre risolto i miei malesseri, grandi e piccoli, chiedendo a mio padre, quando ho iniziato a dubitare che ci fosse qualcosa che non andava in me e/o mio marito e l'ho detto a mio padre, lui ha attuato la sua tecnica del "non hai niente; sei tu che ti stai fissando e per quello non resti incinta", dimostrandosi tale e quale all'80% delle persone che si interfacciano con una donna che non riesce a rimanere incinta.
La cosa mi ferì molto e ne accennai anche qui e da allora, finchè poi non ho avuto la certezza che le mie paure fossero fondate, non gli ho più accennato delle mie preoccupazioni.

In quel caso quindi, agendo di testa mia e facendo fare a mio marito il suo primo spermiogramma, e rivolgendomi al mio primo ginecologo qui in Emilia (e non più alla collega di mio padre di Salerno, che devo però dire è sempre stata bravissima) ho capito che mio padre non ha la verità in tasca, e che non vuol dire che sei lui pensa che io sia sana come un pesce, che poi lo sia effettivamente.

Facendo un balzo in avanti e venendo ad oggi... come vi ho accennato, dai miei esami di marzo è risultato che ho gli anticorpi anticardiolipina positivi. Non è un valore alto, sui 24; quindi sono leggermente positivi, ma lo sono.
Quando lo dissi a mio padre, prima ancora di parlare con il dottor B., lui disse che  non sapeva cosa fossero e che secondo lui non avevo nessun problema perchè tutti gli esami sulle trombosi erano negativi.
Io, avendo imparato la lezione, sono andata a cercare su internet per capire cosa fosse questi anticorpi e cosa comportassero. Ho imparato che sono degli anticorpi che normalmente non dovrebbero esistere nel corpo delle persone, ma che se ci sono possono portare a trombosi della placenta e quindi all'aborto. Per evitare ciò i dottori ti prescrivono la cardio aspirina, e nei casi più gravi anche l'eparina e il cortisone.
Pochi giorni dopo andai all'incontro con il mio caro dottore che infatti, vedendo questi anticorpi, mi ha prescritto la cardioaspirina come avevo immaginato.

Oggi, e da qualche giorno, mi è venuto il dubbio se la cardioaspirina possa bastare o meno (io penso di sì, ma il dubbio mi resta) poichè a molte ragazze ho letto che è stata data anche l'eparina anche se avevano solo gli anticorpi bassi come i miei. A farmi venire la paranoia è stata una ragazza che ora è incinta, che ha detto di aver abortito alla 20ma settimana a causa della sospensione dell'eparina alla fine del terzo trimestre, come da protocollo, e ciò ha portato al disastro. Lei dice di non aver nulla che non andava nelle analisi, tranne una mutazione MTHFR che però non ha ingerenza con l'aborto per trombi nella placenta. Quando ha sospeso l'eparina la sua proteina S è colata a picco.

Allora stamattina ho scritto a mio padre chiedendogli se conosceva un ematologo e se poteva chiedergli se la cardioaspirina basta nel mio caso, per avere un secondo parere. Lui prima ha detto che era meglio che cercavo un ematologo alla clinica dove sono seguita. Poi ha detto che un secondo parere poteva portare più confusione che altro.
Allora io gli ho detto che di solito sono i centri pma a indirizzarti a chiedere il parere di un ematologo e che sicuramente, anche quello che conosceva lui, aveva visto un po' di casi nella mia situazione o peggio.
Allora lui ha detto che io non ero a rischio trombosi e io gli ho detto che era vero, ma che comunque ero risultata positiva a questi famosi anticorpi. E lui "e allora?" ... ma come, e allora? Ti ho detto più di una volta che possono causare l'aborto e mi dici, e allora?
Prosegue dicendomi che lui non vede il senso di prendere cortisone o eparina allo stato attuale (perchè mica ha capito che non li prenderei ora ma quando sto per iniziare il ciclo del transfer), che mi causerebbero lividi ed ematomi ad ogni botta che prendo, e poi dice che è un problema che si affronterà se ci sarà una placenta eventualmente.
Ecco, a me sta frase qui mi ha proprio ferita. Piango anche ora che ne sto scrivendo. Non si rende conto che quando ci sarà una placenta potrebbe essere già troppo tardi? Che queste sono terapie che si iniziano col ciclo del pick up/transfer? Ovviamente no, perchè non è il suo campo. Ma io volevo solo un parere da un ematologo senza dovermelo andare a cercare e magari risparmiando quel centino che ora come ora mi pesa dopo il salasso del mese scorso. Magari mi diceva che basta la cardioaspirina, io mi tranquillizzo e siamo tutti più contenti. Ma no! Lui deve sempre minimizzare tutto. Tanto che ne sa? Che ne capisce lui cosa vuol dire cercare per due anni una gravidanza. Cosa vuol dire farsi le punture, avere dolori assurdi perchè c'hai le ovaie gonfie e contorcesi dal dolore dopo il pick up e per 3-4  giorni a seguire. Che ne capisce lui della speranza che metti in quelle 3 blasto che sono congelate e con loro anche tu. Che sarà mai se voglia Dio ce la facciamo, resto incinta e poi per una medicina in meno il bambino non ce la fa?!
Scusate lo sfogo, ma non essere compresa dal proprio padre che tra l'altro è un medico e potrebbe aiutarti... mi fa sentire proprio giù.

