Di tanto in tanto sulla mia bacheca facebook appare l'allegro annuncio di una gravidanza da parte di una persona tra i miei contatti.
L'ultima è stata quella di una mia ex collega dell'università, che si è spostata "solo" l'anno scorso. Percepite la punta di invidia nella mia frase?
Sì, sono una brutta persona.
Guardando l'annuncio della sua gravidanza (una semplice foto di un pancione generico con la scritta "il più bel dono del 2017 sei tu", che sono quelli che reggo di meno perchè sono quelle foto smielate prese da quelle pagine che sfornano ogni giorno meme banali che la gente condivide come fossero perle di saggezza) la prima cosa che ho detto è stata "eccone un'altra"... sì, perchè negli ultimi anni altre mie colleghe dell'università (o di lavoro) si sono sposate e poi sono rimaste incinta, quasi come se fosse una catena di montaggio, una conseguenza fisiologica, e io sono l'oggetto fallato di tale catena, dove la fase finale non è pervenuta (al momento).
Poi però ho cercato di inviarle le mie energie positive. Mi sono detta che in realtà a me fa piacere che lei (o le altre) sia incinta, perchè l'avere un figlio è un dono, è una benedizione, e spero solo che si renda conto di quanta fortuna ha tra le mani (o nella pancia, fate voi).
Ogni tanto questo annuncio continua a rimbalzarmi su in alto nella bacheca, perchè ovviamente riuppato dai commenti che riceve, e io sono costretta a riguardarlo ormai da 3 giorni, perchè ogni volta che apro facebook e scorro la mia bacheca, inevitabilmente è tra i miei feed. E ogni volta è una micro puntura al cuore...
Sarà che sono prossima alle mie cose, e forse se lo avessi visto anche solo 15 giorni fa, l'avrei preso un po' meglio.
Ma a chi voglio darla a bere?
un paio di settimane fa ho visto un altro annuncio di gravidanza, sempre su facebook, ma questo era diverso. La persona in questione, dopo aver annunciato il lieto evento, ha specificato che sapeva che questo genere di post potevano urtare la sensibilità di alcuni, e che la ricerca di quel figlio gli aveva occupato la vita negli ultimi 2 anni e mezzo... ho capito che c'era stata sofferenza, che quel figlio era stato cercato, voluto fortemente, e che era venuto dopo una valle di lacrime, tristezza e test negativi.
L'ho apprezzato. Ho apprezzato che in un annuncio di gioia l'autrice abbia avuto un occhio di riguardo per una categoria di cui ha fatto parte anche lei per ben due anni.
Lo capisci quando chi annuncia la sua gravidanza l'ha ottenuta con relativa facilità e chi invece ha dovuto lottare le unghie e con i denti.
E non fraintendetemi, non è che non apprezzi coloro che ce la fanno normalmente... per me siamo tutte uguali. Mi fa solo male che la loro gioia mi venga sbattuta in faccia senza un po' di sensibilità, perchè, diciamoci la verità, queste donne non vengono minimamente sfiorate dall'infertilità. Non sanno nemmeno cos'è. Non sanno come ci si senta, cosa fa alla coppia, all'intimità, al tuo desiderio più profondo di essere madre... forse si sensibilizzano un po' se hanno amiche o parenti che ci sono passati, ma di base, per loro la maternità è facile come andare a fare la spesa, o prenotare un tavolo in un ristorante molto richiesto (può volerci un po', ma basta un po' di organizzazione e ce la si fa).
E la loro insensibilità mi ferisce. Anche se non possono farci nulla. Non è colpa loro. Non lo fanno di proposito. Sono giustamente felici di avere una vita che cresce dentro di loro e vogliono rendere partecipi gli altri.
Ho detto a mio marito che quando noi ce la faremo e annunceremo di essere incinti, cercherò di essere il più delicata possibile per quelle persone che, come noi, ancora lo stanno aspettando quel positivo che ti cambia la vita. Dirò quanta fatica ci è costato, quanto tempo abbiamo dovuto attendere... credo che questo, in un post di gravidanza, posta fare molta differenza. Può dare speranza a coloro che la speranza la stanno perdendo.
Per me, personalmente è così. Quando vedo che a farcela è una cacciatrice di lunga data, o una piemmina, mi si riempie il cuore di gioia e di speranza, per tutte noi. Il loro positivo è un po' quello di tutte noi. E una volta che sei stata una cacciatrice... lo sei sempre. Lo si capisce da come parli della tua gravidanza. Perchè non la dai per scontata, e non dai per scontato che restare incinta sia facile per tutte.
Ad ogni modo auguro ogni bene alla mia ex collega e al suo bambino. Mi dispiace di come mi sento, mi sento in colpa per l'invidia che provo, perchè non è un sentimento che mi appartiene, eppure non riesco a liberarmene per quanto riguarda questo ambito della mia vita.
Ho allontanato alcune persone dalla mia vita proprio perchè erano invidiose in modo maligno di me e di mio marito, e potevo vedere questo sentimento divorarle da dentro...
Insomma, non credo di provare questo tipo di invidia. Provo una punta di invidia. E' una punturina che sento nel cuore quando vedo che altri hanno quello che io tanto agogno.
Per allontanarla penso a cose belle. Penso alle mie fortune. E penso al nostro piano B (la pma) e prego Dio che ci porti a stringere nostro figlio. Perchè un fallimento è fuori questione.
lunedì 9 gennaio 2017
martedì 3 gennaio 2017
Di ricette e di dubbi
Andare dal medico di base è un po' come sfidare la sorte.
Avevo l'appuntamento questa volta, alle 11.45. Avrei finito per tempo per raggiungere Marito per pranzo! O almeno così credevo...
Arrivo e nella piccola sala d'aspetto ci saranno state quindici persone.
Già lì, avevo iniziato a dubitare per il mio pranzo con Marito.
La segretaria era sparita nella stanza della Medica e c'è rimasta un buon quarto d'ora. Poi esce, distribuendo ricette e fogli a destra e a manca, e la folla inizia a sfoltirsi un po'.
La speranza mi risale. Forse forse riesco a fare in tempo.
In fondo c'era solo una persona avanti a me in ordine di prenotazione!
Purtroppo mi era sfuggito il fatto che la Medica fosse in ritardo di un'ora e mezza sugli appuntamenti... quindi ho atteso fino alle 13 per poter finalmente entrare a farmi rifare le ricette errate della volta scorsa.
Il problema era stato che la segretaria, la volta scorsa, si era presa il mio foglio degli esami e insieme alla Medica avevano scritto gli esami un po' ad cacchium.
Tipo, in un unica ricetta avevano messo tutti gli esami del sangue possibili ed immaginabili senza rendersi conto che con molta probabilità non sarebbe stato possibile eseguirli tutti insieme, vuoi perchè per forza di cose i dosaggi ormonali dovevo farli il 4° giorno del ciclo e tramite il cup non avevano la data libera per permettermi di farli. Vuoi perchè in alcuni centri non fanno tutti gli esami riportati sulle ricette... alla fine ho potuto prenotarne solo una parte e gli altri ho dovuto farmeli riprescrivere.
La Medica è stata gentile. E' una signora sulla sessantina che a me personalmente piace molto, perchè è dolce e non ti arronza. Però proprio non mi piace la sua segretaria... non so perchè. Forse perchè mi pare che ogni volta tratta noi pazienti come poveri idioti che vanno dal medico per farsi un giro, non avendo niente di meglio da fare. Poi perchè sembra sempre che le stai chiendo la luna, quando magari vuoi solo farti scrivere un'impegnativa o una ricetta.
Comunque, alle 13.07 finalmente esco trionfante con le mie bellissime ricette rosse, e stavolta quasi non vedo l'ora che mi arrivi il ciclo (e lo stipendio) per fare gli esami restanti. Poi se non arriva e finalmente sono incinta, tanto meglio.