Il 25 torno comunque dal dottor B. e chiederò a lui di nuovo se è sicuro che basti solo la cardioaspirina. Eventualmente cercherò un ematologo qui in zona. Stupida me ad aver creduto che mio padre potesse darmi una mano senza minimizzare la situazione come al solito.

martedì 16 maggio 2017

Ho attratto l'infertilità?

Il ciclo si è avviato domenica e sono stata davvero felice di vederlo arrivare.
E' come se potessi iniziare da capo... una pagina bianca tutta da scrivere.
Ieri ho chiamato il centro e ho ripreso appuntamento col dott. Br per il 26 così da parlare e riprogrammare un nuovo tentativo di pma.
Il mio morale non è il massimo in questi giorni. Non è nemmeno sottoterra, però quando sono sola i miei pensieri si fanno più forti.
La mia positività si è un po' spenta, come quando credi tantissimo in un qualcosa che poi non accade. E' inevitabile che ci si senta demoralizzati.

Voglio rileggermi The Secret e cercare di rifare quello che ho fatto 3 anni fa, durante quell'orrenda esperienza della casa. Non so come feci allora a ritrovare e mantenere la positività in quella situazione disperata. Eppure ce la feci, e le cose si sono mosse in modo più che perfetto.
Ricordo che avevo preso la cosa molto seriamente: avevo fatto i 28 giorni degli esercizi di the magic e ogni giorno stilavo un elenco di 10 voci sulle mie fortune. Ogni giorno in oltre visualizzavo noi nella casa nuova, o che traslocavamo, o che ricevevamo la telefonata che ci diceva che avevamo ricevuto un'offerta per  la casa. Ricordo che volevamo recuperare almeno i soldi che avevamo speso per la casa e per poterci pagare le spese notarili e di agenzia e accessorie per comprare la nuova casa. Ho fatto questa cosa da agosto a novembre. Anche se avevo dei dubbi e alcune volte ero immensamente triste e non vedevo via d'uscita, ho continuato ad applicare la legge d'attrazione senza sosta, oltre a pregare tantissimo.
E quando finalmente arrivarono gli acquirenti giusti, lo seppi. Qualcosa me lo fece capire subito. Forse il loro interesse per l'immobile e le loro tante domande. Fatto sta che dopo qualche giorno tornarono a trovarci, e dopo qualche altro giorno ci fecero l'offerta che desideravamo. Ci offrirono esattamente i soldi che ci serviano per rientrare nelle spese. Rimasi scioccata da come la legge d'attrazione avesse funzionato così bene.

Ho provato tanto in questi 21 mesi a rifarlo. Ma qualcosa mi sfugge. Non so bene dove sbaglio, perchè non riesco ad attrarre ciò che voglio nonostante tutto.
Chi l'avrebbe mai detto che sarebbe stato più facile vendere una casa in 4 mesi senza perdere un centesimo, con il mercato immobiliare bloccato dalla crisi, che fare un figlio?! E pensare che in quel periodo prendevo pure la pillola perchè non volevo assolutamente avere un bambino in quella situazione.

Fonte http://reloveplanet.blogspot.it/2012/04/secret-magic.html


So che penserete che sono un po' matta a credere nella legge d'attrazione. Però penso che sia vero che la nostra mente ha un potere immenso e a volte la sottovalutiamo.
Oltre al caso eclatante della casa dove ho usato la legge d'attrazione in modo consapevole, ci sono state tantissime occasioni nella vita, piccole e grandi, belle e purtroppo anche brutte, dove sono successe cose che avevo desiderato o che avevo paura accadessero.
Sono sicura che se ci fate caso troverete anche voi situazioni simili nella vostra esistenza. Come quando pensate che una situazione è pericolosa e può portare ad un incidente e puntualmente di lì a poco succede. Oppure quando pensate intensamente ad un amico che non vedete o sentite da tempo e poi lo incontrate o lo sentite per puro caso!

Purtroppo per me un altro esempio eclatante è quello dell'infertilità. E' sempre stata una mia paura. Mesi prima di iniziare a cercare un figlio mi ero iscritta al famoso forum che frequento, e mi capitò di sbirciare nella sezione pma. Leggere i post in quella sezione mi faceva stare male, eppure non riuscivo a smettere di leggerli, anche se cercavo di dirmi che a me non sarebbe successo mai.
Sempre all'epoca, cercando blog sulla gravidanza, trovai e iniziai a leggere i blog di tantissime donne che avevano iniziato questo viaggio della ricerca di un figlio e poi erano approdate per forza di cose alla pma. Ne ho letti tantissimi. Molte di loro, hanno realizzato il loro sogno, e io leggevo alacremente sperando che alla fine del loro viaggio avessero ricevuto il figlio tanto desiderato.
Forse inconsciamente stavo attraendo la stessa cosa per me. Stavo guardando nel mio futuro. La legge d'attrazione dice che quando indugiamo in un sentimento (bello o brutto che sia) per molto tempo, quello ne attare e ne genera ancora di più.
So che può sembrarvi assurdo, mi rendo conto. Ma è l'unica spiegazione che riesco a darmi su tutto ciò. Che in qualche modo l'ho attratto inconsciamente nella mia realtà. E purtroppo sembra che non importa quanto io cerchi di pensare positivo, non riesco a schiodarmi da questa situazione.