Google comunque sarà la mia rovina. Tutti i dubbi che mi possono venire in mente li googlo per confermarli o confutarli.
Quello che mi assilla al momento è la IUI. Io non la voglio fare. Non credo sia la tecnica giusta per la nostra situazione e per gli spermini di Marito, quindi spero che al centro ci propongano direttamente la Fivet o la Icsi. Per voi come ha funzionato? Ne sapete qualcosa?
Saremo costretti a fare la IUI comunque prima di passare ad altro?
E poi, quanti tentativi si hanno con il SSN? 3 per tutta l'italia o cambia da regione a regione. Cioè, se io vengo dall'Emilia Romagna, ho solo 3 tentativi per sempre, o sono 3 tentativi in Emilia, 3 in Toscana, Infiniti in Lombardia (dove non c'è il tetto massimo) ecc?
Su internet trovo troppe info contrastanti.
Comunque chiederò al centro al nostro primo colloquio, ma se voi ne sapete qualcosa, vi prego di farmelo sapere, grazie!
Avevo l'appuntamento questa volta, alle 11.45. Avrei finito per tempo per raggiungere Marito per pranzo! O almeno così credevo...
Arrivo e nella piccola sala d'aspetto ci saranno state quindici persone.
Già lì, avevo iniziato a dubitare per il mio pranzo con Marito.
La segretaria era sparita nella stanza della Medica e c'è rimasta un buon quarto d'ora. Poi esce, distribuendo ricette e fogli a destra e a manca, e la folla inizia a sfoltirsi un po'.
La speranza mi risale. Forse forse riesco a fare in tempo.
In fondo c'era solo una persona avanti a me in ordine di prenotazione!
Purtroppo mi era sfuggito il fatto che la Medica fosse in ritardo di un'ora e mezza sugli appuntamenti... quindi ho atteso fino alle 13 per poter finalmente entrare a farmi rifare le ricette errate della volta scorsa.
Il problema era stato che la segretaria, la volta scorsa, si era presa il mio foglio degli esami e insieme alla Medica avevano scritto gli esami un po' ad cacchium.
Tipo, in un unica ricetta avevano messo tutti gli esami del sangue possibili ed immaginabili senza rendersi conto che con molta probabilità non sarebbe stato possibile eseguirli tutti insieme, vuoi perchè per forza di cose i dosaggi ormonali dovevo farli il 4° giorno del ciclo e tramite il cup non avevano la data libera per permettermi di farli. Vuoi perchè in alcuni centri non fanno tutti gli esami riportati sulle ricette... alla fine ho potuto prenotarne solo una parte e gli altri ho dovuto farmeli riprescrivere.
La Medica è stata gentile. E' una signora sulla sessantina che a me personalmente piace molto, perchè è dolce e non ti arronza. Però proprio non mi piace la sua segretaria... non so perchè. Forse perchè mi pare che ogni volta tratta noi pazienti come poveri idioti che vanno dal medico per farsi un giro, non avendo niente di meglio da fare. Poi perchè sembra sempre che le stai chiendo la luna, quando magari vuoi solo farti scrivere un'impegnativa o una ricetta.
Comunque, alle 13.07 finalmente esco trionfante con le mie bellissime ricette rosse, e stavolta quasi non vedo l'ora che mi arrivi il ciclo (e lo stipendio) per fare gli esami restanti. Poi se non arriva e finalmente sono incinta, tanto meglio.
Google comunque sarà la mia rovina. Tutti i dubbi che mi possono venire in mente li googlo per confermarli o confutarli.
Quello che mi assilla al momento è la IUI. Io non la voglio fare. Non credo sia la tecnica giusta per la nostra situazione e per gli spermini di Marito, quindi spero che al centro ci propongano direttamente la Fivet o la Icsi. Per voi come ha funzionato? Ne sapete qualcosa?
Saremo costretti a fare la IUI comunque prima di passare ad altro?
E poi, quanti tentativi si hanno con il SSN? 3 per tutta l'italia o cambia da regione a regione. Cioè, se io vengo dall'Emilia Romagna, ho solo 3 tentativi per sempre, o sono 3 tentativi in Emilia, 3 in Toscana, Infiniti in Lombardia (dove non c'è il tetto massimo) ecc?
Su internet trovo troppe info contrastanti.
Comunque chiederò al centro al nostro primo colloquio, ma se voi ne sapete qualcosa, vi prego di farmelo sapere, grazie!
lunedì 2 gennaio 2017
Anno nuovo, percorso nuovo.
Buon 2017 a tutti!!
Questo 31 dicembre l'abbiamo passato a casa nostra in compagnia dei nostri amici, a mangiare, parlare e giocare e a mezzanotte abbiamo fatto volare le lanterne cinesi. Volevo però che ognuno esprimesse un desiderio e lo legasse alla lanterna.
Ovviamente potete immaginare quale fosse il mio. Io e mio marito abbiamo legato ognuno il suo deisderio ad un'asticella della nostra lanterna.... ma il mio si è carbonizzato sulla fiamma... sarà un brutto segno?!
Ad ogni modo, ho ricevuto il listone di esami per me e Marito da fare prima di fissare un colloquio con la clinica.
Oggi abbiamo fatto il primo prelievo per verificare le malattie infettive (epatite a, b c, hiv ecc), e se ho preso toxo e citomegalovirus in questo periodo, e altre robine di cui non ricordo la sigla.
Ho fatto anche l'eco transvaginale. E avevo già tra gli esami all'attivo eco mammaria e pap test si cui non trovavo il referto!
Per fortuna, dopo aver scritto al consultorio dove l'alvevo fatto e aver fatto due o tre telefonate, l'ospedale della mia città è riuscito a ristamparmi una copia, così non devo rifare questo esame e sono soldini risparmiati che non fanno mai male.
I prossimi esami sono: dosaggi ormonali e amh appena mi arriva il ciclo (e anche lì, per trovare chi facesse l'amh non è stato facile nemmeno un po'!). In più l'elettroforesi emoglobina, sempre nello stesso esame del sangue.
La cosa più complicata è stato capire come e dove fare l'esame per la fibrosi cistica.
Nella mia regione le liste sono lunghe: un mese per fare l'esame, e un mese, un mese e mezzo per i risultati.
Io non sono una persona paziente, e per me non vale il discorso "hai già aspettato 16 mesi, che ti costa aspettarne un altro paio?!"... no, col cavolo! Il tempo è prezioso, per cui no grazie, vedo di fare in un altro modo.
Quindi, spulciando qua e là in internet trovo dei post in cui si parla di fare l'esame a Padova senza lista d'attesa e in libero accesso.
Chiamo subito l'ospedale di Padova per sincerarmi di questa cosa. E lì mi confermano che è proprio così!
Quindi il 18 faremo il prelievo per l'analisi genetica della fibrosi, e speriamo sia negativo! Ma insomma, ho già la mutazione del gene BRCA1... ho già dato, no?
Il 26 invece c'è lo spermiogramma di Marito e mancherebbe il mio tampone vaginale/cervicale che potrei fare in questi giorni, senza fretta. Magari appena mi arriva lo stipendio, che qui tra esami del sangue ed eco, solo oggi, ho speso 170 euro. Ma mi consolo pensando che sono tutti soldi che ci porteranno al nostro piccolo. Per cui, ben venga!
Se tutto va come deve andare... dovremmo aver fatto tutti gli esami per il 3 febbraio. Poi potrò chiamare il centro per il primo colloqui che voglio assolutamente fare con il Dr. Br. (di cui molte ragazze che sono state in questa clinica parlano molto bene). Dicono sia un medico molto umano, che si prende il suo tempo con te, spiega tutto nel dettaglio e puoi fargli tutte le domande che vuoi! Insomma, se fosse così, sarebbe il mio medico del cuore.