"La legge dell’Attrazione e la sua forza magnetica raggiungono ogni angolo dell’universo e attirano altri pensieri che vibrano allo stesso modo… e li portano a voi: la vostra attenzione dedicata a determinati oggetti, la vostra attivazione di determinati pensieri e la risposta della legge dell’Attrazione a quei pensieri, sono responsabili di ogni persona, evento o fatto che giunge nella vostra esperienza."
Hester e Jerry Hicks, La legge dell’Attrazione

venerdì 5 maggio 2017

6pt - avere Fede

E' iniziata quella fase dove piango per un non nulla.
Ieri sera, da una cavolata che nemmeno pensavo davvero, ho discusso con mio marito e ho pianto un casino prima di andare a letto. Risultato: ho da stamattina un mal di testa pazzesco che solo ora si sta un po' affievolendo (dopo 2 tachipirine).
Pure oggi a pranzo, parlavo del fatto che non posso non aver Fede che Dio ci abbia portati fino a qui per un motivo. E mentre lo dicevo mi veniva da piangere.
Sono andata in redazione a prendere della roba per il lavoro, e non vedevo l'ora di tornare a casa per stare sola con i miei pensieri, che mi veniva (provate a indovinare) da piangere.
Oggi va così.
Sarà che ieri sera e stamattina avevo dei dolorini lievi al basso ventre che mi ricordano il PO. Sarà che ho visto del muchetto mischiato all'ovulo di progesterone un po' striato di color caffelatte.
Ho mille pensieri che mi frullano in testa.
Lo so che sono stata ottimista fino ad ora, e cerco dentro di me un anelito di quella positività. Parlo con Dio e gli chiedo costantemente di aiutarmi/ci. Di custodire i miei piccolini. Gli dico che so che Lui è in controllo e che il Suo pregetto per noi è perfetto (anche se io non lo conosco ancora). Parlare con Dio mi ha sempre fatto sentire meglio. Sapere che Lui c'è e ricordare tutte le situazioni in cui mi ha aiutata, anche le più disperate, mi da speranza che sa quello che sta facendo.
Gli ho chiesto di non farmi soffrire troppo, che questi quasi due anni di attesa sono stati difficili, ma che un fallimento a questo punto può farmi ancora più male. Che lo acceterei, non avrei scelta, ma che non so come ne uscirei. Ed è solo il nostro primo tentativo.

"Prendi il tuo diletto nell'Eterno, ed egli ti darà i desideri del tuo cuore. Rimetti la tua sorte nell'Eterno, confida in Lui, ed Egli opererà" Salmo 37:4-5

Ho questa frase attaccata allo schermo del mio mac. La guardo e penso che è esattamente quello che sto tentando di fare. Mi sto aggrappando alla mia Fede come farebbe un naufrago ad una zattera nella tempesta. La Fede è l'unica cosa che mi ha fatta restare a galla in tante situazioni in cui mi sentiva sola e disperata.
Cerco di essere grata a Dio per quello che ho già. Anche solo per la possibilità di questo tentativo. Per non aver dovuto attendere per provare, per la poca stimolazione e la buona resa che abbiamo avuto. Per la competenza dei dottori che ci hannno seguito. Per le persone che ho incontrato (tra cui ci siete anche voi, ragazze) in questo cammino.
La Fede è quella speranza che tutto andrà bene, quando tutto attorno a noi sembra volerci buttare giù. E io me la tengo stretta la mia Fede. Tengo le mani ben aperte e chiedo a Dio di disporre di ciò che ho come meglio crede. In questo caso dei miei embrioni.
Non so se sono vivi, se ci sono tutti e due o solo uno. Se stanno crescendo, se stanno bene, se sono incinta o no. Non so nulla.
So solo che Dio sa cosa accadrà e che devo avere fiducia in Lui. Che ho fatto il massimo che potevo, ho datto il 100%. Ora sta a Lui fare il resto. Crederò in Lui sempre e comunque, qualsiasi sia l'esito. Chiedo solo a Dio di essere clemente e di darmi la forza non solo di resistere questi altri 6 giorni (magari con un umore migliore), ma di essere la mia forza lì dove a me manca.

Scusate tanto per i toni tristi del post, ma avevo bisogno di mettere nero su bianco i miei sentimenti proprio per potermene liberare un po'.

martedì 18 aprile 2017

Mestruazioni dove siete?

Ho preso l'ultima pillola venerdì... ma ad oggi ancora niente ciclo :(
Ho solo delle piccole perdite marroni che mi fanno pensare stia per iniziare, ma ancora nulla!
Che rabbia!
E' proprio vero che quando vuoi il ciclo non arriva mai e quando non lo vuoi vedere è puntuale come un orologio svizzero.
E fino a ieri non avevo tutta questa ansia. Ero certa che si sarebbe presentato entro domani! E invece, fa il prezioso.

Voi che avete preso la pillola per la pma, dopo quanto tempo avete visto arrivare la mestruazione?

Mi secca un sacco, perchè avevo anche preso un biglietto a/r per domani per andare a Monza, e mi troverò costretta a doverlo spostare a non so quando (altra incongnita se non si muove ad arrivarmi il ciclo).
Mi sembra di essere davvero ad un passo, e poi mi trovo questi scogli davanti! Che se non mi arrivano le mestruazioni non si comincia!
Scusate lo sfogo.

venerdì 13 gennaio 2017

Blueberry in Madland pt1

Allora vi faccio fare quattro risate, perchè alla fine prendiamola sul ridere che è meglio.

Dovete sapere che la mia fase luteale dura 13 giorni, e i giorni critici per me sono dall'11 po all'arrivo del ciclo, perchè, se nei primi 10 giorni dopo l'ovulazione riesco a stare serena e a dire "ma sì, come va va", all'11 po ci arrivo con un po' di speranza, non dico troppa, ma un po', che il famoso spermatozoo abbia incontrato il mio ovetto ecc ecc...
Di solito all'11 po comincio ad avere le prime tracce di spotting, soprattutto quando vado al bagno a fare la number 2, o dopo un po' di sano sesso con Marito.
Sta volta, ovviamente, queste cose non si erano palesate! Avevo avuto pochissime tracce di sangue, e una cacciatrice può facilmente fare 2+2 e pensare PERDITE DA IMPIANTO! Ceeerto.
Quindi sì, mi sono trovata ieri che pensavo di essere al 13 po (e invece ho poi capito che quel dolore che avevo percepito il 31 dicemvre era proprio l'ovulazione e che quindi ho ovulato con un giorno di ritardo) con una speranza che andava prendendo sempre più piede perchè appunto avevo quasi 0 perdite e sporadiche solo nei giorni prima e non abbondanti come al solito.
E poi la sera prima avevo avuto un caldo letale! Io dormo sempre con pigiamone di pail e piumone! Invece quella notte avevo sofferto il caldo, tanto da dormire im maglietta e mutandina e tenere le braccia fuori dal piumone. In oltre mi ero alzata ben 3 volte per fare la pipì e avevo avuto difficoltà a riaddormentami. Sapete, quando la vostra mente vaga e fantastica e voi tentate di imbrigliarla ma lei è già a tre metri da terra e non potete farci più nulla, no?

Quindi ieri che credevo quasi di aver preso la pennuta, vado a ritirare gli esami infettivi fatti con Marito il 2 gennaio.
Prima di tutto scopro con mio grande sorpresa che Marito (che fino a ieri non conosceva il suo gruppo sanguigno e diceva che lui sapeva solo che "poteva donare a tutti") è A positivo come me. Quindi no che non può donare a tutti, ma è carino che abbiamo lo stesso gruppo sanguigno e possiamo aiutarci a vicenda, da quel punto di vita :)
Poi scorro i vari esami, tutto negativo, tranne: Citomegalovirus! In pratica, risulta che ho l'infezione in corso, in questo momento! Tant'è che sul referto c'era scritto "se si è in gravidanza, si consiglia test di avidità". Io lì, cacata sotto, panico, atterrimento. In un attimo non ero più sicura di voler essere incinta proprio quel mese!
Chiamo mio padre, che come vi ho detto è medico, e lui tenta di tranquillizzami nel suo modo sbagliato, come al solito quando si tratta di sua figlia che potrebbe stare male, minimizzando la cosa e dicendo che non avevo niente... Niente?!?!
Ho un infezione da citomegalovirus e potrei finalmente aver acchiappato la cicogna in 16 mesi di tentativi, e tu mi dici che va tutto bene?!

Mi dovevo vedere con un'amica. Quando ci vediamo, le espongo il mio panico, per cui andiamo da Tigotà e a comprare un test (le farmacie erano chiuse a quell'ora). La scelta ricade su un test dr. marcus.
Andiamo al giapponese. Io per fortuna ho una pipì da scaricare dalle 9 di quella mattina. Quindi vado al bagno e faccio la pipì sullo stick. Poi mi rivesto e aspetto un po'.
Poi guardo il test, e un'ombrina, col senno di poi, una ghost line, era lì a farmi quasi sperare, e poi a farmi spaventare ancora di più!
Torno di là, ma ovviamente la linea la devo vedere solo io, perchè la mia amica proprio non vede nulla (potete immaginare quanto mi sia sentita scema in quel momento).
Intanto mi viene in mente di guardare gli altri esami infettivi fatti nell'aprile 2015. Li avevo fatti con mio papà e lui poi mi aveva mandato le analisia via mail.
Grazie a google mail recupero le famose analisi, e guarda un po', avevo avuto già il citomegalovirus. Quindi la mia era una seconda infezione, che ho poi scoperto, solo a tarda serata, dopo essere morta di paura, che è molto meno rischiosa in gravidanza.