Ultimamente sto navigando un po' tra i vari vlog di altre cacciatrici piemmine come me. Leggere le loro storie mi da tanta energia. Faccio il tifo per loro, e se hanno già raggiunto il loro traguardo, vado a leggermi i post precedenti, del periodo della pma, e poi quelli della gravidanza.
Mi rivedo nelle loro parole, in quelle di tutte loro. E so che mi comporterò anche io come loro quando aspetterò il mio bambino.
Grazie a tutte voi che lasciate la vostra testimonianza sul web. Quando vi leggo è come seguire un filo di luce in mezzo all'oscurità, e covo la speranza che anche io e Marito possiamo arrivare a coronare il nostro sogno.
Questo 31 dicembre l'abbiamo passato a casa nostra in compagnia dei nostri amici, a mangiare, parlare e giocare e a mezzanotte abbiamo fatto volare le lanterne cinesi. Volevo però che ognuno esprimesse un desiderio e lo legasse alla lanterna.
Ovviamente potete immaginare quale fosse il mio. Io e mio marito abbiamo legato ognuno il suo deisderio ad un'asticella della nostra lanterna.... ma il mio si è carbonizzato sulla fiamma... sarà un brutto segno?!
Ad ogni modo, ho ricevuto il listone di esami per me e Marito da fare prima di fissare un colloquio con la clinica.
Oggi abbiamo fatto il primo prelievo per verificare le malattie infettive (epatite a, b c, hiv ecc), e se ho preso toxo e citomegalovirus in questo periodo, e altre robine di cui non ricordo la sigla.
Ho fatto anche l'eco transvaginale. E avevo già tra gli esami all'attivo eco mammaria e pap test si cui non trovavo il referto!
Per fortuna, dopo aver scritto al consultorio dove l'alvevo fatto e aver fatto due o tre telefonate, l'ospedale della mia città è riuscito a ristamparmi una copia, così non devo rifare questo esame e sono soldini risparmiati che non fanno mai male.
I prossimi esami sono: dosaggi ormonali e amh appena mi arriva il ciclo (e anche lì, per trovare chi facesse l'amh non è stato facile nemmeno un po'!). In più l'elettroforesi emoglobina, sempre nello stesso esame del sangue.
La cosa più complicata è stato capire come e dove fare l'esame per la fibrosi cistica.
Nella mia regione le liste sono lunghe: un mese per fare l'esame, e un mese, un mese e mezzo per i risultati.
Io non sono una persona paziente, e per me non vale il discorso "hai già aspettato 16 mesi, che ti costa aspettarne un altro paio?!"... no, col cavolo! Il tempo è prezioso, per cui no grazie, vedo di fare in un altro modo.
Quindi, spulciando qua e là in internet trovo dei post in cui si parla di fare l'esame a Padova senza lista d'attesa e in libero accesso.
Chiamo subito l'ospedale di Padova per sincerarmi di questa cosa. E lì mi confermano che è proprio così!
Quindi il 18 faremo il prelievo per l'analisi genetica della fibrosi, e speriamo sia negativo! Ma insomma, ho già la mutazione del gene BRCA1... ho già dato, no?
Il 26 invece c'è lo spermiogramma di Marito e mancherebbe il mio tampone vaginale/cervicale che potrei fare in questi giorni, senza fretta. Magari appena mi arriva lo stipendio, che qui tra esami del sangue ed eco, solo oggi, ho speso 170 euro. Ma mi consolo pensando che sono tutti soldi che ci porteranno al nostro piccolo. Per cui, ben venga!
Se tutto va come deve andare... dovremmo aver fatto tutti gli esami per il 3 febbraio. Poi potrò chiamare il centro per il primo colloqui che voglio assolutamente fare con il Dr. Br. (di cui molte ragazze che sono state in questa clinica parlano molto bene). Dicono sia un medico molto umano, che si prende il suo tempo con te, spiega tutto nel dettaglio e puoi fargli tutte le domande che vuoi! Insomma, se fosse così, sarebbe il mio medico del cuore.
Ultimamente sto navigando un po' tra i vari vlog di altre cacciatrici piemmine come me. Leggere le loro storie mi da tanta energia. Faccio il tifo per loro, e se hanno già raggiunto il loro traguardo, vado a leggermi i post precedenti, del periodo della pma, e poi quelli della gravidanza.
Mi rivedo nelle loro parole, in quelle di tutte loro. E so che mi comporterò anche io come loro quando aspetterò il mio bambino.
Grazie a tutte voi che lasciate la vostra testimonianza sul web. Quando vi leggo è come seguire un filo di luce in mezzo all'oscurità, e covo la speranza che anche io e Marito possiamo arrivare a coronare il nostro sogno.
domenica 25 dicembre 2016
E allora si parte!
E poi un giorno ti svegli e la tua percezione delle cose è cambiata...
D'un tratto la PMA non mi fa più così paura, anzi, sembra quasi una strada sicura da imboccare perchè, se non altro, è un alternativa alle delusioni che i nostri corpi ci hanno dato in questi sedici mesi.
Se fino a qualche giorno fa, rivolgerci alla PMA era come accettare che avevamo fallito nella cosa più naturale del mondo, era come ammettere che se fossimo vissuti anche solo un secolo fa (o settanta anni fa) avremmo dovuto arrenderci all'idea che figli nostri avremmo potuto non averne mai, tutto d'un tratto ho abbracciato l'idea di volermi lanciare in questa avventura, forse perchè, solo dopo aver detto "SI" ho sentito che non avevo più riserve o rimostranze a riguardo.
Ma lasciate che vi dica un po' com'è avvenuta la mia "conversione".
Una settimana fa circa ho iniziato a fare ricerche sui vari centri PMA, su dove andare, a quale rivolgerci, quali erano in convenzione, il costo, ecc...
La mia prima scelta era ricaduta su un famoso centro toscano.
Ho quindi chiesto info a riguardo sul mio fidato forum, e una delle mie amiche digitali mi ha invece parlato di un centro in Lombardia, anche esso abbastanza famoso, dove il ticket era molto minore rispetto a quello toscano. In oltre lì ti mandano tutti gli esami da fare via mail prima di fare il primo colloquio, il che mi sembra un'ottima cosa per velocizzare i tempi e pane per i denti di un'organizzatrice provetta come me.
I due centri distano ugualmente due ore da casa mia, per cui la distanza non era una variabile da prendere in considerazione per la scelta.
Chiamo quindi il centro lombardo e loro mi chiedono di mandare una mail per autorizzarli a spedire gli esami in chiaro. Io faccio subito quest'operazione, solo che passano 48 ore senza ricevere risposta...
Finchè venerdì mi decido a chiamare per chiedere se avessero visto o meno la mia mail, e per fortuna che ho chiamato! Era finita nello spam -.-"
In quattro e quattrotto mi mandano gli esami da fare.
Tra questi ci sono solo 2 esami validi che ho già fatto: Pap test e eco mammaria (se non altro la mutazione genetica e il suo protocollo di prevenzione mi vengono in aiuto in questo caso). Solo che non trovo il referto di questo pap test eseguito nel 2015. Panico! Ho rivoltato la casa come un calzino... non c'è traccia del pap test. Ho mandato quindi una mail al consultorio, e credo che appena riapre ci andrò direttamente, per chiedere se possono riesumare loro e ristamparmi il referto.
Ovviamentè è l'unico esame che non è riportato nel mio Fascicolo sanitario online... chissà perchè.
Dopo aver fatto tutte queste cose, e aver quindi deciso di voler fare la PMA, e aver visto che non è detto che si debbano spendere fior di quattrini e fare lunghe liste d'attesa (come sapete il fattore tempo era fondamentale per me), le mie paure e le mie resistenze si sono dissolte.
Tutto d'un tratto non vedo l'ora di iniziare.
Finalmente mi sembra di vedere una luce in fondo al tunnel!
Non ho più paura di farmi di ormoni, o di affrontare qualsiasi esame o visita pur di realizzare il nostro sogno.
Non mi sento più diversa o inferiore a chi un figlio può farlo nell'intimità della sua casa. Mi sento forte come non mai e pronta a fare qualsiasi cosa per dare alla luce i miei figli. Il frutto dell'amore tra me e mio marito.
Per tutto il tempo ho rinnegato la possibilità della PMA, pregando Dio in ostrogoto per chiedergli di compiere un miracolo e di farci avere un figlio naturalmente. Ma lo stavo facendo per me: perchè avevo troppa paura di affrontare la PMA e tutto il bagaglio emotivo che porta con sè.
Ma dovevo solo mettere da parte l'orgoglio e accettare che ci serve aiuto. Che ci serve una mano dalla medicina per realizzare i nostri sogni... Ciò non toglie che quella minima percentuale di possibilità che io resti incinta normalmente esiste ancora, ma non spero più con tutta me stessa SOLO in quella e non ripongo più tutte le mie speranze solo lì. Ora vedo la PMA come una valida e ottima alternativa e mi meraviglio di come io abbia cambiato idea così repentinamente e soprattutto senza alcuna remora.
E' come se avessi fatto il passo decisivo: quello in cui ho smesso di pensare a me e a quello che era giusto per me (concepire nostro figlio in modo tradizionale) e abbia cominciato a pensare che farei di tutto per i nostri figli, anche cose che prima non avevo preso in considerazione.
Oggi è Natale. L'anno scorso ero felice, in questo giorno, ma un velo di tristezza avvolgeva il mio cuore. Non sapevamo ancora che ci fosse un problema, ma il mio sesto senso mi diceva che qualcosa non andava. Ricordo di non essermi goduta a pieno le feste per questa sensazione che sentivo come uno spillo nel cuore. E infatti di lì a pochi giorni avremmo scoperto la verità...
Questo Natale posso davvero dire di essere felice. Sento invece che abbiamo imboccato la strada giusta e che il 2017 sarà carico di bellissimi doni, e uno di questi sarà il nostro bambino. Spero che anche sta volta il mio sesto senso ci prenda! Se non altro è una previsione bellissima.
Buon Natale a tutti voi.
D'un tratto la PMA non mi fa più così paura, anzi, sembra quasi una strada sicura da imboccare perchè, se non altro, è un alternativa alle delusioni che i nostri corpi ci hanno dato in questi sedici mesi.
Se fino a qualche giorno fa, rivolgerci alla PMA era come accettare che avevamo fallito nella cosa più naturale del mondo, era come ammettere che se fossimo vissuti anche solo un secolo fa (o settanta anni fa) avremmo dovuto arrenderci all'idea che figli nostri avremmo potuto non averne mai, tutto d'un tratto ho abbracciato l'idea di volermi lanciare in questa avventura, forse perchè, solo dopo aver detto "SI" ho sentito che non avevo più riserve o rimostranze a riguardo.
Ma lasciate che vi dica un po' com'è avvenuta la mia "conversione".
Una settimana fa circa ho iniziato a fare ricerche sui vari centri PMA, su dove andare, a quale rivolgerci, quali erano in convenzione, il costo, ecc...
La mia prima scelta era ricaduta su un famoso centro toscano.
Ho quindi chiesto info a riguardo sul mio fidato forum, e una delle mie amiche digitali mi ha invece parlato di un centro in Lombardia, anche esso abbastanza famoso, dove il ticket era molto minore rispetto a quello toscano. In oltre lì ti mandano tutti gli esami da fare via mail prima di fare il primo colloquio, il che mi sembra un'ottima cosa per velocizzare i tempi e pane per i denti di un'organizzatrice provetta come me.
I due centri distano ugualmente due ore da casa mia, per cui la distanza non era una variabile da prendere in considerazione per la scelta.
Chiamo quindi il centro lombardo e loro mi chiedono di mandare una mail per autorizzarli a spedire gli esami in chiaro. Io faccio subito quest'operazione, solo che passano 48 ore senza ricevere risposta...
Finchè venerdì mi decido a chiamare per chiedere se avessero visto o meno la mia mail, e per fortuna che ho chiamato! Era finita nello spam -.-"
In quattro e quattrotto mi mandano gli esami da fare.
Tra questi ci sono solo 2 esami validi che ho già fatto: Pap test e eco mammaria (se non altro la mutazione genetica e il suo protocollo di prevenzione mi vengono in aiuto in questo caso). Solo che non trovo il referto di questo pap test eseguito nel 2015. Panico! Ho rivoltato la casa come un calzino... non c'è traccia del pap test. Ho mandato quindi una mail al consultorio, e credo che appena riapre ci andrò direttamente, per chiedere se possono riesumare loro e ristamparmi il referto.
Ovviamentè è l'unico esame che non è riportato nel mio Fascicolo sanitario online... chissà perchè.
Dopo aver fatto tutte queste cose, e aver quindi deciso di voler fare la PMA, e aver visto che non è detto che si debbano spendere fior di quattrini e fare lunghe liste d'attesa (come sapete il fattore tempo era fondamentale per me), le mie paure e le mie resistenze si sono dissolte.
Tutto d'un tratto non vedo l'ora di iniziare.
Finalmente mi sembra di vedere una luce in fondo al tunnel!
Non ho più paura di farmi di ormoni, o di affrontare qualsiasi esame o visita pur di realizzare il nostro sogno.
Non mi sento più diversa o inferiore a chi un figlio può farlo nell'intimità della sua casa. Mi sento forte come non mai e pronta a fare qualsiasi cosa per dare alla luce i miei figli. Il frutto dell'amore tra me e mio marito.
Per tutto il tempo ho rinnegato la possibilità della PMA, pregando Dio in ostrogoto per chiedergli di compiere un miracolo e di farci avere un figlio naturalmente. Ma lo stavo facendo per me: perchè avevo troppa paura di affrontare la PMA e tutto il bagaglio emotivo che porta con sè.
Ma dovevo solo mettere da parte l'orgoglio e accettare che ci serve aiuto. Che ci serve una mano dalla medicina per realizzare i nostri sogni... Ciò non toglie che quella minima percentuale di possibilità che io resti incinta normalmente esiste ancora, ma non spero più con tutta me stessa SOLO in quella e non ripongo più tutte le mie speranze solo lì. Ora vedo la PMA come una valida e ottima alternativa e mi meraviglio di come io abbia cambiato idea così repentinamente e soprattutto senza alcuna remora.
E' come se avessi fatto il passo decisivo: quello in cui ho smesso di pensare a me e a quello che era giusto per me (concepire nostro figlio in modo tradizionale) e abbia cominciato a pensare che farei di tutto per i nostri figli, anche cose che prima non avevo preso in considerazione.
Oggi è Natale. L'anno scorso ero felice, in questo giorno, ma un velo di tristezza avvolgeva il mio cuore. Non sapevamo ancora che ci fosse un problema, ma il mio sesto senso mi diceva che qualcosa non andava. Ricordo di non essermi goduta a pieno le feste per questa sensazione che sentivo come uno spillo nel cuore. E infatti di lì a pochi giorni avremmo scoperto la verità...
Questo Natale posso davvero dire di essere felice. Sento invece che abbiamo imboccato la strada giusta e che il 2017 sarà carico di bellissimi doni, e uno di questi sarà il nostro bambino. Spero che anche sta volta il mio sesto senso ci prenda! Se non altro è una previsione bellissima.
Buon Natale a tutti voi.
giovedì 22 dicembre 2016
Il filo rosso
Il giorno che ho conosciuto mio marito fu un giorno speciale per me. Era la prima volta che partecipavo alla fiera di fumetto e videogames più importante d'Italia e non stavo più nella pelle. Ero andata appositamente a casa di amici che viveano in quella che poi è diventata la mia città di adozione che dista un paio d'ore d'auto da Lucca. Ero molto lontana da casa mia, ma ero davvero felice perchè desideravo realizzare questo sogno da quando ero una ragazzina.