Quindi ci sono io, un'infezione da citomegalovirus in atto, e un test di gravidanza con una ghost line (nb: tutti i test che ho fatto fino ad oggi sono sempre stati completamente bianchi nella casella del test. Non ho mai visto linee di alcun genere, tanto meno ghost line).
Vado a farmi la manicure da un'altra amica. Mostro il test anche a lei, anche lei non vede nulla.
Comincio a pensare o che sono una visionaria o che solo se cerchi un figlio fai lo scan del test di gravidanza. Se non lo cerchi o non lo hai mai cercato se sul test non c'è una linea evidente, allora per te è nullo. Perchè vi giuro, una lineetta c'era, seppur flebile!
Quindi finalmente, dopo una giornata tra un misto di tensione e attesa, torno a casa e mostro il famoso test a mio marito. E lui la vede! Concorda col dire che è flebile, impercettibile, ma sì, c'è. Non sono pazza.
Quindi, dato che dovevo rifare la pipì (non l'avevo più fatta dal momento del test) prendo un test di gravidanza one step (ho anche due clear blue, ma me li tengo per momenti più certi), quelli a strisciolina con il manico blu, e manco il tempo di asciugarmi che vedo una bella macchia di sangue -.-" Il test ovviamente è bianco che più bianco non si può... e io che mi sento presa per il culo da una ghost line e mi sento pure in colpa per aver  dato una falsa speranza a me e a mio marito.
Se non altro mi sono consolata pensando che probabilmente avrei temuto per la salute del mio fagiolino se fossi stata incinta proprio in questo momento... e che appena mi arriva il ciclo vero (probabilmente domani) posso andare a fare gli esami ormonali e il famoso amh (e non vi nascondo che ho un po' paura).
Spero abbiate gradito uno scorcio di Blueberry in Madland, e stay tuned, sono certa che ce ne saranno molti ancora a venire XD
Ah, e vi ho anche fatto indirettamente una recensione sui test di gravidanza Dr. Marcus: se siete cacciatrici, non comprateli, vi illuderanno soltanto. Per tutte le altre: di certo il test sarà positivo per voi, ma dato che un figlio probabilmente non lo cercavate, ora starete cercando informazioni sulla possibilità che il test dr. marcus possa sbagliarsi (da qui siete capitate sul mio blog). Mi spiace, i falsi postivi non esistono, se la linea c'è, ed è evidente, siete incinte, congratulazioni ;)

lunedì 9 gennaio 2017

Gli annunci delle gravidanze su facebook (e sui social in genere).

Di tanto in tanto sulla mia bacheca facebook appare l'allegro annuncio di una gravidanza da parte di una persona tra i miei contatti.
L'ultima è stata quella di una mia ex collega dell'università, che si è spostata "solo" l'anno scorso. Percepite la punta di invidia nella mia frase?
Sì, sono una brutta persona.
Guardando l'annuncio della sua gravidanza (una semplice foto di un pancione generico con la scritta "il più bel dono del 2017 sei tu", che sono quelli che reggo di meno perchè sono quelle foto smielate prese da quelle pagine che sfornano ogni giorno meme banali che la gente condivide come fossero perle di saggezza) la prima cosa che ho detto è stata "eccone un'altra"... sì, perchè negli ultimi anni altre mie colleghe dell'università (o di lavoro) si sono sposate e poi sono rimaste incinta, quasi come se fosse una catena di montaggio, una conseguenza fisiologica, e io sono l'oggetto fallato di tale catena, dove la fase finale non è pervenuta (al momento).
Poi però ho cercato di inviarle le mie energie positive. Mi sono detta che in realtà a me fa piacere che lei (o le altre) sia incinta, perchè l'avere un figlio è un dono, è una benedizione, e spero solo che si renda conto di quanta fortuna ha tra le mani (o nella pancia, fate voi).
Ogni tanto questo annuncio continua a rimbalzarmi su in alto nella bacheca, perchè ovviamente riuppato dai commenti che riceve, e io sono costretta a riguardarlo ormai da 3 giorni, perchè ogni volta che apro facebook e scorro la mia bacheca, inevitabilmente è tra i miei feed. E ogni volta è una micro puntura al cuore...
Sarà che sono prossima alle mie cose, e forse se lo avessi visto anche solo 15 giorni fa, l'avrei preso un po' meglio.

Ma a chi voglio darla a bere?

un paio di settimane fa ho visto un altro annuncio di gravidanza, sempre su facebook, ma questo era diverso. La persona in questione, dopo aver annunciato il lieto evento, ha specificato che sapeva che questo genere di post potevano urtare la sensibilità di alcuni, e che la ricerca di quel figlio gli aveva occupato la vita negli ultimi 2 anni e mezzo... ho capito che c'era stata sofferenza, che quel figlio era stato cercato, voluto fortemente, e che era venuto dopo una valle di lacrime, tristezza e test negativi.
L'ho apprezzato. Ho apprezzato che in un annuncio di gioia l'autrice abbia avuto un occhio di riguardo per una categoria di cui ha fatto parte anche lei per ben due anni.
Lo capisci quando chi annuncia la sua gravidanza l'ha ottenuta con relativa facilità e chi invece ha dovuto lottare le unghie e con i denti.
E non fraintendetemi, non è che non apprezzi coloro che ce la fanno normalmente... per me siamo tutte uguali. Mi fa solo male che la loro gioia mi venga sbattuta in faccia senza un po' di sensibilità, perchè, diciamoci la verità, queste donne non vengono minimamente sfiorate dall'infertilità. Non sanno nemmeno cos'è. Non sanno come ci si senta, cosa fa alla coppia, all'intimità, al tuo desiderio più profondo di essere madre... forse si sensibilizzano un po' se hanno amiche o parenti che ci sono passati, ma di base, per loro la maternità è facile come andare a fare la spesa, o prenotare un tavolo in un ristorante molto richiesto (può volerci un po', ma basta un po' di organizzazione e ce la si fa).
E la loro insensibilità mi ferisce. Anche se non possono farci nulla. Non è colpa loro. Non lo fanno di proposito. Sono giustamente felici di avere una vita che cresce dentro di loro e vogliono rendere partecipi gli altri.