Marito, che allora non conoscevo affatto, si presentò quella mattina a casa di questi amici, insieme ad altra gente ed era accompagnato da una giapponese tanto carina, che io erroneamente pensai fosse la sua ragazza.
A colpo d'occhio, quando lo vidi, mi piacque subito. Aveva, e ha tuttora, un viso gentile, con un'aria un po' sbadata che secondo me fa parte del suo fascino. Quel giorno ci siamo solo stretti la mano e a stento abbiamo scambiato qualche frase di circostanza. Io ero più interessata alla giapponese con cui potevo finalmente esercitare le quattro parole in croce che conoscevo della lingua, che a Marito. Però ogni tanto lo guardavo e pensavo tra me e me che lo trovavo proprio carino! Però allora avevo un intrallazzo con un ragazzo della mia città e il mio cervello era per lo più occupato da lui. Ma era già un gran traguardo che un altro essere vivente avesse distolto la mia attenzione dal primo ragazzo, perchè davvero, ero innamorata persa di lui, per cui Marito doveva proprio aver colpito nel segno pur non facendo assolutamente nulla! Anzi, credevo di non interessargli minimamente perchè davvero non mi aveva rivolto la parola nemmeno una volta!
Con mia grande sorpresa, il giorno che ripartii, pranzammo insieme io, lui e altre due amici, e solo allora (a 30 minuti dalla mia partenza) si interessò a me cominciando a farmi un sacco di domande sui miei interessi, sui giochi a cui giocavo, i fumetti che leggevo ecc.
La cosa si fermò lì per nove mesi.
La mia relazione col tipo su citato finì di lì a pochissimo, e poi ebbi un'altra breve storia con un altro ragazzp. Io e Marito ci siamo sentiti tipo 2 volte in croce via skype in tutti questi mesi e una a pochissimi giorni dal nostro reincontro, poichè tornai a visitare i miei amici.
Quando tornai, praticamente il giorno dopo il mio arrivo, io e Marito abbiamo iniziato la nostra storia d'amore. Lui, che è un tipo estremamente timido, aveva trovato non so come il coraggio di baciarmi davanti a tutti, facendo un salto nel vuoto pazzesco per i suoi standard, andando anche oltre le mie fantasie più sfrenate!
E posso solo dire che sono estremamente felice che lo abbia fatto, perchè posso affermare con certezza, dopo 7 anni, che è l'uomo giusto per me.
Ogni volta che penso agli eventi assurdi che ci hanno portato a conoscerci e a stare insieme, mi sembra di scorgere il famoso filo rosso del destino che ci ha tenuti collegati fino al nostro incontro e poi fino ad oggi. E sono sbalordita da come tutto abbia concorso a farci essere qui oggi.
Sono davvero grata per la persona che ho al mio fianco. Grazie.
Marito, che allora non conoscevo affatto, si presentò quella mattina a casa di questi amici, insieme ad altra gente ed era accompagnato da una giapponese tanto carina, che io erroneamente pensai fosse la sua ragazza.
A colpo d'occhio, quando lo vidi, mi piacque subito. Aveva, e ha tuttora, un viso gentile, con un'aria un po' sbadata che secondo me fa parte del suo fascino. Quel giorno ci siamo solo stretti la mano e a stento abbiamo scambiato qualche frase di circostanza. Io ero più interessata alla giapponese con cui potevo finalmente esercitare le quattro parole in croce che conoscevo della lingua, che a Marito. Però ogni tanto lo guardavo e pensavo tra me e me che lo trovavo proprio carino! Però allora avevo un intrallazzo con un ragazzo della mia città e il mio cervello era per lo più occupato da lui. Ma era già un gran traguardo che un altro essere vivente avesse distolto la mia attenzione dal primo ragazzo, perchè davvero, ero innamorata persa di lui, per cui Marito doveva proprio aver colpito nel segno pur non facendo assolutamente nulla! Anzi, credevo di non interessargli minimamente perchè davvero non mi aveva rivolto la parola nemmeno una volta!
Con mia grande sorpresa, il giorno che ripartii, pranzammo insieme io, lui e altre due amici, e solo allora (a 30 minuti dalla mia partenza) si interessò a me cominciando a farmi un sacco di domande sui miei interessi, sui giochi a cui giocavo, i fumetti che leggevo ecc.
La cosa si fermò lì per nove mesi.
La mia relazione col tipo su citato finì di lì a pochissimo, e poi ebbi un'altra breve storia con un altro ragazzp. Io e Marito ci siamo sentiti tipo 2 volte in croce via skype in tutti questi mesi e una a pochissimi giorni dal nostro reincontro, poichè tornai a visitare i miei amici.
Quando tornai, praticamente il giorno dopo il mio arrivo, io e Marito abbiamo iniziato la nostra storia d'amore. Lui, che è un tipo estremamente timido, aveva trovato non so come il coraggio di baciarmi davanti a tutti, facendo un salto nel vuoto pazzesco per i suoi standard, andando anche oltre le mie fantasie più sfrenate!
E posso solo dire che sono estremamente felice che lo abbia fatto, perchè posso affermare con certezza, dopo 7 anni, che è l'uomo giusto per me.
Ogni volta che penso agli eventi assurdi che ci hanno portato a conoscerci e a stare insieme, mi sembra di scorgere il famoso filo rosso del destino che ci ha tenuti collegati fino al nostro incontro e poi fino ad oggi. E sono sbalordita da come tutto abbia concorso a farci essere qui oggi.
Sono davvero grata per la persona che ho al mio fianco. Grazie.
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mercoledì 21 dicembre 2016
Se non resti incinta è solo una questione di mente
Esco a cena con le mie migliori amiche. Si parla dei nostri progetti per quanto riguarda la PMA, dato che il tempo di tentativi "al naturale" che ci siamo dati sta scadendo.
Purtroppo, con tutte le loro buone intenzioni, dubito che le mie amiche comprendano a pieno la nostra scelta. A. pensa che data la mia giovane età dovremmo adottare "tanto siamo giovani e i figli ce li danno subto". Ora non so se questa cosa sia vera o meno, ma so che in Italia è molto difficle adottare, e se vuoi adottare è meglio che ti rivolgi all'estero e costa molto di più della PMA. In oltre Marito non è aperto al discorso adozione, e non so nemmeno se lo sono io al momento.
B. che è molto empatica cerca di capire e mi fa delle domande sull'iter.
C., sentendo dei nostri piani, dice che secondo lei è una questione di testa, di rilassamento (non di astenozoospermia di Marito e dei suoi testicoli più piccoli della norma). Al che devo ricorrere a tutte le mie forze per non esplodere e per mantenere la calma - perchè ovviamente è tipo la trilionesima volta che sento questa cosa.
"Io mi auguro che tu non ti debba mai trovare nella mia situazione" le ho detto "ma ti assicuro che se dopo mesi di tentativi e con una causa conclamata (ma fai pure senza) qualcuno ti dice che devi solo rilassarti, l'unica cosa che vuoi fare è sbattere la loro testa nel muro" e giuro che ho detto queste parole in modo molto contenuto, ma si capiva che aveva toccato un nervo scoperto. Fatto sta che poco dopo si è scusata. E io le ho detto che era tutti ok, e che probabilmente avrei detto la stessa cosa anche io al suo posto (o forse no) ma che se non ti trovi a combattere l'infertilità è una cosa che non si comprende davvero finchè non capita a te.