Ho detto a mio marito che quando noi ce la faremo e annunceremo di essere incinti, cercherò di essere il più delicata possibile per quelle persone che, come noi, ancora lo stanno aspettando quel positivo che ti cambia la vita. Dirò quanta fatica ci è costato, quanto tempo abbiamo dovuto attendere... credo che questo, in un post di gravidanza, posta fare molta differenza. Può dare speranza a coloro che la speranza la stanno perdendo.
Per me, personalmente è così. Quando vedo che a farcela è una cacciatrice di lunga data, o una piemmina, mi si riempie il cuore di gioia e di speranza, per tutte noi. Il loro positivo è un po' quello di tutte noi. E una volta che sei stata una cacciatrice... lo sei sempre. Lo si capisce da come parli della tua gravidanza. Perchè non la dai per scontata, e non dai per scontato che restare incinta sia facile per tutte.

Ad ogni modo auguro ogni bene alla mia ex collega e al suo bambino. Mi dispiace di come mi sento, mi sento in colpa per l'invidia che provo, perchè non è un sentimento che mi appartiene, eppure non riesco a liberarmene per quanto riguarda questo ambito della mia vita.
Ho allontanato alcune persone dalla mia vita proprio perchè erano invidiose in modo maligno di me e di mio marito, e potevo vedere questo sentimento divorarle da dentro...
Insomma, non credo di provare questo tipo di invidia. Provo una punta di invidia. E' una punturina che sento nel cuore quando vedo che altri hanno quello che io tanto agogno.
Per allontanarla penso a cose belle. Penso alle mie fortune. E penso al nostro piano B (la pma) e prego Dio che ci porti a stringere nostro figlio. Perchè un fallimento è fuori questione.

mercoledì 21 dicembre 2016

Se non resti incinta è solo una questione di mente

Esco a cena con le mie migliori amiche. Si parla dei nostri progetti per quanto riguarda la PMA, dato che il tempo di tentativi "al naturale" che ci siamo dati sta scadendo.
Purtroppo, con tutte le loro buone intenzioni, dubito che le mie amiche comprendano a pieno la nostra scelta. A. pensa che data la mia giovane età dovremmo adottare "tanto siamo giovani e i figli ce li danno subto". Ora non so se questa cosa sia vera o meno, ma so che in Italia è molto difficle adottare, e se vuoi adottare è meglio che ti rivolgi all'estero e costa molto di più della PMA. In oltre Marito non è aperto al discorso adozione, e non so nemmeno se lo sono io al momento.
B. che è molto empatica cerca di capire e mi fa delle domande sull'iter.
C., sentendo dei nostri piani, dice che secondo lei è una questione di testa, di rilassamento (non di astenozoospermia di Marito e dei suoi testicoli più piccoli della norma). Al che devo ricorrere a tutte le mie forze per non esplodere e per mantenere la calma - perchè ovviamente è tipo la trilionesima volta che sento questa cosa.
"Io mi auguro che tu non ti debba mai trovare nella mia situazione" le ho detto "ma ti assicuro che se dopo mesi di tentativi e con una causa conclamata (ma fai pure senza) qualcuno ti dice che devi solo rilassarti, l'unica cosa che vuoi fare è sbattere la loro testa nel muro" e giuro che ho detto queste parole in modo molto contenuto, ma si capiva che aveva toccato un nervo scoperto. Fatto sta che poco dopo si è scusata. E io le ho detto che era tutti ok, e che probabilmente avrei detto la stessa cosa anche io al suo posto (o forse no) ma che se non ti trovi a combattere l'infertilità è una cosa che non si comprende davvero finchè non capita a te.
E io non voglio che nessuna debba stare male come sto male io. Vorrei solo che le persone che mi sono vicine mi capissero. Ma so di chiedere tanto. E' come chiedere a un astemio di empatizzare con i motivi per cui qualcuno è un alcolizzato. Gli può dispiacere per l'alcolizzato, ma non capirà MAI davvero i motivi che spinge la tal persona a bere. Non so se ho fatto un esempio calzante, però secondo me chi non ha ancora provato ad avere dei figli, o li ha avuti senza applicarsi a farli (è successo subito o quasi subito) ha difficoltà a comprendere i sentimenti di chi vuole un figlio e, per un motivo o per un altro, non riesce ad averlo.
Vorrei che si mettessero nei miei panni anche solo per un giorno, tipo quando mi viengono le mie cose e ogni speranza che ancora avevo si infrange. Forse il dolore che provo gli resterebbe impresso. Forse capirebbero che non c'entra il rilassamento, dato che quando faccio l'amore con mio marito non penso che lo stiamo facendo per concepire, ma lo facciamo perchè ci va prima di tutto. Forse capirebbero che anche se speri con tutte le tue forze che uno spermatozoo arrivi dove deve, è molto difficile che ce la faccia senza un cospicuo esercito di compagni che lo aiuti a risalire le tube. E se i numeri non sono dalla nostra, davvero solo un miracolo può farmi restare incinta.
Forse capirebbero che l'ansia non ce l'ho nemmeno più. Ho tre fasi nei 30 giorni del mio ciclo, e forse sono dettate dagli ormoni ma sono pressappoco così: fase inizio ciclo, rassegnazione, tristezza, paura di non vedere mai il traguardo. E' la fase delle domande, delle lacrime, degli abbracci impotenti ma carichi d'amore di mio marito. E' la fase in cui sono più suscettibile alle scemenze dette dalle persone sulla nostra situazione.
Fase pre ovulazione/ovulazione: è la fase del provare. Sono animata da una buona dose di speranza, ma non sono più ossessionata dalla baby dance come nei primi mesi, dove credevo fosse solo una questione di avere più rapporti concentrati. E' la fase dove mi godo di più mio marito nella nostra intimità. E' la fase in cui a volte mi lascio andare al pensiero di quel famoso spermatozoo, che unito al mio ovulo diventa il nostro bambino. E' una fase in cui sono molto positiva, o comunque neutrale, ma mai negativa. Un po' come quelli che giocano d'azzardo e pensano che questa volta possono vincere il jackpot, perchè ci hanno provato così tante volte che per una statistica dopo un tot di tentativi qualcosa la vinci!
Fase che va da una settimana prima del ciclo al ciclo: di solito qui iniziano a presentarsi i sintomi del mestruo. Quindi il seno che mi fa male, ogni giorno sempre di più. Verso il 5-6 po a volte ho delle perdite che poi si fermano. Piccoli crampetti addominali che vanno e vengono. Poi all'11 po, puntuale, primo spotting che decreta la fine dei giochi. A volte si prende gioco di me perchè va e viene. Ma poi inizia e non puoi farci nulla. Questa è la fase delle speranze che si sbriciolano, lentamente. E' la fase in cui cerco di dirmi che tanto lo sapevo, che non mi importa, che io e Marito stiamo bene anche da soli. Il che è vero! Noi stiamo davvero bene da soli. Ma io vado in giro nel mondo con un buco a forma del mio bambino nel cuore. E fa sempre più male.
Ammiro quelle persone che aspettano. Quelle che dicono che prima o poi arriverà e che intanto loro aspettano continuando a provare con gli unici mezzi che hanno.
Io non riesco. Come ho già detto, il tempo che passa è una cosa che mi atterrisce. E non voglio arrivare a 40 anni, guardarmi indietro, e dire "ah se avessi fatto!"
Ci sono tante persone che col corso del tempo ce l'hanno fatta senza supporti medici, anche se la medicina li aveva battezzati sterili.
Ma io non riesco. Ho 29 anni, sono "giovane" e ho sempre voluto avere figli da giovane. Se la natura me l'avesse permesso sarei diventata madre a 28, ma non è stato così. Preferisco provare la strada della PMA, seppur mi spaventa, che aspettare un qualcosa che non so se accadrà. Perchè la paura che potremmo aspettare in eterno e finire il tempo a nostra disposizione mi fa ancora pià paura.

martedì 20 dicembre 2016

Almeno c'è la PMA

Torno qui dopo sei mesi.
No, non sono rimasta incinta, e anzi, abbiamo scoperto il 17 agosto che l'astenospermia di mio marito è peggiorata con l'assunzione dell'integratore datogli dal suo andrologo.
Per cui lo ha sospeso e per quattro mesi circa non ha preso nulla, fino ad ora dove ha ripreso ad assumere la Maca che almeno pareva aver sortito un certo effetto.
Io oscillo da momenti di euforia del tipo "ma sì; prima o poi ce la faremo; siamo giovani; Dio è dalla nostra; almeno c'è la PMA" a momenti di totale sconforto che di solito coincidono con il mestruo, in cui mi sento schiacciata dalla nostra situazione. E questo è uno di quei momenti.
La PMA è sempre più una spiaggia possibile, e pensarci non mi fa sentire meglio, ma anzi mi getta in uno sconforto enorme. Oltre al fatto che la scelta del centro è difficilissima poichè ci sono in ballo non solo dei soldi, ma anche il tempo, il cui scorrere mi spaventa tantissimo, è proprio il pensiero di non essere riusciti a concepire nostro figlio con i soli nostri mezzi a tormentarmi.
Mi domando se davvero il problema siano solo gli spermatozoi di mio marito, o se sia io a interferire in qualche modo anche solo con la mente... ormai nulla mi sembra più improbabile. Se prima avrei cavato gli occhi a chi mi diceva che la mi ansia inteferiva, oggi forse mi farebbe comunque arrabbiare, ma penserei poi che forse tutti i torti non ha. Anche se devo ammettere che ormai non ho più l'ansia del rapporto perfetto al monento perfetto, e nemmeno dell'"oddio questo è IL mese". Semplicemente sono più realista sul fatto che probabilmente per noi ci vuole più di un rapporto o di una serie di rapporti ben assestati.