E io non voglio che nessuna debba stare male come sto male io. Vorrei solo che le persone che mi sono vicine mi capissero. Ma so di chiedere tanto. E' come chiedere a un astemio di empatizzare con i motivi per cui qualcuno è un alcolizzato. Gli può dispiacere per l'alcolizzato, ma non capirà MAI davvero i motivi che spinge la tal persona a bere. Non so se ho fatto un esempio calzante, però secondo me chi non ha ancora provato ad avere dei figli, o li ha avuti senza applicarsi a farli (è successo subito o quasi subito) ha difficoltà a comprendere i sentimenti di chi vuole un figlio e, per un motivo o per un altro, non riesce ad averlo.
Vorrei che si mettessero nei miei panni anche solo per un giorno, tipo quando mi viengono le mie cose e ogni speranza che ancora avevo si infrange. Forse il dolore che provo gli resterebbe impresso. Forse capirebbero che non c'entra il rilassamento, dato che quando faccio l'amore con mio marito non penso che lo stiamo facendo per concepire, ma lo facciamo perchè ci va prima di tutto. Forse capirebbero che anche se speri con tutte le tue forze che uno spermatozoo arrivi dove deve, è molto difficile che ce la faccia senza un cospicuo esercito di compagni che lo aiuti a risalire le tube. E se i numeri non sono dalla nostra, davvero solo un miracolo può farmi restare incinta.
Forse capirebbero che l'ansia non ce l'ho nemmeno più. Ho tre fasi nei 30 giorni del mio ciclo, e forse sono dettate dagli ormoni ma sono pressappoco così: fase inizio ciclo, rassegnazione, tristezza, paura di non vedere mai il traguardo. E' la fase delle domande, delle lacrime, degli abbracci impotenti ma carichi d'amore di mio marito. E' la fase in cui sono più suscettibile alle scemenze dette dalle persone sulla nostra situazione.
Fase pre ovulazione/ovulazione: è la fase del provare. Sono animata da una buona dose di speranza, ma non sono più ossessionata dalla baby dance come nei primi mesi, dove credevo fosse solo una questione di avere più rapporti concentrati. E' la fase dove mi godo di più mio marito nella nostra intimità. E' la fase in cui a volte mi lascio andare al pensiero di quel famoso spermatozoo, che unito al mio ovulo diventa il nostro bambino. E' una fase in cui sono molto positiva, o comunque neutrale, ma mai negativa. Un po' come quelli che giocano d'azzardo e pensano che questa volta possono vincere il jackpot, perchè ci hanno provato così tante volte che per una statistica dopo un tot di tentativi qualcosa la vinci!
Fase che va da una settimana prima del ciclo al ciclo: di solito qui iniziano a presentarsi i sintomi del mestruo. Quindi il seno che mi fa male, ogni giorno sempre di più. Verso il 5-6 po a volte ho delle perdite che poi si fermano. Piccoli crampetti addominali che vanno e vengono. Poi all'11 po, puntuale, primo spotting che decreta la fine dei giochi. A volte si prende gioco di me perchè va e viene. Ma poi inizia e non puoi farci nulla. Questa è la fase delle speranze che si sbriciolano, lentamente. E' la fase in cui cerco di dirmi che tanto lo sapevo, che non mi importa, che io e Marito stiamo bene anche da soli. Il che è vero! Noi stiamo davvero bene da soli. Ma io vado in giro nel mondo con un buco a forma del mio bambino nel cuore. E fa sempre più male.
Ammiro quelle persone che aspettano. Quelle che dicono che prima o poi arriverà e che intanto loro aspettano continuando a provare con gli unici mezzi che hanno.
Io non riesco. Come ho già detto, il tempo che passa è una cosa che mi atterrisce. E non voglio arrivare a 40 anni, guardarmi indietro, e dire "ah se avessi fatto!"
Ci sono tante persone che col corso del tempo ce l'hanno fatta senza supporti medici, anche se la medicina li aveva battezzati sterili.
Ma io non riesco. Ho 29 anni, sono "giovane" e ho sempre voluto avere figli da giovane. Se la natura me l'avesse permesso sarei diventata madre a 28, ma non è stato così. Preferisco provare la strada della PMA, seppur mi spaventa, che aspettare un qualcosa che non so se accadrà. Perchè la paura che potremmo aspettare in eterno e finire il tempo a nostra disposizione mi fa ancora pià paura.
Purtroppo, con tutte le loro buone intenzioni, dubito che le mie amiche comprendano a pieno la nostra scelta. A. pensa che data la mia giovane età dovremmo adottare "tanto siamo giovani e i figli ce li danno subto". Ora non so se questa cosa sia vera o meno, ma so che in Italia è molto difficle adottare, e se vuoi adottare è meglio che ti rivolgi all'estero e costa molto di più della PMA. In oltre Marito non è aperto al discorso adozione, e non so nemmeno se lo sono io al momento.
B. che è molto empatica cerca di capire e mi fa delle domande sull'iter.
C., sentendo dei nostri piani, dice che secondo lei è una questione di testa, di rilassamento (non di astenozoospermia di Marito e dei suoi testicoli più piccoli della norma). Al che devo ricorrere a tutte le mie forze per non esplodere e per mantenere la calma - perchè ovviamente è tipo la trilionesima volta che sento questa cosa.
"Io mi auguro che tu non ti debba mai trovare nella mia situazione" le ho detto "ma ti assicuro che se dopo mesi di tentativi e con una causa conclamata (ma fai pure senza) qualcuno ti dice che devi solo rilassarti, l'unica cosa che vuoi fare è sbattere la loro testa nel muro" e giuro che ho detto queste parole in modo molto contenuto, ma si capiva che aveva toccato un nervo scoperto. Fatto sta che poco dopo si è scusata. E io le ho detto che era tutti ok, e che probabilmente avrei detto la stessa cosa anche io al suo posto (o forse no) ma che se non ti trovi a combattere l'infertilità è una cosa che non si comprende davvero finchè non capita a te.
E io non voglio che nessuna debba stare male come sto male io. Vorrei solo che le persone che mi sono vicine mi capissero. Ma so di chiedere tanto. E' come chiedere a un astemio di empatizzare con i motivi per cui qualcuno è un alcolizzato. Gli può dispiacere per l'alcolizzato, ma non capirà MAI davvero i motivi che spinge la tal persona a bere. Non so se ho fatto un esempio calzante, però secondo me chi non ha ancora provato ad avere dei figli, o li ha avuti senza applicarsi a farli (è successo subito o quasi subito) ha difficoltà a comprendere i sentimenti di chi vuole un figlio e, per un motivo o per un altro, non riesce ad averlo.
Vorrei che si mettessero nei miei panni anche solo per un giorno, tipo quando mi viengono le mie cose e ogni speranza che ancora avevo si infrange. Forse il dolore che provo gli resterebbe impresso. Forse capirebbero che non c'entra il rilassamento, dato che quando faccio l'amore con mio marito non penso che lo stiamo facendo per concepire, ma lo facciamo perchè ci va prima di tutto. Forse capirebbero che anche se speri con tutte le tue forze che uno spermatozoo arrivi dove deve, è molto difficile che ce la faccia senza un cospicuo esercito di compagni che lo aiuti a risalire le tube. E se i numeri non sono dalla nostra, davvero solo un miracolo può farmi restare incinta.
Forse capirebbero che l'ansia non ce l'ho nemmeno più. Ho tre fasi nei 30 giorni del mio ciclo, e forse sono dettate dagli ormoni ma sono pressappoco così: fase inizio ciclo, rassegnazione, tristezza, paura di non vedere mai il traguardo. E' la fase delle domande, delle lacrime, degli abbracci impotenti ma carichi d'amore di mio marito. E' la fase in cui sono più suscettibile alle scemenze dette dalle persone sulla nostra situazione.