Anche la mia fede vacilla in questo periodo. Forse perchè dopo l'ultimo referto ad agosto, avevo interpretato la cosa come un modo di Dio di richiamarmi a sè e di dirmi "vedi? hai passato un anno a preoccuparti di cosa potevi fare o non fare per raggiungere il tuo obbiettivo, e non hai lasciato che io facessi". Quindi ho adottato un altro modo di fare. Ho smesso appunto di preoccuparmi di cosa assumevamo (vitamine, integratori, medicine ecc), o di fare stick o di prendere la TB e fare altre cose simili. Siamo stati molto più sereni da quel punto di vista, e in generale, devo ammettere. Per alcuni di voi può sembrare assurdo, ma ho pregato, affidando a Dio e solo a lui l'outcome di questa storia. Ci siamo dati 6 mesi di tempo prima di procedere con la PMA. Ebbene, è scaduto il 4° mese qualche giorno fa con l'arrivo del mio ciclo. E il fatto di trovarci sempre nella stessa situazione mi fa sentire abbandonata anche da Dio, in cui ho sempre creduto fermamente.
Dio mi ha davvero sempre aiutata nel corso della mia vita. Se c'era un problema, io mi rivolgevo a lui affidandogli la situazione, e le cose si risolvevano. Spesso in tempi brevi, altre volte ci hanno messo più tempo, come per il lavoro. La soluzione migliore è sempre avvenuta, anche quando io avrei voluto che le cose andassero in modo diverso. ed è quello che sto cercando di dirmi ora... Che anche se io non vedo tutto il percorso che ho davanti, ma solo un pezzetto alla volta, Dio sa che desideriamo un figlio. Dio sa che voglio essere madre, e mi guiderà fino alla risposta alle mie preghiere.
Il fatto che fino ad ora non abbiamo avuto successo in modo naturale, mi fa pensare che la strada possa essere la PMA, anche se la cosa mi spaventa per tante ragioni. Il fallimento in primis. Ho paura di fare un buco nell'acqua e di aver fatto tutto per nulla. Il tempo che scorre inesorabile e le liste d'attesa che non aiutano mi fanno paura...
Ieri mio marito mi ha chiesto cosa sarebbe successo fra noi se tra X anni saremmo ancora stati senza figli. Ha paura che questo desiderio che è così grande per me possa allontanarci o rompere il nostro rapporto. Non so perchè lo abbia pensato. Forse perchè sa che io mi sentirei non completa nel mio percorso come donna se non dovessi riuscire a coronare il mio sogno, e teme che io possa voler cercare altrove quello che lui non può darmi.
Le sue parole mi hanno scavato un buco dentro. Non potrei mai lasciare mio marito per una cosa simile. L'unica cosa che potrei imputargli e di non aver fatto tutto ciò che è in suo potere per raggiungere il nostro obbiettivo. Però mi sono immaginata in uno scenario senza figli, e al momento l'idea mi fa stare malissimo. Come se non riuscissi ad accettare una fine del genere. Quando ci penso mi manca il respiro. Mi si stringe il cuore e sento il petto esplodermi mentre gli occhi si riempiono di lacrime in modo incontrollato.
Se ne parlo con qualcuno che non sia mio marito, anche se cerco di fare la dura o l'indifferente, sento distintamente che è solo un muro quello che ho messo su, che può crollare da un momento all'altro. Per questo cerco di evitare l'argomento più che posso con amici o parenti.
Mi domando sempre perchè è toccata a noi questa sorte. Se per colpa del fatto che ne ho sempre avuto così paura, di essere infertili dico, che alla fine si è materializzata. O se è il karma che controbilancia il fatto che io e mio marito ci amiamo, che abbiamo tutti e due dei bei lavori, che stiamo in una casa dove ci sentiamo bene, insomma... le famiglie del mulino bianco non possono esistere, dico bene? Ci deve essere sempre un neo. Qualcosa che disturba la gioia.
E io glielo permetto. Perchè se fossi più forte potrei concentrarmi su quello che ho, come fa mio marito. Se fossi meno egoista penserei che ho già mille fortune e il non poter avere un figlio è poca cosa in confronto alle sofferenze di tante altre persone. Io sono grata per quello che la vita mi ha riservato. E vorrei tanto infischiarmente di questo problema. O almeno vedere il lato positivo che c'è la medicina a venirci incontro... eppure non riesco. Paradossalmente mi fa stare meglio il pensiero che un giorno, per una BDC (botta di c**o) potrei rimanere incinta, che il fatto di dovermi affidare alla medicina per realizzare il mio sogno. Non so perchè... forse la spiegazione è che trovo ingiusto che ci venga impedito di fare dei figli nel modo classico, e ci resti solo il freddo laboratorio e tutta la sua burocrazia ed esami come scelta. Forse è questo che mi fa star male più di tutti. Eppure so che devo essere grata perchè almeno c'è la PMA.