Fase pre ovulazione/ovulazione: è la fase del provare. Sono animata da una buona dose di speranza, ma non sono più ossessionata dalla baby dance come nei primi mesi, dove credevo fosse solo una questione di avere più rapporti concentrati. E' la fase dove mi godo di più mio marito nella nostra intimità. E' la fase in cui a volte mi lascio andare al pensiero di quel famoso spermatozoo, che unito al mio ovulo diventa il nostro bambino. E' una fase in cui sono molto positiva, o comunque neutrale, ma mai negativa. Un po' come quelli che giocano d'azzardo e pensano che questa volta possono vincere il jackpot, perchè ci hanno provato così tante volte che per una statistica dopo un tot di tentativi qualcosa la vinci!
Fase che va da una settimana prima del ciclo al ciclo: di solito qui iniziano a presentarsi i sintomi del mestruo. Quindi il seno che mi fa male, ogni giorno sempre di più. Verso il 5-6 po a volte ho delle perdite che poi si fermano. Piccoli crampetti addominali che vanno e vengono. Poi all'11 po, puntuale, primo spotting che decreta la fine dei giochi. A volte si prende gioco di me perchè va e viene. Ma poi inizia e non puoi farci nulla. Questa è la fase delle speranze che si sbriciolano, lentamente. E' la fase in cui cerco di dirmi che tanto lo sapevo, che non mi importa, che io e Marito stiamo bene anche da soli. Il che è vero! Noi stiamo davvero bene da soli. Ma io vado in giro nel mondo con un buco a forma del mio bambino nel cuore. E fa sempre più male.
Ammiro quelle persone che aspettano. Quelle che dicono che prima o poi arriverà e che intanto loro aspettano continuando a provare con gli unici mezzi che hanno.
Io non riesco. Come ho già detto, il tempo che passa è una cosa che mi atterrisce. E non voglio arrivare a 40 anni, guardarmi indietro, e dire "ah se avessi fatto!"
Ci sono tante persone che col corso del tempo ce l'hanno fatta senza supporti medici, anche se la medicina li aveva battezzati sterili.
Ma io non riesco. Ho 29 anni, sono "giovane" e ho sempre voluto avere figli da giovane. Se la natura me l'avesse permesso sarei diventata madre a 28, ma non è stato così. Preferisco provare la strada della PMA, seppur mi spaventa, che aspettare un qualcosa che non so se accadrà. Perchè la paura che potremmo aspettare in eterno e finire il tempo a nostra disposizione mi fa ancora pià paura.
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martedì 20 dicembre 2016
Almeno c'è la PMA
Torno qui dopo sei mesi.
No, non sono rimasta incinta, e anzi, abbiamo scoperto il 17 agosto che l'astenospermia di mio marito è peggiorata con l'assunzione dell'integratore datogli dal suo andrologo.
Per cui lo ha sospeso e per quattro mesi circa non ha preso nulla, fino ad ora dove ha ripreso ad assumere la Maca che almeno pareva aver sortito un certo effetto.
Io oscillo da momenti di euforia del tipo "ma sì; prima o poi ce la faremo; siamo giovani; Dio è dalla nostra; almeno c'è la PMA" a momenti di totale sconforto che di solito coincidono con il mestruo, in cui mi sento schiacciata dalla nostra situazione. E questo è uno di quei momenti.
La PMA è sempre più una spiaggia possibile, e pensarci non mi fa sentire meglio, ma anzi mi getta in uno sconforto enorme. Oltre al fatto che la scelta del centro è difficilissima poichè ci sono in ballo non solo dei soldi, ma anche il tempo, il cui scorrere mi spaventa tantissimo, è proprio il pensiero di non essere riusciti a concepire nostro figlio con i soli nostri mezzi a tormentarmi.
Mi domando se davvero il problema siano solo gli spermatozoi di mio marito, o se sia io a interferire in qualche modo anche solo con la mente... ormai nulla mi sembra più improbabile. Se prima avrei cavato gli occhi a chi mi diceva che la mi ansia inteferiva, oggi forse mi farebbe comunque arrabbiare, ma penserei poi che forse tutti i torti non ha. Anche se devo ammettere che ormai non ho più l'ansia del rapporto perfetto al monento perfetto, e nemmeno dell'"oddio questo è IL mese". Semplicemente sono più realista sul fatto che probabilmente per noi ci vuole più di un rapporto o di una serie di rapporti ben assestati.
Anche la mia fede vacilla in questo periodo. Forse perchè dopo l'ultimo referto ad agosto, avevo interpretato la cosa come un modo di Dio di richiamarmi a sè e di dirmi "vedi? hai passato un anno a preoccuparti di cosa potevi fare o non fare per raggiungere il tuo obbiettivo, e non hai lasciato che io facessi". Quindi ho adottato un altro modo di fare. Ho smesso appunto di preoccuparmi di cosa assumevamo (vitamine, integratori, medicine ecc), o di fare stick o di prendere la TB e fare altre cose simili. Siamo stati molto più sereni da quel punto di vista, e in generale, devo ammettere. Per alcuni di voi può sembrare assurdo, ma ho pregato, affidando a Dio e solo a lui l'outcome di questa storia. Ci siamo dati 6 mesi di tempo prima di procedere con la PMA. Ebbene, è scaduto il 4° mese qualche giorno fa con l'arrivo del mio ciclo. E il fatto di trovarci sempre nella stessa situazione mi fa sentire abbandonata anche da Dio, in cui ho sempre creduto fermamente.
Dio mi ha davvero sempre aiutata nel corso della mia vita. Se c'era un problema, io mi rivolgevo a lui affidandogli la situazione, e le cose si risolvevano. Spesso in tempi brevi, altre volte ci hanno messo più tempo, come per il lavoro. La soluzione migliore è sempre avvenuta, anche quando io avrei voluto che le cose andassero in modo diverso. ed è quello che sto cercando di dirmi ora... Che anche se io non vedo tutto il percorso che ho davanti, ma solo un pezzetto alla volta, Dio sa che desideriamo un figlio. Dio sa che voglio essere madre, e mi guiderà fino alla risposta alle mie preghiere.
Il fatto che fino ad ora non abbiamo avuto successo in modo naturale, mi fa pensare che la strada possa essere la PMA, anche se la cosa mi spaventa per tante ragioni. Il fallimento in primis. Ho paura di fare un buco nell'acqua e di aver fatto tutto per nulla. Il tempo che scorre inesorabile e le liste d'attesa che non aiutano mi fanno paura...
Ieri mio marito mi ha chiesto cosa sarebbe successo fra noi se tra X anni saremmo ancora stati senza figli. Ha paura che questo desiderio che è così grande per me possa allontanarci o rompere il nostro rapporto. Non so perchè lo abbia pensato. Forse perchè sa che io mi sentirei non completa nel mio percorso come donna se non dovessi riuscire a coronare il mio sogno, e teme che io possa voler cercare altrove quello che lui non può darmi.
Le sue parole mi hanno scavato un buco dentro. Non potrei mai lasciare mio marito per una cosa simile. L'unica cosa che potrei imputargli e di non aver fatto tutto ciò che è in suo potere per raggiungere il nostro obbiettivo. Però mi sono immaginata in uno scenario senza figli, e al momento l'idea mi fa stare malissimo. Come se non riuscissi ad accettare una fine del genere. Quando ci penso mi manca il respiro. Mi si stringe il cuore e sento il petto esplodermi mentre gli occhi si riempiono di lacrime in modo incontrollato.
Se ne parlo con qualcuno che non sia mio marito, anche se cerco di fare la dura o l'indifferente, sento distintamente che è solo un muro quello che ho messo su, che può crollare da un momento all'altro. Per questo cerco di evitare l'argomento più che posso con amici o parenti.
Mi domando sempre perchè è toccata a noi questa sorte. Se per colpa del fatto che ne ho sempre avuto così paura, di essere infertili dico, che alla fine si è materializzata. O se è il karma che controbilancia il fatto che io e mio marito ci amiamo, che abbiamo tutti e due dei bei lavori, che stiamo in una casa dove ci sentiamo bene, insomma... le famiglie del mulino bianco non possono esistere, dico bene? Ci deve essere sempre un neo. Qualcosa che disturba la gioia.
E io glielo permetto. Perchè se fossi più forte potrei concentrarmi su quello che ho, come fa mio marito. Se fossi meno egoista penserei che ho già mille fortune e il non poter avere un figlio è poca cosa in confronto alle sofferenze di tante altre persone. Io sono grata per quello che la vita mi ha riservato. E vorrei tanto infischiarmente di questo problema. O almeno vedere il lato positivo che c'è la medicina a venirci incontro... eppure non riesco. Paradossalmente mi fa stare meglio il pensiero che un giorno, per una BDC (botta di c**o) potrei rimanere incinta, che il fatto di dovermi affidare alla medicina per realizzare il mio sogno. Non so perchè... forse la spiegazione è che trovo ingiusto che ci venga impedito di fare dei figli nel modo classico, e ci resti solo il freddo laboratorio e tutta la sua burocrazia ed esami come scelta. Forse è questo che mi fa star male più di tutti. Eppure so che devo essere grata perchè almeno c'è la PMA.
No, non sono rimasta incinta, e anzi, abbiamo scoperto il 17 agosto che l'astenospermia di mio marito è peggiorata con l'assunzione dell'integratore datogli dal suo andrologo.
Per cui lo ha sospeso e per quattro mesi circa non ha preso nulla, fino ad ora dove ha ripreso ad assumere la Maca che almeno pareva aver sortito un certo effetto.
Io oscillo da momenti di euforia del tipo "ma sì; prima o poi ce la faremo; siamo giovani; Dio è dalla nostra; almeno c'è la PMA" a momenti di totale sconforto che di solito coincidono con il mestruo, in cui mi sento schiacciata dalla nostra situazione. E questo è uno di quei momenti.
La PMA è sempre più una spiaggia possibile, e pensarci non mi fa sentire meglio, ma anzi mi getta in uno sconforto enorme. Oltre al fatto che la scelta del centro è difficilissima poichè ci sono in ballo non solo dei soldi, ma anche il tempo, il cui scorrere mi spaventa tantissimo, è proprio il pensiero di non essere riusciti a concepire nostro figlio con i soli nostri mezzi a tormentarmi.
Mi domando se davvero il problema siano solo gli spermatozoi di mio marito, o se sia io a interferire in qualche modo anche solo con la mente... ormai nulla mi sembra più improbabile. Se prima avrei cavato gli occhi a chi mi diceva che la mi ansia inteferiva, oggi forse mi farebbe comunque arrabbiare, ma penserei poi che forse tutti i torti non ha. Anche se devo ammettere che ormai non ho più l'ansia del rapporto perfetto al monento perfetto, e nemmeno dell'"oddio questo è IL mese". Semplicemente sono più realista sul fatto che probabilmente per noi ci vuole più di un rapporto o di una serie di rapporti ben assestati.
Anche la mia fede vacilla in questo periodo. Forse perchè dopo l'ultimo referto ad agosto, avevo interpretato la cosa come un modo di Dio di richiamarmi a sè e di dirmi "vedi? hai passato un anno a preoccuparti di cosa potevi fare o non fare per raggiungere il tuo obbiettivo, e non hai lasciato che io facessi". Quindi ho adottato un altro modo di fare. Ho smesso appunto di preoccuparmi di cosa assumevamo (vitamine, integratori, medicine ecc), o di fare stick o di prendere la TB e fare altre cose simili. Siamo stati molto più sereni da quel punto di vista, e in generale, devo ammettere. Per alcuni di voi può sembrare assurdo, ma ho pregato, affidando a Dio e solo a lui l'outcome di questa storia. Ci siamo dati 6 mesi di tempo prima di procedere con la PMA. Ebbene, è scaduto il 4° mese qualche giorno fa con l'arrivo del mio ciclo. E il fatto di trovarci sempre nella stessa situazione mi fa sentire abbandonata anche da Dio, in cui ho sempre creduto fermamente.
Dio mi ha davvero sempre aiutata nel corso della mia vita. Se c'era un problema, io mi rivolgevo a lui affidandogli la situazione, e le cose si risolvevano. Spesso in tempi brevi, altre volte ci hanno messo più tempo, come per il lavoro. La soluzione migliore è sempre avvenuta, anche quando io avrei voluto che le cose andassero in modo diverso. ed è quello che sto cercando di dirmi ora... Che anche se io non vedo tutto il percorso che ho davanti, ma solo un pezzetto alla volta, Dio sa che desideriamo un figlio. Dio sa che voglio essere madre, e mi guiderà fino alla risposta alle mie preghiere.
Il fatto che fino ad ora non abbiamo avuto successo in modo naturale, mi fa pensare che la strada possa essere la PMA, anche se la cosa mi spaventa per tante ragioni. Il fallimento in primis. Ho paura di fare un buco nell'acqua e di aver fatto tutto per nulla. Il tempo che scorre inesorabile e le liste d'attesa che non aiutano mi fanno paura...
Ieri mio marito mi ha chiesto cosa sarebbe successo fra noi se tra X anni saremmo ancora stati senza figli. Ha paura che questo desiderio che è così grande per me possa allontanarci o rompere il nostro rapporto. Non so perchè lo abbia pensato. Forse perchè sa che io mi sentirei non completa nel mio percorso come donna se non dovessi riuscire a coronare il mio sogno, e teme che io possa voler cercare altrove quello che lui non può darmi.
Le sue parole mi hanno scavato un buco dentro. Non potrei mai lasciare mio marito per una cosa simile. L'unica cosa che potrei imputargli e di non aver fatto tutto ciò che è in suo potere per raggiungere il nostro obbiettivo. Però mi sono immaginata in uno scenario senza figli, e al momento l'idea mi fa stare malissimo. Come se non riuscissi ad accettare una fine del genere. Quando ci penso mi manca il respiro. Mi si stringe il cuore e sento il petto esplodermi mentre gli occhi si riempiono di lacrime in modo incontrollato.
Se ne parlo con qualcuno che non sia mio marito, anche se cerco di fare la dura o l'indifferente, sento distintamente che è solo un muro quello che ho messo su, che può crollare da un momento all'altro. Per questo cerco di evitare l'argomento più che posso con amici o parenti.
Mi domando sempre perchè è toccata a noi questa sorte. Se per colpa del fatto che ne ho sempre avuto così paura, di essere infertili dico, che alla fine si è materializzata. O se è il karma che controbilancia il fatto che io e mio marito ci amiamo, che abbiamo tutti e due dei bei lavori, che stiamo in una casa dove ci sentiamo bene, insomma... le famiglie del mulino bianco non possono esistere, dico bene? Ci deve essere sempre un neo. Qualcosa che disturba la gioia.
E io glielo permetto. Perchè se fossi più forte potrei concentrarmi su quello che ho, come fa mio marito. Se fossi meno egoista penserei che ho già mille fortune e il non poter avere un figlio è poca cosa in confronto alle sofferenze di tante altre persone. Io sono grata per quello che la vita mi ha riservato. E vorrei tanto infischiarmente di questo problema. O almeno vedere il lato positivo che c'è la medicina a venirci incontro... eppure non riesco. Paradossalmente mi fa stare meglio il pensiero che un giorno, per una BDC (botta di c**o) potrei rimanere incinta, che il fatto di dovermi affidare alla medicina per realizzare il mio sogno. Non so perchè... forse la spiegazione è che trovo ingiusto che ci venga impedito di fare dei figli nel modo classico, e ci resti solo il freddo laboratorio e tutta la sua burocrazia ed esami come scelta. Forse è questo che mi fa star male più di tutti. Eppure so che devo essere grata perchè almeno c'è la PMA.
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